Berlusconi: "Mai pensato alle elezioni anticipate"

Berlusconi mette a tacere le voci di un possibile ricorso a elezioni anticipate: "La maggioranza è solida anche al di là di una dialettica
interna. Grazie alla fiducia degli italiani, oltre il 60%, completeremo le riforme". Bossi: "Il governo non corre rischi"

Roma - A mettere la parola fine alla ventilata ipotesi di elezioni anticipate è il presidente del Consiglio. Berlusconi smentisce di averci mai pensato e torna a ripetere una "profezia" già annunciata altre volte in passato: la legislatura durerà cinque anni. In una nota il premier spiega la propria posizione: "Vedo con stupore che si stanno moltiplicando e diffondendo notizie che continuano a fare apparire come imminente un ricorso alle elezioni anticipate. Non ho mai pensato a niente di simile. Il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori - prosegue Berlusconi - è di governare per i cinque anni della legislatura, ed è questo l’impegno che stiamo già portando avanti con determinazione e che intendiamo concludere nell’interesse del Paese". "La maggioranza che sostiene il governo - prosegue il capo del governo - è solida anche al di là di una dialettica interna che comunque ne accentua le capacità ideative. Grazie a questo sostegno e alla fiducia che ci manifesta ogni giorno oltre il 60% degli italiani - conclude Berlusconi - completeremo le riforme di cui l’Italia ha bisogno". Capitolo chiuso? E' ancora presto per dirlo. Berlusconi ha ribadito che non ha intenzione di riportare gli italiani alle urne. Vuole continuare il suo lavoro a Palazzo Chigi. Ha i numeri per farlo. Il segnale agli alleati è chiaro: se qualcuno vuole rompere se ne assuma la responsabilità di fronte agli elettori.

Nulla da chiarire con Fini "Ho già avuto un incontro con lui. Secondo me non c’è nulla da chiarire". Lo afferma il premier conversando con i giornalisti a Montecitorio, sull’ipotesi di un nuovo incontro con Fini. Poi un chiarimento sulle parole del presidente del Senato Schifani: "Ha detto che se cade la maggioranza, non si può pensare a una maggioranza diversa da quella che hanno votato gli italiani. Permettetemi di dire che ha detto una cosa ovvia".

"Non ho chiesto di accelerare sulla giustizia" Così il premier risponde a chi gli chiede se ha invitato i suoi alleati, Gianfranco Fini in testa, ad accelerare sulla giustizia. Secondo indiscrezioni infatti in questi giorni si è parlato dell’intenzione del Cavaliere di stringere i tempi per ottenere il via libera politico dei suoi alleati sul cosiddetto processo breve prima di Natale.

Bossi: il governo non rischia "Berlusconi e Fini si siederanno uno di fronte all’altro e troveranno le soluzioni. Il governo non rischia e noi non rischiamo". Così il leader del Carroccio, Umberto Bossi, risponde in Transatlantico ai giornalisti che gli chiedono se ha timori sulle sorti del governo. "Alla fine le soluzioni si troveranno", rassicura il Senatur. 

Zaia: no autoreferenzialità "Si deve parlare di crisi solo quando la crisi c’è; tutto questo avvoltolarsi della politica attorno a parole vuote ha l’unico effetto di determinare smarrimento nei cittadini". Interviene così il ministro delle politiche agricole Luca Zaia, a proposito delle polemiche riguardanti una possibile interruzione anticipata della legislatura. Secondo Zaia "è un rigurgito di autoreferenzialità che fa perdere di vista gli interessi concreti dei cittadini, perchè la crisi vera, quella delle campagne, dei prezzi agricoli e le difficoltà della gente, non si risolvono con incomprensibili e nascoste battaglie di potere".

Frizioni nel Pdl Dopo l'invito del presidente del Senato, Renato Schifani, a perrcorrere la strada delle elezioni in caso di "maggioranza divisa", il numero uno di Montecitorio Gianfranco Fini aveva invitato tutti alla prudenza. Ma dal quartier generale del Carroccio, il ministro dell'Interno Roberto Maroni non aveva escluso l'ipotesi del ricorso anticipato alle urne: "Per fare le riforme ci vuole una maggioranza compatta e noi abbiamo una vasta maggioranza e non abbiamo alibi, non possiamo dire che l’opposizione ci blocca. Se quindi la maggioranza è divisa, l’alternativa non può che essere quella indicata da Schifani".

Casini: "Minaccia impropria" "Minacciare elezioni anticipate è come brandire una pistola scarica, mi meraviglio della disinvoltura del presidente Schifani, giudico improprie e inopportune le sue parole", ha spiegato il leader centrista, Pier Ferdinando Casini, spiegando che "in assenza del Capo dello Stato dall’Italia ci sarebbe voluta una maggiore sensibilità istituzionale. Minacciare le elezioni è un fatto del tutto sterile". "Non c’è nessuna possibilità - ha, quindi, aggiunto Casini - di elezioni anticipate, che possono essere previste sulo dopo un 'auto-affossamento' del governo. Ma la maggioranza ha il dovere di governare fino alla fine della legislatura, indipendentemente dalle vicende giudiziarie di Berlusconi. Per altro non mi sembra che ci siano ragioni di paralisi, a parte quella del governo ma se il governo iniziasse a lavorare. Invece di perdere tempo minacciando elezioni anticipate, ricattando così i parlamentari, cominci a lavorare sulle cose serie".