Berlusconi mette benzina e il Milan riparte

I migliori anni della vita del Milan continuano. Grazie al solito assegno staccato da Silvio Berlusconi, presidente a tutti gli effetti ancora per qualche giorno («si dimetterà un minuto prima di giurare da premier» l’annuncio di Galliani che da vicepresidente vicario resta il reggente del club) come risulta dal bilancio 2007 approvato ieri pomeriggio (2 astenuti). Il disavanzo di quasi 32 milioni (31.978.699 euro per la precisione di cui 11,1 di imposte dovute all’ultima Finanziaria del gabinetto Prodi) viene infatti ripianato dall’azionista Fininvest. «Ringraziate Dio che ci sia uno che si accolla il 99,95% dell’onere della gestione» la battuta di Galliani riservata ai piccoli azionisti interessati più alle vicende tecniche che a quelle economiche. E infatti da uno di questa schiera si leva la battuta migliore del pomeriggio («Dida, Cafu, Favalli, Serginho ed Emerson sono da nazionale dei cantanti, riserve però non titolari») che strappa un sorriso persino a Galliani, rientrato negli uffici di via Turati su una fiammante bici chiesta in prestito a una cronista («in gioventù ero un ciclista promettente» spiega mentre la scorta lo pedina in auto).
I migliori anni della vita del Milan (26 trofei collezionati, 13 in Italia, 13 all’estero) continuano con la promessa di un robusto potenziamento. Per una volta Galliani cede al pressing delle domande e ammette una serie di mosse. Per esempio il ritorno di Abbiati dall’Atletico a Milanello per prendere il posto di Dida (alle sue spalle Kalac e Coppola). Sicuro anche l’arrivo del centrocampista Flamini dall’Arsenal, convinto con uno stipendio da 3,2 milioni netti l’anno e conteso dalla Juve. Galliani si limita a dire sul braccio di ferro con i bianconeri: «Ai posteri l’ardua sentenza» ma lo dice con un ghigno che prelude all’intesa sottoscritta. Smentita, invece, la manovra di disturbo su Acquafresca, a metà tra Inter e Cagliari. «Noi non facciamo come altri su Borriello» la stilettata a Branca e all’Inter, autori della telefonata a Preziosi del Genoa. Su Ronaldinho e Sheva (lo dice anche il suo ex agente Fabio Parisi: arriva solo se in prestito gratuito, meno male che l’hanno capita in Italia, vediamo se si convincono a Londra, ndr) nessuna novità dal fronte, tranne l’opinione (condivibile al 100%) di Piersilvio Berlusconi («al Milan non serve Dinho ma un rafforzamento complessivo della squadra»). Bacchettato infine Garrone della Samp contrario agli anticipi in deroga. «Ma poi i presidenti vogliono i soldi di Sky» ricorda Galliani.