Berlusconi: "L'unica strada sono le elezioni"

Il Cavaliere torna a chiedere con forza il ritorno alle urne: "In nessuna democrazia si può governare contro l'80% dei cittadini". E torna a criticare gli alleati: "Elezioni perse? Ecco i 10 peccati capitali delle Cdl che era diventata un calvario"

Cagliari - Berlusconi torna a chiedere con forza il ritorno alle urne. Parlando a Cagliari, a un gazeboi del Pdl, l’ex premier ha ribadito con fermezza la sua linea: "In nessun Paese, in nessuna democrazia, si può governare contro l’80% dei cittadini. C’è una sola strada in situazioni come queste, la strada maestra del ritorno alle urne, di nuove elezioni". "Che questa maggioranza sia in agonia lo sanno tutti, e purtroppo fa un grande danno all’Italia e anche alla nostra immagine. Quello che è successo l’altro ieri e ieri al Senato è stato uno spettacolo triste. Questo governo non può continuare a governare".

Le resistenze degli alleati "Alle elezioni dobbiamo andare tutti insieme, per questo abbiamo detto agli alleati di venire con noi, ma ci sono state resistenze perchè vogliono mantenere le loro posizioni di potere e di privilegio", ha aggiunto il Cavaliere.

"Elezioni perse, ecco i 10 peccati capitali della Cdl" "Abbiamo perso le elezioni per una serie di errori dei partiti della coalizione: ho stilato una lista dei dieci peccati capitali del centrodestra, ma tra questi non c’è neanche uno che sia stato commesso da Forza Italia". Ha poi sostenuto Silvio Berlusconi, ricordando quelle che a suo avviso sono state le cause che hanno portato alla sconfitta nelle ultime elezioni, come la legge sul voto degli italiani all’estero e le divisioni su questo tema specifico. Ha anche ribadito che al centrodestra "sono stati rubati un mare di voti" e che "sono sparite schede bianche".

"La Cdl era diventata un calvario..." Non lesina critiche agli ex alleati, il Cavaliere, e spiega perché c'è stata la rottura: "Non siamo riusciti più a convocare un vertice perché c’era un partito alleato che non lo permetteva. Ho pensato anche di fare la federazione, ma non è stato possibile. Ho provocato a fare anche l’Officina ed è accaduto lo stesso". E c'è stato da parte sua "grande dolore" a dover rinunciare a tanti progetti quando "eravamo al governo, per colpa di un partito ma anche di altri". Parlando al "popolo dei gazebo", il leader di Forza Italia ha poi sottolineato che "i partiti alleati non ci hanno mai aiutato a realizzare i nostri progetti. Soprattutto per colpa di un partito, del suo leader, ma anche di altri".

"I cittadini scelgano il leader del partito" Così la via maestra è quella dire basta una volta per tutte agli accordi di vertice, ma affidare ai cittadini, la scelta del futuro leader di un grande partito di liberali e democratici. È questa la strada per il nuovo partito. "Invece di fare un accordo di vertice - ha spiegato - rovesciamo la piramide del potere: decidano i cittadini quali programmi e quali valori rispettare e scelgano loro il leader in un grande partito di liberali e democratici. È quasi una rivoluzione epocale". L’ex premier ricorda che proprio i suoi alleati lo hanno messo "sotto processo" e non lo hanno seguito nella volontà di far cadere Prodi e la sua maggioranza."Hanno accolto malissimo - ha detto - l’invito ad una riunione e sono gli stessi partiti che nel novembre 2005 hanno siglato un accordo per la grande forza dei liberali e dei moderati". Secondo Berlusconi vanno mandti a casa non solo il centrosinistra ma anche una parte del centrodestra. E replica a casini: "Io isolato? Se io sono isolato, con tutta questa gente... Guardate quanta gente".

"La gente ci vuole uniti. Da Mastella uno sprazzo di verità" Altro che isolamento, poi la gente ha detto chiaro e tondo, precisa il Cavaliere all'Ansa, che "ci vuole tutti assieme e tutti uniti: andando avanti spero che tutti capiscano che bisogna stare tutti assieme e fare tutti assieme questa grande rivoluzione per una forza politica che abbia come punto di partenza la gente. Non a caso la gente ha scelto come nome il Popolo della libertà e non il Partito della libertà: non vogliono sentir parlare di partiti". E se serve un altro segnale, questo arriva da Mastella... "Evviva, uno sprazzo di verità dalla sinistra fa bene", dice commentando la dichiarazione del ministro della Giustizia che ha ipotizzato una vittoria di Berlusconi "che vincerebbe anche da solo checchè ne dicano Fini e Casini". E per chiarire bene come si sta muovendo aggiunge che "nonostante le difficoltà della maggioranza e nonostante l’agonia del governo», il dialogo sulle riforme con Walter Veltroni "prosegue regolarmente, non ci sono cambiamenti di rotta".

Bagno di folla Applausi, cori, strette di mano, una foto con un bambino in braccio: il bagno di folla, per Silvio Berlusconi, che ha percorso a piedi lvia Manno, nel centro di Cagliari, ormai è un'abitudine. La popolarità di un leader si misura anche così: tra due ali di folla entusiasta (con tanto di bandiere e magliette con la scritta «I giovani sardi credono nella libertà»), anche se non è mancato qualche fischio da parte di alcuni giovani contestatori. Poi Berlusconi ha raggiunto Piazza Yenne, dove è entrato nel camper dove si  raccolgono le adesioni al nuovo partito. "Questo camper - ha detto il leader di Forza Italia - girerà tutta la Sardegna per raggiungere il popolo delle libertà. Ma i ragazzi che si alterneranno alla sua guida non raccoglieranno soltanto adesioni ma anche un mucchio di numeri di telefono di belle ragazze. Vedete - ha aggiunto sorridendo Berlusconi - questa è la differenza tra noi e la sinistra: che noi sappiamo scherzare, sappiamo ridere anche di noi stessi, loro no, sono sempre seri...".