Berlusconi: "Dopo di me solo Fini può guidare il partito delle libertà"

Il Cavaliere &quot;incorona&quot; il presidente di An come suo possibile successore. Di D'Alema dice: &quot;È il più autorevole a sinistra&quot;. Poi parla di Prodi: &quot;Il governo è un comitato d'affari, se cade esecutivo tecnico&quot;. Ma esclude un ritorno a palazzo Chigi: &quot;Lascio ad altri&quot;. Sul decreto tv di Gentiloni: &quot;Riforma criminale. Porterò 5 milioni di italiani in piazza se verranno confermati i brogli elettorali&quot;. <a href="/a.pic1?ID=152289">La replica di Prodi</a>

Roma - Silvio Berlusconi ipotizza una successione di Gianfranco Fini alla guida della Casa delle Libertà. "Se andiamo a fare il partito delle libertà, Fini è il più prestigioso ed autorevole per guidarlo", ha detto il leader di Forza Italia nel corso della cena di gala organizzata a Roma per i Telegatti 2007. Il Cavaliere ha affrontato la questione del "partito unico del fronte liberale", prendendo innanzitutto in esame l'idea di una federazione: "Sarebbe una prima e importante tappa, perché eviterebbe tentazioni ostruzioniste tra gli alleati, che sarebbero chiamati per statuto a rispettare le decisioni della maggioranza interna". Dare vita a "un fronte liberale" resta la strada da seguire per Berlusconi, "così come si sta facendo a sinistra col partito democratico, nel quale non rientreranno i partiti con le posizioni più estreme".

D'Alema il più autorevole "Massimo D'Alema è certamente a sinistra il personaggio più autorevole", il Cavaliere non ha dubbi e conferma una sua opinione precisa su chi sia il vero leader della sinistra e a chi gli chiede se anche Valter Veltroni è autorevole quanto D'Alema, Berlusconi ha risposto: "Ma no, certo... io sono aperto a discutere con tutti i moderati".

Governo tecnico se cade Prodi "Il collante della sinistra è il potere, ma secondo me hanno una gran voglia di liberarsi di Prodi. Penso che se ci fosse un incidente ci sarà modo di fare un governo tecnico".

Palazzo Chigi comitato d'affari "Hanno trasformato il governo in un comitato d'affari". Il Cavaliere ha attaccato duramente l'esecutivo: "Ogni ministro ha a disposizione due o tre miliardi di euro da spendere per le proprie clientele".

Cinque milioni in piazza L'ex premier attacca il ddl Gentiloni sulla riforma televisiva definendolo un "piano criminale" e una "aggressione" contro Mediaset fatta in odio al leader dell'opposizione. "Mediaset è una televisione commerciale, che ha per destinatario l'intero pubblico. Ora però Mediaset è stata messa sotto pressione". Il Cavaliere ha quindi aggiunto che "ridurre con un intervento dirigista significa togliere a Mediaset un posto nel mercato, perchè gli investitori vengono colpiti da un provvedimento in odio a un imprenditore". Ma, secondo il leader della Cdl, "non troveranno 157 complici in Senato...". E poi aggiunge: "Porterò 5 milioni di italiani in piazza a protestare...". Si pensa che il riferimento sia allaTv di gentiloni e del centrosinistra, ma poi il Cavaliere precisa: "La protesta in caso venissero confermati i brogli elettorali...".

Tornare al governo? Lascio ad altri A chi ha provato a chiedergli cosa farebbe se tornasse al governo, Berlusconi ha risposto perentorio: "Lungi da me questo calice. È un grande sacrificio continuo, non hai più tempo per la vita privata. È una responsabilità che volentieri lascio ad altri".

Gradimento al 60% Il Cavaliere ha voluto sottolineare che la sua principale soddisfazione di quest'anno è "il fatto che la gente sta riscoprendo il governo che ho guidato. Più di 70 persone su 100 sono scontente dell'attuale governo. Sono risalito nei sondaggi. Ho un gradimento del 60%, oltre il 30% sopra Prodi. Non abbiamo mai messo le mani nelle tasche dei cittadini, abbiamo aperto 106 cantieri".