Berlusconi: "Legge tv, c'è odio"

Il leader della Cdl: "Togliere un terzo della sua produzione a un’azienda quotata è un disegno delittuoso e strampalato che colpisce anche i piccoli azionisti e il sistema economico. C'è rancore politico dietro al piano"

Como - Le porte del foyer del teatro Sociale si spalancano poco prima delle due di notte. La musica è finita, i 500 ospiti se ne vanno, mamma Rosa Berlusconi ha festeggiato il compleanno numero 96 e Silvio ha terminato di autografare i menù della serata. La coppia a braccetto sorride ai fotografi. «Mammina, anche a quest’ora sei in gran forma - esclama lui -. Quanti baci mi prometti tutti i giorni quando ti telefono?». «Tanti», risponde lei. «E quanti rosari mi dici?». «Tre al giorno, adesso che vado a casa ne dico uno». E lui, additando il cielo: «Glielo dico sempre, guarda che lassù non sanno più dove metterle le tue preghiere. Le devo tutto - aggiunge - quella sera del ’93 nessuno voleva che scendessi in campo ma la mamma mi disse: se ci credi devi trovare il coraggio di farlo. Per questo sono in politica e mi ritirerò quando deciderà lei». Quindi... «Quindi nessuna ipotesi di abbandono. Non lascerò mai, la successione a Fini è tutta una buffonata, sono state scritte cose assurde. Sento la responsabilità di chi ha creduto in me. Abbandonare sarebbe un tradimento».
Il fascio di 96 orchidee con gli auguri «di arrivare almeno a 110 anni» non è bastato a tener fuori la politica dal compleanno di mamma Rosa. Tra un piatto di risotto alla milanese e gli «olè» di una ballerina di flamenco, tra una battuta su Vladimir Luxuria («non mi disturba affatto, semmai è un concorrente in meno...») e un pensiero a Ronaldo («ha sempre sognato il Milan»), nel tempio della lirica di Como è stato proiettato il discorso di Berlusconi all’Onu. Poi il Cavaliere ha preso il microfono, ha ricordato i meriti del suo governo e attaccato l’attuale.
Il disegno di legge Gentiloni sull’emittenza è «delittuoso e strampalato»: «Non penso che qualcuno possa prendere un’azienda quotata e toglierle un terzo della sua produzione se non per odio politico, perché c’è un azionista che si vuole colpire. Ma si fa del male anche ai piccoli azionisti e all’economia: nessun fondo internazionale verrebbe più a investire in un Paese dove succedono cose del genere. Le povere reti Rai e Mediaset devono confrontarsi con il monopolista del satellite che ha 138 canali. Mandare sul satellite non la più piccola delle reti Rai, la 3, ma la rete 2 che ha un direttore leghista e un direttore del tg di An, è un atto politico chiaro. Non ci sarà bisogno di portare la gente in piazza, questa cosa si arenerà in Parlamento perché non si possono trovare 157 complici».
Una proposta del genere viene «da un governo formato da partiti che si dicono orgogliosamente comunisti e si ispirano a Pol Pot». A tavola Berlusconi ha raccontato l’apologo della rana e dello scorpione. «Lo scorpione punge la rana e questa gli chiede perché l’abbia fatto. Lo scorpione risponde: perché è la mia natura. La loro natura è essere antiamericani, antieuropei, antimercato e anticattolici». Sui pacs il leader del centrodestra ha professato libertà di coscienza ma «le proposte del centrosinistra sono un attacco all’istituzione famiglia. Vogliono infierire sul matrimonio naturale e sovvertire tutti i valori. Noi avevamo avvertito gli elettori. Ma in Italia si vota a sinista perché è una moda. L’altra sera, alla cena di premiazione dei Telegatti, accanto a me era seduto un artista tv di sinistra che non mi ha saputo fornire nessuna ragione del perché vota così. C’è troppa ignoranza in giro, e noi dobbiamo combatterla».
Far cadere il governo, però, «sarà difficilissimo». Berlusconi ha confessato di sperare «in un incidente per esempio in politica estera, dove sono divisi. Vanno al traino della Francia e della sua politica onirica antiamericana, per fortuna adesso arriva Sarkozy... Purtroppo sono uniti dal potere e dall’invidia sociale, questa è una sinistra pericolosa con cui ogni tentativo di riforma per ora è impossibile. Non ci danno ascolto e rifiutano il dialogo».
Berlusconi, che ieri sera ha incontrato Bossi ad Arcore, ha criticato anche qualche alleato. Scherzando («Sono andato dal “meccanico” del cuore in America perché pensando a Prodi, Casini o Follini rischiavo l’extrasistole») ma non troppo: «Bisogna finirla con certi capricci incomprensibili. Con il signor sì che va qui e il signor no da un’altra parte. Rischiamo di rovinarci da soli nel momento in cui siamo la maggioranza reale del Paese. Il comportamento della Lega? Non lo capisco. Non bisogna mollare, occorre andare tutti assieme. Per la federazione non c’è urgenza, se ne parlerà dopo le amministrative, ma è quello che chiedono gli elettori. Da tempo non parlo più del partito unico ma di un grande partito delle libertà che se fosse formato da Fi, An, nuova Dc e Repubblicani sarebbe già al 45 per cento. Una federazione dove chi c’è c’è, e chi entra è obbligato ad accettare il voto della maggioranza che è la regola della democrazia».