Berlusconi-Mills: i giudici decidono il 4 ottobre

I giudici della Decima Sezione penale di Milano
decideranno sabato prossimo se inviare o meno gli atti del processo che vede
imputati Silvio Berlusconi e David
Mills alla Corte Costituzionale. Il Pm Fabio De Pasquale ha infatti sollevato
l’eccezione di costituzionalità sul Lodo Alfano

Milano - I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano leggeranno il prossimo 4 ottobre l’ordinanza con cui decideranno se accogliere o meno l’eccezione di costituzionalità del lodo Alfano formulata dal Pm Fabio De Pasquale. Il 4 ottobre si saprà se gli atti del processo saranno trasmessi alla Corte Costituzionale.

Il tribunale ieri ha deciso di inviare alla Corte Costituzionale gli atti del processo principale sui presunti fondi neri Mediaset, accogliendo la richiesta della procura, che ritiene incostituzionale il lodo Alfano, la legge che sospende i processi penali per le quattro più alte cariche dello Stato, incluso il premier.

Dopo la decisione di ieri, questa mattina i legali di Berlusconi e di Mills hanno chiesto la sospensione immediata del processo stralcio evitando il dibattito in aula, visto che la Consulta è stata già chiamata ieri a esprimersi sul lodo. Ma il pm Fabio De Pasquale - che rappresenta la pubblica accusa anche nel processo principale - si è opposto, richiamando la corte sulla necessità di dibattere oggi nuovamente sul tema, per approfondire la presunta violazione dell’articolo 3 della Costituzione che prevede che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, sostenendo che ieri non sia stata adeguatamente analizzata.

Dopo una breve camera di consiglio, i giudici hanno deciso di andare avanti con la discussione. Ci si attende dunque che il pm sollevi nuovamente l’eccezione di costituzionalità del lodo Alfano, dopo di che parleranno le difese e i giudici si riuniranno per decidere se inviare anche gli atti di questo processo alla Consulta o se applicare direttamente la legge sull’immunità.

Al centro del procedimento, che ha preso il via nel marzo 2007, c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600.000 dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone - e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla - le informazioni su due società off-shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Sia Berlusconi sia Mills hanno sempre respinto le accuse, e il gruppo di Segrate ha ribadito in più occasioni in diverse note la propria correttezza e trasparenza.