Berlusconi: "Con Napolitano nessuna distanza"

Il premier chiarisce la posizione col Quirinale: "Clima
di assoluta e piena collaborazione,
auspicata da entrambi". E sul caso Englaro spiega: "C’è
stato lo zampino dell’opposizione che ha inventato una distanza che non esisteva
e non è mai esistita"

Roma - Nei rapporti con il Quirinale "non c’è mai stata nessuna distanza". All’indomani dell’incontro con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiarisce i rapporti con il Quirinale. "Ieri - ha detto Berlusconi a margine della celebrazione dell’80esimo anniversario dei Patti Lateranensi - mi sono incontrato con il presidente Napolitano che ho rivisto qui oggi: c’è un clima che non è mai cambiato di assoluta e piena collaborazione, auspicata da entrambi".

Le polemiche montate ad hoc Secondo Berlusconi nelle polemiche seguite al caso di Eluana Englaro e riguardo alle tensioni con il Quirinale "c’è stato lo zampino dei media e in certi casi anche dell’opposizione che ha inventato una distanza che non esisteva e non è mai esistita. Soprattutto - ha proseguito il premier - non c’è un solo interesse da parte del presidente del Consiglio a non avere rapporti buoni, cordiali e amichevoli con il Capo dello Stato".

I rapporti con la Santa Chiesa Con il Vaticano "il clima è perfetto, come sempre". E c’è "grande sintonia del governo con la Chiesa".  "Da quando abbiamo avuto la responsabilità di governare il paese - afferma il premier - ci siamo sempre dedicati alla soluzione dei piccoli problemi che esistevano tra la Repubblica italiana e lo Stato del Vaticano, con soddisfazione di tutti". Poi ha spiegato: "Il tema della fine della vita è un problema che non è assolutamente di parte ma riguarda tutti, quindi l’auspicio è che si possa trovare una soluzione condivisa". Il testamento biologico rappresenta "un problema che non è assolutamente di parte ma riguarda tutti e quindi il mio auspicio è che si trovino soluzioni condivise". La legge sul fine vita, che si sta discutendo al Senato, non è stata però oggetto, ha assicurato Berlusconi, del colloquio che si è svolto nella sede dell’ambasciata italiana presso il Vaticano tra i più alti rappresentanti del governo e i vertici di Oltretevere. "Di questo argomento non si è parlato in questa occasione - ha spiegato Berlusconi - ma abbiamo avuto modo di confrontarci precedentemente".

Il nodo della crisi Fra i grandi leader del mondo ci sono "posizioni identiche" su come affrontare la crisi economica, ma "siamo ancora molto lontani dall’aver trovato soluzioni soddisfacenti", ha detto Berlusconi. "Non c’è nessuno che ha fatto più di noi in Europa: credo che, compatibilmente con le possibilità di bilancio ereditate dai governi precedenti, stiamo facendo il massimo possibile". "Noi abbiamo fatto molte cose per le famiglie italiane", ha sostenuto il presidente del Consiglio. "D’altronde - ha aggiunto - abbiamo fatto molte cose prima degli altri Stati e, anzi, non c’è nessuno che ha fatto più di noi in Europa". Il premier ha sottolineato la diversità del sistema italiano rispetto a quello statunitense, ricordando che in caso di perdita di posti di lavoro, esistono diversi elementi a sostegno delle famiglie, come la cassa integrazione, il risparmio che in Italia è molto diffuso, l’assistenza sanitaria pubblica e lo scarso ricorso al debito.