Berlusconi: "Molti senatori pronti a far cadere il governo Prodi"

Il leader di Forza Italia: "Se alludevo a Dini? Chiedetelo a lui". Il premier? "Non vorrei essere nei suoi panni". Su Veltroni: "A Palazzo Chigi sarebbe un clone di Prodi". In calo la fiducia degli italiani nel governo: 24,1%

Roma - "Non alludo a nessuno". Così Silvio Berlusconi risponde a chi gli chiede se tra i senatori pronti a lasciare da solo Prodi ci sia anche Lamberto Dini. "Chiedetelo a lui, sono cose che non si possono dire", ribadisce il Cavaliere. Era stato proprio il leader di Forza Italia questo pomeriggio a parlare di "alcuni senatori che hanno avuto ruoli istituzionali e che sono sul punto di dire basta con questo Governo". Da qui il sospetto dei cronisti e la domanda diretta alla quale il Cavaliere risponde sminuendo e limitandosi a osservare che "io strizzo l’occhiolino a tutti coloro che sono costernati per il ricatto che la sinistra estrema sta facendo ai danni del Governo. Ma io non alludo a nessuno".

"Non vorrei essere nei panni di Prodi" Berlusconi che prevede che "questa maggioranza non durerà a lungo". Ha aggiunto: "Guardo a Prodi con preoccupazione, nel senso che non vorrei essere nei suoi panni. Lui è un moderato, ma pover’uomo che deve fare quando ha la sinistra che su tutto impone le cose". Finora nella maggioranza "hanno preferito accettare i diktat per restare al potere, ma tanti senatori della maggioranza non sono più disposti ad accettare i diktat e sono pronti a dire basta". Questo rafforza nel leader della Casa delle libertà la convinzione che il governo avrà vita breve.

Veltroni E su Veltroni: "Anche se dovesse andare al governo sarebbe il clone di Prodi. Come lui avrebbe una maggioranza divisa su tutto e, quindi, non potrebbe governare il Paese". Poi aggiunge: "Veltroni, pur bravo, non potrebbe fare meglio di Prodi". Secondo il leader di Forza Italia è difficile pensare a Walter Veltroni come a una novità: "Non so che concretezza ci si possa aspettare da chi fa chiacchiere e politica da quarant’anni. Quando mi dicono che è una novità un uomo che fa politica da quarant’anni, mi chiedo quale bacchetta magica possa avere per tenere unita una maggioranza in cui ci sono ancora dei partiti che si rifanno all’ideologia marxista".

I giornali ruffiani Nelle sue critiche il Cavaliere non ha risparmiato anche il comportamento dei grandi quotidiani nel raccontare la discesa in campo del sindaco di Roma: "I giornaloni, assolutamente ruffiani, hanno tentato di ingraziarsi la nuova star e si sono dimenticati che ciò che ha raccontato Veltroni a Torino non può essere realizzato proprio per i diktat della sinistra estrema". Insomma, ha concluso, "come è già successo in passato, anche il programma di Veltroni finirà carta straccia nel cestino".

Prodi in calo nei sondaggi Secondo gli ultimi sondaggi di Euromedia, la fiducia nel governo è scesa al 24,1%. Il gradimento per il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è al 26,8%; mentre il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è al 60,1%. Sul Partito democratico, invece, afferma: "Il Partito democratico era al 25,6% ed è salito al 27,1% dopo il discorso di Torino di Walter Veltroni. Questo vuol dire che con lui i consensi sono saliti solo dell’1,5%".

Linguaggio scherzoso In riferimento alle espressioni volgari usate qualche giorno fa, Berlusconi spiega: "Ho usato le parole correnti che tutti i giorni usano i ragazzi per farmi capire dai giovani". "Quando parlo con i giovani - ha insistito il leader di FI - uso il linguaggio dei giovani. Così come quando sono negli spogliatoi con i ragazzi del Milan uso un linguaggio sportivo, o in Iraq, quando andai a trovare i nostri soldati usai un linguaggio diretto per farmi capire, così ieri ho usato un linguaggio corrente per farmi capire dai giovani".

Basta ai singoli partiti Silvio Berlusconi rilancia poi il progetto del partito della libertà. "I nostri elettori dicono basta ai singoli partiti, facciamo un passo avanti verso una democrazia più compiuta. Anche a sinistra hanno fatto un passo avanti, ma hanno la difficoltà insormontabile delle divisioni interne".

Sicurezza e immigrazione "Non ci sentiamo tutelati, i cittadini hanno paura, ci sono troppi immigrati e troppi clandestini, non se ne conosce neanche il numero". Silvio Berlusconi parla del problema sicurezza: "La sinistra si è decisa ad aprire le porte non per generosità ma semplicemente perché gli immigrati clandestini sono fattori di contrasto allo Stato". L’ex premier ha accusato il centrosinistra di voler chiudere i centri di accoglienza temporanea e di sfruttare gli immigrati soltanto per fini elettorali. "Più del 50% degli omicidi in Italia sono attribuibili agli immigrati stranieri" ha sottolineato Berlusconi. L’ex presidente del Consiglio si è detto convinto che la nuova legge sull’immigrazione "non passerà al Senato".