Berlusconi: "Mai deluso dai ministri, a gennaio riforma della giustizia Elezione diretta del Capo dello Stato"

"Sono orgoglioso da questa squadra di governo composta da molti giovani e donne capacissime", il premier nella conferenza di fine anno fa il bilancio del 2008. Poi dice: "Crisi, l'Italia ha fatto da apripista. Ora pensiamo al nucleare". Pensioni, donne a 65 anni ma scelta volontaria ma il sistema non si tocca. "Il Pd dimostri con i fatti che è democratico". G8 e politica internazionale

Roma - "Sono orgoglioso da questa squadra di governo composta da molti giovani e donne capacissime. Si lavora benissimo assieme e non ho mai avuto in sette mesi una delusione, neppure la più piccola". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi apre cosìa conferenza stampa di fine anno a Palazzo Madama. E fa un bilancio dei primi sette mesi governo. Poi parla della crisi, del lavoro, delle pensioni, della riforma della giustizia e dice di essere favorevole all'elezione diretta del Capo dello Stato. Annuncia le prossime mosse per le riforme e la politica estera.

Finanziaria L'anticipo della manovra finanziaria con un decreto dal valore triennale ha consentito di "evitare l'assalto alla diligenza" e di realizzare una "politica di rigore e di tagli agli sprechi" che ci consente di puntare "verso un debito inferiore al 100% del Pil", ha spiegato ricordando che il debito italiano, cresciuto negli anni 70, "é il terzo al mondo, è al 106% per cento del pil e ci costa 85 miliardi l'anno di interessi".

"Lotta all'evasione per abbattere le tasse" "Tutto ciò che recupereremo nella lotta all'evasione fiscale sarà utilizzato per abbattere le tasse", afferma Berlusconi. "Ttanti italiani troppo furbi sottraggono al fisco almeno il 20,25 per cento del Pil facendo in modo che chi le paga, paga di più". "La lotta all'evasione - aggiunge - la faremo grazie al federalismo fiscale, perché le dichiarazioni non saranno mandate a Roma ma nel proprio comune dove tutti conoscono gli stili di vita di ciascuno e contiamo così di aumentare di molto le dichiarazioni".

"No al pessimismo" "Purtroppo il clima negativo, la canzone della crisi che da giorni emerge dai giornali e dalla tv, che mette paura ad ascoltarla, ha portato a ridurre i consumi anche per quelle categorie di lavoratori, come i dipendenti pubblici, che hanno aumentato il loro potere d'acquisto" e che non rischiano certo il posto di lavoro. Berlusconi ribadisce che la soluzione della crisi sta nella ripresa dei consumi e fa riferimento al fatto che il contratto degli impiegati pubblici è stato rinnovato con un aumento maggiore di quento non sia il tasso di inflazione. Per questo, sottolinea gli statali "hanno quest'anno proporzionalmente più risorse da spendere rispetto all'anno passato". Senza contare, aggiunge, i risparmi dovuto al calo delle tariffe per la riduzione del costo del petrolio.

Ammortizzatori sociali: più soldi "Abbiamo provveduto a raddoppiare le somme messe a disposizione per gli ammortizzatori sociali e ci riproponiamo di aumentare queste somme al fine di garantire anche anche quelle categorie alle quali oggi non viene data la cassa integrazione. Stiamo lavorando elaboreremo delle soluzioni nelle prossime sedute del Consiglio dei ministri", ha aggiunto. 

"Pesante eredità dalla sinistra" E' la "pesante eredità" ricevuta dai passati esecutivi di centrosinistra, dice il presidente del Consiglio, a rendere "per noi più difficile governare rispetto a quanto avviene nei principali Paesi europei". Berlusconi cita i problemi "ereditati" sul fronte della finanza pubblica e dell'economia ("con un euro ipervalutato"), dell'energia ("per la rinuncia al nucleare dovuta ai Verdi e alla sinistra") delle infrastrutture, la cui costruzione è stata bloccata, della Pubblica amministrazione ("costosissima") e della inefficienza del sistema giudiziaria, che il governo di centrodestra interne affrontare con la riforma che presenterà a gennaio.

Avanti con il nucleare Per risolvere il problema energetico nel futuro, "occorrerà ricominciare col nucleare" e decidere programmi per delle "centrali in territorio italiano". Per questo "abbiamo avviato intensi rapporti con la Francia e la Gran Bretagna, che sono disposti a spartire con noi il loro know how", ha aggiunto spiegando che ci sono "disponibilità a investimenti" all'estero, a "nuovi progetti nei Paesi vicini", ma "anche a programmare delle centrali nel territorio italiano". 

