Berlusconi: "L'Italia non è isolata sul clima altri 9 stati sono con noi"

Il premier interviene sulle polemiche e nega che il nostro Paese sia isolato in Europa. "L'Italia ha chiesto che i costi della riduzione delle emissioni di
anidride carbonica vengano sostenuti in modo eguale da ciascun
cittadino europeo, altrimenti sarebbero più pesanti per
i paesi manifatturieri". Matteoli: chiederemo di rinegoziare la scadenza di Kyoto 2012

Roma - "La richiesta italiana di avere più tempo per approfondire il tema dei costi per la riduzione dell'anidride carbonica è stata condivisa da altri 9 stati. Non c'é quindi nessun isolamento dell'Italia in Europa, ma solo la continuazione di un costume deteriore dell'opposizione e cioé quello di fare polemiche anche contro il proprio Paese". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi che, in una dichiarazione all'Ansa reagisce alle polemiche riportate dai giornali sulla posizione dell'Italia nell'Unione europea circa la questione del clima.

"Leggo su alcuni quotidiani - afferma il presidente del Consiglio - che l'Italia si troverebbe isolata in Europa per quanto riguarda la vicenda del clima. Non é assolutamente vero. L'Italia ha richiesto che i costi della riduzione delle emissioni di anidride carbonica vengano sostenuti in modo eguale da ciascun cittadino europeo. Altrimenti, i costi stessi sarebbero più pesanti per i Paesi manifatturieri". "La richiesta italiana di più tempo per approfondire il tema dei costi - continua Berlusconi - è stata condivisa da altri nove Stati". Da qui l'affermazione che non c'é nessun "isolamento" dell'Italia in Europa. Piuttosto il premier attacca quella che definisce "la continuazione di un costume deteriore dell'opposizione, e cioé quello di fare polemiche contro il proprio Paese". 

Matteoli: chiederemo di rinegoziare Kyoto "Domani, al vertice di Lussemburgo, la linea sarà quella di chiedere di rinviare e di rinegoziare il protocollo di Kyoto". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, in un'intervista a Sky Tg24, riferendosi al Consiglio dei ministri europei dell'Ambiente che si terrà domani a Lussemburgo. "Il problema - spiega Matteoli - non sarà nell'accordo del 2009, dove sicuramente si troverà un'intesa, il problema sarà la scadenza del 2012. E' lì che noi dovremo lavorare per far sì che il 2012 sia più sereno perché altrimenti le nostre imprese allora saranno ancora più penalizzate". "Quando si è trattato, nella legislatura 2001-2006, di affrontare questi problemi in Europa, l'Italia - ricorda Matteoli che all'epoca era ministro dell'Ambiente - ha sempre sostenuto con forza la tesi che da soli i paesi europei non sarebbero riusciti a raggiungere gli obiettivi di Kyoto, bisognava coinvolgere gli Usa. Gli altri paesi non erano, invece, di questo avviso". "La Germania - sottolinea Matteoli - sostenne che l'Europa doveva fare da sola e questo non ha consentito di lavorare con gli Stati Uniti e con gli altri Paesi. In questo quadro l'Italia e le nostre imprese sono state notevolmente penalizzate". Riguardo alla dichiarazione di Berlusconi sull'Italia che non é isolata sul no alle richieste dell'Ue, il ministro delle Infrastrutture dice che "di Stati che stanno dalla nostra parte ce ne sono sicuramente molti", ma "quando si affrontano i problemi climatici e nei confronti del protocollo di Kyoto c'é molta timidezza da parte dei Paesi perché si teme di essere accusati di non voler salvaguardare i problemi legati all'ambiente".