Berlusconi: "Le liberalizzazioni di Prodi una vera presa in giro"

Il leader della Cdl attacca il governo: "Tenendo aperti i barbieri e i parrucchieri il lunedì o privando del loro pane 80mila persone che lavorano alle pompe di benzina". "Coppie di fatto, aspettiamo di vedere il ddl del governo". E sul decreto per il calcio affonda: "E' una lesione di libertà non consentire agli abbonati di andare a vedere le partite"

Roma - Le liberalizzazioni varate del governo Prodi? «Veramente una presa in giro». Silvio Berlusconi attacca a fondo il governo di centrosinistra parlando ai giovani di Forza Italia riuniti a convegno. Non vedo come si possa cambiare il Paese - osserva il leader della Casa delle Libertà - «tenendo aperti i barbieri e i parrucchieri il lunedì o privando del loro pane 80mila persone che lavorano alle pompe di benzina». Berlusconi, quindi, giudica le norme «ininfluenti», altro che liberalizzazioni. Il premier è un'ostaggio totale e assoluto della sinistra» aggiunge, precisando: «Io non ho mai parlato di spallata questo è un termine dei giornalisti e della sinistra».

Decreto calcio Berlusconi affronta poi il tema del decreto sul calcio varato dall'esecutivo: «Ritengo che sia una lesione di libertà - dice - non consentire agli abbonati, per esempio dell'Udinese, di andare a vedere le partite, anche se per un fatto dolorosissimo accaduto a Catania. Io non avrei mai avuto in mente di fare un decreto in questo modo. Troppe leggi del governo sono marcate da questo non riguardo per la libera volontà dei singoli».

Infrastrutture «Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto questo governo dovrà pagare 4 miliardi di penalità alle imprese» e «rinuncerà a 6 miliardi di fondi dell'Unione Europea», ma più in generale ormai nel nostro paese «non si lavora più alle infrastrutture. La presenza dei Verdi incide negativamente e gli altri accettano passivamente tutte le loro decisioni. Questo è drammatico. L'Italia è una paese senza infrastutture, se non si realizza l'alta velocità noi perdiamo competitività. Bisogna recuperare il tempo perduto», conclude l'ex premier.

Ipotesi neocentrista Silvio Berlusconi si dice fiducioso nella possibilità di recuperare al disegno della federazione del centrodestra anche l'Udc di Pier Ferdinando Casini. «Ho sentito l'altra sera Casini in una trasmissione televisiva - ha affermato l'ex premier - dire che questo bipolarismo non funziona. E ha citato la coalizione di governo condizionata dalla sinistra radicale. Il che è vero, ma lui dimentica che il centrodestra ha governato per 5 anni e ora siamo al 57%. Il che ci permetterebbe di governare ancora meglio. Per questo penso che questa posizione di Casini rientrerà». Lo scenario alternativo, secondo il leader azzurro, «è la creazione di una grande coalizione di centro. Vi dovrebbero essere necessariamente Alleanza nazionale, noi con il nostro 33% e dovrebbe comprendere anche i Ds e la Margherita. Ma per loro ha parlato Rutelli, che ha detto che non ci stanno perchè il loro elettorato non li seguirebbe». In conclusione, Berlusconi ha rivendicato a Forza Italia un merito da non disperdere, ossia «avere introdotto in Italia la politica dell'alternanza» tra schieramenti contrapposti.

Coppie di fatto «Aspettiamo di vedere la proposta del governo». Così Silvio Berlusconi risponde a una domanda sul comportamento che terrà Forza Italia riguardo il disegno di legge del governo sulle coppie di fatto. «Sarebbe dovuta essere - spiega - una iniziativa del Parlamento, invece è intervenuto il governo. Sarà Sandro Bondi a illustrare la nostra posizione, comunque noi non presenteremo nessun progetto di legge».

Coop e magistratura Berlusconi torna a criticare il sistema delle coop e anche la magistratura. Si tratta «di vere metastasi», osserva. Per quanto riguarda la giustizia, il leader azzurro torna a proporre la divisione degli ordini, «da una parte la magistratura giudicante, dall'altra gli avvocati dell'accusa». «Un giudice per smentire un teorema accusatorio deve fare un atto eroico».

Giovani missionari di libertà «Voi siete missionari di libertà, quel bene che, come l'aria o la salute, quando si ha non si capisce quanto sia importante. Certo il nostro liberismo non ha lo stesso appeal di quelle filosofie che hanno avuto seguito nel secolo scorso: il nazismo e il comunismo». Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi si rivolge alla sala dello spazio Etoile dove siedono i giovani (e non solo) del coordinamento regionale di Forza Italia. Scherza Berlusconi, sull'età «fa sempre piacere trovarsi fra coetanei», e sulle sue recenti vicende familiari «un saluto anche alla casalinga di Voghera a cui ho mandato una cartolina: stai tranquilla, torno stasera». Se la prende con i partiti «che ancora mantengono la parola comunista nel loro nome e lo vedono come un bene positivo a cui guardare ancora». «Anch'io - rivela - ho letto Marx, Lenin e Stalin. Ma come dice Reagan: c'è chi lo ha letto ed è diventato comunista e chi li ha letti e li ha capiti ed è diventato liberale». Se la prende anche con gli artisti «di sinistra»: «Parlando con loro ho notato una pochezza di argomentazioni. Lo sono più per convenienza personale, perché poi li fanno esibire a qualche festa dell'Unità. Penso che non essendo uno completamente artista allora diventa comunista».