"A gennaio riforma della giustizia" "La riforma della giustizia è indispensabile. La presenteremo al primo Consiglio dei ministri di gennaio", punto fermo annunciato dal Cavaliere che ha affermato come in Italia la giustizia civile e quella penale abbiano tempi troppo lunghi, dai 5 agli 8 anni per la durata media dei processi. Berlusconi ha sottolineato che "il fulcro della riforma del governo sarà la separazione degli ordini", tra magistrati giudicanti e pm. La riforma dovrà garantire tempi certi sia per la giustizia civile che per quella penale. "Troppo spesso i processi e le accuse sono usati contro gli avversari politici come strumenti di lotta politica, io ne sono l'esempio primo con tutta l'attenzione che mi è stata rivolta dalla magistratura".

Niente farsa "Auspico" che la riforma della giustizia sia "condivisa", ma "io credo che sarebbe considerata dagli italiani una farsa se mi sedessi al tavolo" con una opposizione che "mi ha definito Hitler".

Intercettazioni "Da subito mi sono detto insoddisfatto per il testo sulle intercettazioni prodotto dal governo che non cambierebbe per nulla una situazione inaccettabile: bisogna restringere le intercettazioni anche sulle indagini sui reati contro la Pubblica amministrazione - dice - e sono certo che questo convincimento sia quello di tutta la maggioranza e auspico un emendamento al testo da parte del Consiglio dei ministri".

Pensione a 65 anni, ma volontaria La decisione di mandare le donne in pensione a 65 anni "ci è stata richiesta dall'Europa" alla quale l'Italia intende rispondere consentendo alle donne di scegliere se allungare l'età lavorativa su base volontaria. In ogni caso, aggiunge il premier, "saranno le donne a sceglie", dovrà essere una misura "volontaria". In ogni caso il governo "non intende rivisitare il sistema pensionistico né ora né nei prossimi mesi".

Crisi, sul tavolo anche i 4 giorni lavorativi Il governo "ha sul tavolo", per fronteggiare la crisi sul fronte del lavoro, anche la proposta tedesca di ridurre a 4 giorni la settimana lavorativa, come ammortizzatore sociale. Berlusconi ha risposto affermativamente ad una domanda. "Abbiamo preso in considerazione anche la proposta avanzata dalla signora Merkel", che prevede anche la settimana di 4 giorni come ammortizzatore sociale al posto della cassa integrazione "tuttavia in Germania è ancora nelle intenzioni. Per noi è una delle proposte sul tavolo. Abbiamo un continuo rapporto con sindacati e associazioni delle imprese e con loro discutiamo su cosa possiamo fare". Berlusconi ha anche spiegato che tra le ipotesi sul tappeto, per aiutare le imprese, c'é anche quella della detassazione degli investimenti richiesta dagli industriali.

"Fiducia degli italiani al 72%" Una politica internazionale "vigorosa", il ritorno dello Stato "che fa lo Stato", la soluzione del problema dei rifiuti in Campania e Alitalia che torna a essere una "compagnia di bandiera" ed infine la decisione di fare una finanziaria triennale mettendola al riparo dagli "assalti alla diligenza" degli anni passati. Sono questi i temi "più importanti" affrontati dal governo nei primi mesi del suo mandato. Anche per questi risultati l'apprezzamento nei confronti del governo e del suo premier "é al 72%".

"Lavoro per un incontro fra Medvedev e Obama" "Abbiamo cominciato a lavorare grazie all'antica vera amicizia che esiste con i vertici della Federazione russa e con la nuova amministrazione americana per ipotizzare un possibile incontro" tra il presidente russo Dmitri Medvedev e il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama. Con la presidenza del G8 nel 2009, "credo che oltre all'autorevolezza personale, avrò anche l'autorità " per favorire il "ritorno allo spirito di Pratica di mare", lo spirito di collaborazione tra la Russia e la Nato contro la proliferazione delle armi nucleari, nella lotta al terrorismo per risolvere le crisi internazionali".

"Col G8 un anno intenso per l'Italia" Il 2009 con la presidenza italiana del G8 sarà un "anno intenso di presenza dell'Italia sul palcoscenico della politica internazionale".  Berlusconi ha inoltre annunciato di aver "messo in calendario viaggi in Cina, Brasile, Messico" e in tutti gli altri paesi emergenti invitati al secondo giorno di vertice del G8 alla Maddalena. "Avrò un incontro con tutti i leader" per poi portare "le conclusioni al tavolo del G8 a luglio", ha aggiunto.

Crisi della Georgia "Abbiamo svolto un ruolo determinante" accanto al presidente di turno dell'Unione europea Nicolas Sarkozy per mettere a punto il piano in sei punti che ha fermato "a 15 chilometri da Tbilisi i carri armati russi". "Abbiamo evitato - ha aggiunto il premier - non solo migliaia e migliaia di vittime, ma anche il ritorno al clima della guerra fredda".

L'accordo con la Libia "Il parlamento approverà presto il nuovo trattato tra Italia e Libia che cambia il clima tra i due paesi: le nostre imprese saranno in prima fila nell'attribuzione di importanti appalti, avremo anche maggiori importazioni di gas e petrolio".

