Berlusconi: «Moratti candidata? Spero di sì»

Il ministro incontra a Roma i vertici cittadini di Fi: «Se accettassi vorrei dedicarmi a tempo pieno a Milano»

Sabrina Cottone

«Spero di sì». Silvio Berlusconi, l’uomo che ha lanciato e coccolato la candidatura di Letizia Moratti, conferma ancora una volta la speranza che il ministro dell’Istruzione accetti di correre per Palazzo Marino. Il premier è soddisfatto della riforma della scuola appena approvata: «È una cosa straordinaria, consentirà la modernizzazione del Paese, è una fantastica riforma». Così Berlusconi spera che la signora che alla riforma ha dato il nome accetti la sfida di Milano.
Lei, Letizia Moratti, non ha ancora sciolto le riserve. E non intende farlo prima di aver ascoltato la città, ripete che dirà di sì «solo se e quando la città valutasse positivamente la sua candidatura». In particolare al ministro è necessario ascoltare il mondo del sociale, del volontariato e della cultura, gli ambienti più direttamente interessati dal suo lavoro di ministro.
E poi la Moratti vuole prima chiudere del tutto la partita della riforma e il sì in Parlamento non è sufficiente: adesso bisogna affrontare i decreti attuativi e la finanziaria, ovvero gli strumenti che diranno come la riforma diventerà realtà. La Moratti è molto soddisfatta del varo della riforma e tra i primi appuntamenti previsti a Milano dovrebbe esserci proprio un appuntamento per spiegare i contenuti e soprattutto i riflessi sul mondo della scuola e del lavoro delle norme che sono state appena approvate.
Difficile immaginare una decisione finale della Moratti prima di Natale. E il ministro lo ha ripetuto durante un pranzo a Roma con i commissari cittadini Maurizio Lupi e Luigi Casero, la coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini, il vice coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. Assente, ma in contatto telefonico con la Moratti, il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi. «Non ci facciamo dettare i tempi da altri, li dettiamo noi secondo quel che si ritiene più opportuno e non c’è alcun bisogno di accelerare» commenta Casero.
«Mi ha fatto piacere che l’offerta della candidatura arrivata da Berlusconi sia stata condivisa da tutti i leader della Casa delle libertà, Bossi, Fini e Casini» ha detto il ministro ai vertici azzurri. E ha ripetuto: «Se dovessi accettare, vorrei dedicarmi a tempo pieno a Milano». E questo è uno dei motivi fondamentali per cui la Moratti insiste nel ritardare la decisione: nel momento stesso in cui dirà sì alla corsa per Palazzo Marino, dovrà in qualche modo «disimpegnarsi» dal suo ministero.
«Ha parlato con grande trasporto della sua città, si vede che è una milanese appassionata, algida solo in apparenza. E anche se indubbiamente appartiene a una classe elevata, è a conoscenza dei problemi della città e molto attenta ai problemi sociali, come dimostra il suo grande impegno nel volontariato» commenta la Gelmini. E Lupi rinnova l’ottimismo sulla decisione finale e assicura: «È stato un pranzo molto piacevole».