Berlusconi: "La Moratti è incivile? Macché, i veri violenti sono gli altri"

Ecco i terroristi che negli anni '70 furono ospiti a casa di Pisapia:<strong> <a href="/fotogallery/anni_piombo_ecco_foto_amici_estremisti_pisapia/anni-settanta-prima-linea/id=3082-foto=1-slideshow=0" target="_blank">Foto</a></strong>. Quindici anni dopo Pisapia è in tribunale con la Boccassini e in parlamento con Rifondazione: <strong><a href="/fotogallery/da_avvocato_parlamentare_pisapia_anni_novanta/pisapia/id=3084-foto=1-slideshow=0">Foto</a></strong>. Ma la sua indole da estremista non cambia. Solo il <em>Fatto</em> prova a soccorrerlo:<strong> <a href="/interni/il_fatto_soccorre_pisapia_moratti_fu_condannata/comune_milano-politica-terrorismo-stipendi_d_oro-fatto_quotidiano-pisapia-danno_erariale-multa-moratti/12-05-2011/articolo-id=522741-page=0-comments=1" target="_blank">la Moratti fu condannata</a></strong> a pagare due multe

Milano - C'è una foto, sgranata e in bianco e nero, che la dice lunga sul clima d'odio e di terrore che correva negli anni di Piombo (guarda la gallery). Marco Donat Cattin fa il suo ingresso nell'aula del tribunale: Lacoste blu e ilo volto schermato dagli occhiali da sole, guarda con sfida i giudici. Non gli interessa il verdetto. A un passo da lui Roberto Sandalo, l'ex amico conosciuto da sempre come "Roby il Pazzo" e ora accusatore. Sono gli anni dei maxi processi a Prima Linea, sono gli anni in cui la giustizia riesce ad averla vinta sui gruppi terroristici di sinistra. Ma, fra le carte dei processi ai compagni che sbagliano, finisce il candidato per la sinistra al Comune di Milano Giuliano Pisapia che, negli anni di Piombo, "vantava" amicizie tra gli estremisti di Prima Linea. Un estremismo che, però, non è cambiato negli anni. Tra i suoi alleati alla corsa a Palazzo Marino ci sono infatti i centri sociali. Per questo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invita i cittadini a non lasciarsi ingannare dal sorriso di Pisapia: "E' giusto che la Moratti tiri fuori le unghie perché i veri violenti stanno a sinistra ed è paradossale che ci sia qualcuno che voglia ancora rifondare l’ideologia piu criminale e disumanta della storia dell’uomo". Il comunismo, per l'appunto. 

Dopo la bagarre scatenata ieri dalle accuse in diretta tv, il sindaco Letizia Moratti non arretra di un millimetro ma torna alla carica. Sebbene la sentenza della Corte di Assise scagioni Pisapia dal furto del furgone (successivamente utilizzato per punire e pestare William Sisti, capo del servizio d’ordine del Movimento dei Lavoratori per il Socialismo), la Moratti fa comunque notare che dalle carte emerge un quadro davvero inquietante: "Questo episodio dimostra la frequentazione di terroristi da parte di Pisapia". L'intento del primo cittadino di Milano era, infatti, quello di sottolineare una vicenda che politicamente ha visto in quegli anni Pisapia frequentare dei terroristi".

La Moratti punta il dito contro i compagni del collettivo di via Decembrio riesumando scheletri morti e sepolti, un passato che fa male e che, ancora oggi, esige una spiegazione. Perché il finire degli anni Settanta è stato segnato da una violenza senza precedenti. Chi l'ha vissuta in quegli anni, ricorda una Milano con i posti di blocco, dove l'allerta era sempre al massimo. "La colpa è di Pisapia che  nasconde la propria provenienza culturale e poliotica - interviene il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - a me nessuno mi viene a dire che negli anni Settanta ero segretario del Fronte della Gioventù perché non l’ho mai nascosto".

Pisapia non ha rubato nessuna auto. Questo è un dato di fatto. Pisapia non ha partecipato ad alcun pestaggio. Questo è un altro dato di fatto. Ma, in base alle stesse ammissioni dei terroristi che a metà degli anni Ottanta finirono alla sbarra, l'appartamento di via Podgora vantava - appunto - frequentazioni scottanti. Quei compagni in eskimo che si preparavano a fare la rivoluzione armata. C'era Marco Donat Cattin che, da lì a un paio d'anni, avrebbe ammazzato il magistrato Emilio Alessandrini.

E oggi? Non è cambiato granché. Il Partito democratico non ha avuto la forza di candidare Stefano Boeri ed è stata costretta a subire l'imposizione di un candidato che proviene da Rifondazione comunista e che si fa portavoce delle frange più violente della sinistra. Quindici anni dopo i contatti con Prima Linea, lo ritroviamo a braccetto con Ilda Boccassini e in tribunale con Armando Spataro (guarda la gallery). E' un avvocato e un militante di Rifondazione comunista tra le cui fila fu eletto per due legislature. In parlamento porta avanti l'indulto per i terroristi degli anni di Piombo, chiede l'istituzione delle stanze per drogarsi e si batte per l'eutanasia. "Pisapia - spiega Berlusconi senza mezzi termini - è uomo di sinistra, si vuol far passare per un moderato ma ha tutta una storia di sinistra, è rimasto in Rifondazione comunista fino a pochi anni fa e poi ha degli alleati che sono l’estrema sinistra e i centri sociali che sono un covo di violenti e dei facinorosi". "Io ho rinunciato ad una amnistia per affrontare un giudizio di merito ed essere assolto con formula piena per non avere commesso il fatto - replica il candidato del centrosinistra - Berlusconi ha beneficiato dell’amnistia", Per il Cavaliere, ad ogni modo,  il "sorriso dolce" di Pisapia che appare sui cartelloni non riuscirà a ingannare i milanesi.

Al di là dello scontro televisivo, infatti, ai cittadini interessano i programmi. E la credibilità dei programmi nasce soprattutto dalla credibilità della propria storia. E la storia di Pisapia è quella di un militante nella sinistra radicale: sebbene ora cerchi di presentarsi ai milanesi come un candidato moderato e democratico, resta espressione dell'ala più estrema della coalizione. Lo dimostra la mancata condanna da parte di Pisapia dei centri sociali che continuano a occupare gli immobili del Comune. Lo dimostra - più ingenerale - il programma presentato, insieme al Partito democratico e ai Radicali di Pannella, per Milano. Proprio per questo la stessa Moratti ha invitato il candidato a confrontarsi sul programma: "Ai cittadini interessano i problemi dei trasporti, del lavoro, le politiche di sostegno alla famiglia".