Il clima i don Chisciotte Sul pacchetto clima, l'Europa ha fatto un "bagno di concretezza" mantenendo gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ma fissando una data - il 2013 - nella quale la crisi sarà finita e prevedendo anche che ci sia prima una conferenza internazionale nella quale "se tutti si faranno carico del destino degli altri, anche l'Europa la farà, altrimenti sarebbe fasulla fare i Don Chisciotte, caricandosi di gravi spese". Berlusconi parla dei risultati raggiunti come pacchetto clima e ricorda che in europa "non c'era il coraggio di fare un bagno di concretezza e ci si stava impegnando ad un pacchetto di interventi, deciso prima della crisi, molto gravoso. Siamo riusciti a mettere sul tavolo concretezza e buon senso".

"Il Pd provi coi fatti che è democratico" "Non credo di essere io a dover dare un segnale perché sono io quello raggiunto quotidianamente dalle provocazione della sinistra", ha risposto il premier ad una domanda sulla possibilità di avviare un dialogo con l'opposizione sulla giustizia. "Io - ha aggiunto - sono e resto sempre un garantista e nei confronti della sinistra ho sempre detto che un cittadino è innocente fino a quando non sono esperiti i tre gradi di processo e anzi andato più in là, augurandomi che le accuse mosse a certi amministratori della sinistra possano essere ridimensionate". Una posizione, ha proseguito, "più garantista di questa non credo la si possa immaginare. Inoltre, è nostro auspicio una riforma condivisa il ministro è in Parlamento e i nostri gruppi della maggioranza hanno la più larga autonomia per sedersi con opposizione e decidere insieme una riforma che possa essere appunto condivisa". Tuttavia, ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva se non debba essere lui a sedersi al tavolo, "io credo che sarebbe considerata dai cittadini italiani una farsa se mi sedessi al tavolo con chi mi ha chiamato Hitler, con chi mi ha chiamato con il nome di un dittatore argentino, o con chi ha detto che io sono un corruttore, il Diavolo o il più immorale dei cittadini italiani. Vogliamo fare un teatrino farsesco? Io non ci sto, ma chi ha in mano la riforma ha la più ampia libertà è autonomia" di poter mediare. Quanto al Pd, ha detto Berlusconi, "dovrebbe finalmente togliersi questo vestito di partito giustizialista che si è messo addosso attraverso l'alleanza con il campione del giustizialismo italiano che è il signor Di Pietro" "Penso che il Pd debba prendere assolutamente una decisione al riguardo e definire per tutti i cittadini meglio quale è e deve essere la sua identità di partito democratico non solo nel nome ma nei fatti".

"Perché cambiare la legge elettorale?" Il famoso "Porcellum" ha "dato buoni frutti", quindi non si sente "alcuna necessità di cambiarla, le urgenze sono altre". "Questa legge elettorale - aggiunge Berlusconi - con cui è stato eletto questo parlamento è stata tanto criticata, s'é definita in tutti i modi peggiori, ma io credo che abbia dato buoni risultati: ha escluso le estreme, ha prodotto una forte riduzione dei gruppi parlamentari. Non vedo la necessità di cambiarla".

"Sì all'elezione diretta del Capo dello Stato" Sì all'elezione diretta del Capo dello Stato, l'Italia è pronta, dice Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda alla fine della conferenza stampa. E indica la necessità entro la legislatura di una riforma che garantisca più poteri all'esecutivo. "Sono convinto - osserva Berlusconi - che il presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare il migliore risultato per il governo del Paese: sono assolutamente convinto che l'architettura istituzionale attuale ci pone dietro gli altri Paesi perché non conferisce i poteri necessari al al premier per essere incisivo". Si tratta, aggiunge, di una riforma "che io ritengo essenziale se vogliamo fare del nostro Paese una democrazia moderna".

"La politica non piace, colpa dei talk show" Serve una informazione "più distesa e non basata sulle contrapposizioni, cosa che invece avviene nei talk show e che provoca soltanto l'allontanamento dei cittadini dalla politica. Tanto che, in base agli ultimi dati che ho, l'apprezzamento per la politica da parte dei cittadini è di appena il 7%". Il premier trona sul tema dell'informazione della televisione e punta il dito sull'effetto disaffezione che certi programmi possono provocare. "Il fatto che Villari, che è un uomo dell'opposizione, non si dimetta e si sia provocato uno stallo è una cosa grave, perché non consente un nuovo Cda di un'azienda di cui abbiamo di che lagnarci perché diffonde pessimismo e ansia".

"Io prolisso, ma ero assente da 7 mesi dalla tv..." Berlusconi apre la conferenza stampa di fine anno con una introduzione "fiume" di 46 minuti, nella quale riassume l'attività del suo governo. Poi però ammette. "Scusate se sono state un po' prolisso e lungo ma ci tenevo e ho sfruttato questa occasione dopo un' assenza dalla televisione di sette mesi, non per volontà ma perché ho la cultura del fare e agire anziché del comunicare. Penso che ve ne siate accorti...".