Berlusconi: "Nel 2010 ci sarà la ripresa Basta con il disfattismo e con l'odio"

Il premier telefona a <em>Radio Anch'io</em>: &quot;Mi aspetterei che tutte le fabbriche del disfattismo e del pessimismo la smettano di produrre un'atmosfera che non è soltanto di odio e di violenza nella politica ma che è anche negativa sul piano dei consumi e degli investimenti&quot;. E sulla crisi: &quot;La ripresa ci sarà, abbiamo fatto una Finanziaria senza alzare le tasse e senza introdurne di nuove&quot;. Sulla criminalità ribadisce: &quot;Vogliamo sconfiggere definitivamente la mafia&quot;

Roma - "Mi aspetterei che tutte le fabbriche del disfattismo e del pessimismo la smettano di produrre un'atmosfera che non è soltanto di odio e di violenza nella politica ma che è anche negativa sul piano dei consumi e degli investimenti". E' un passaggio della telefonata che a sorpresa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto alla trasmissione di Radiouno Rai "Radio Anch'io".

Ripresa "La ripresa ci sarà perché tutti gli indicatori vanno in questa direzione". Così risponde il premier a una domanda sulla possibilità che nel 2010 l'economia torni a crescere. Il presidente del Consiglio ha detto poi di aspettarsi "che tutti reagiscano positivamente, con fiducia e ottimismo perché senza ottimismo non si va da nessuna parte". "Tutti dovremmo metterci in testa - ha proseguito Berlusconi - che per uscire dalla crisi si deve avere fiducia in noi e guardare con ottimismo al futuro. Solo un esempio: tutte le categorie, che non hanno nulla da temere dalla crisi perché sono garantite, come i lavoratori pubblici che non saranno licenziati dallo Stato e che hanno avuto un incremento di oltre il 3% nel 2009 usufruendo di un maggior potere d'acquisto o i pensionati, dovrebbero decidere di non cambiare i loro consumi e il loro stile di vita". Al contrario, ha proseguito, "il fatto di insistere sempre su questa crisi e di creare paura in tutti produce la crisi perché a furia di dire una cosa alla fine si avvera. Questo dovremmo tenerlo presente per uscire prima e meglio degli altri concittadini europei da questa crisi che certamente è grave e profonda e di cui noi italiani non abbiamo nessuna colpa".

Finanziaria "Sulla Finanziaria ho sentito troppe critiche infondate: noi abbiamo fatto una Finanziaria che non ha consentito l'attacco alla diligenza, cioé con tutti i parlamentari che cercavano di portare a casa qualcosa per le loro clientele; abbiamo fatto una Finanziaria di 9 miliardi di euro, senza alzare le tasse esistenti e senza introdurre nuove tasse". "In questo momento il fatto di non aver messo le mani nelle tasche dei cittadini è certamente un merito grande del nostro governo".

Conti pubblici "In un momento di crisi il nostro sistema ha dato la dimostrazione di essere solido a cominciare dalla solidità delle banche" e il governo è riuscito a "mantenere i conti pubblici in ordine cosa che non è riuscita a molti paesi europei".

Governo "Sono stati 18, 19 mesi di lavoro straordinario di tutto il governo e di una squadra davvero eccezionale". Così il premier Silvio Berlusconi nel corso di un collegamento telefonico con 'Radio Anch'iò. Nel riassumere i risultati conseguiti dall'esecutivo, il presidente del Consiglio ha sostenuto che il governo ha "risposto bene a tutte le emergenze su cui si è dovuti intervenire", ricordando la "tragedia" della Campania, così come quella dell'Aquila. Berlusconi ha quindi sottolineato i meriti dell'esecutivo sia per come ha affrontato la crisi, mantenendo in ordine i conti pubblici, che per quanto fatto nella lotta alla criminalità organizzata.

Mafia "La mafia è un fenomeno patologico che noi vogliamo sconfiggere definitivamente negli anni che restano di questa legislatura". Nel riassumere i risultati perseguiti dal governo nel 2009, il premier ha detto: "Vorrei far notare che, nonostante le accuse che sono state rivolte soprattutto al presidente del Consiglio, nessun governo mai nella storia della Repubblica ha agito con così tanta determinazione e efficacia nella lotta alle organizzazioni criminali".

L'Aquila Nell'affrontare il terremoto dell'Aquila è stato fatto un "miracolo", anche perché "lo Stato ha fatto finalmente ciò che uno Stato civile deve fare: stare vicino ai cittadini nel momento in cui questi avevano massimamente bisogno di essere aiutati". E' un passaggio dell'intervista di Silvio Berlusconi al direttore del Giornale Radio Rai Antonio Preziosi nel corso di un collegamento con 'Radio anch'io" , la trasmissione di RadioUno andata in onda dall'Aquila. Nell'intervista, la prima dopo l'aggressione di Milano, Berlusconi ha ringraziato tutti quelli che sono stati coinvolti nell'assistenza dei terremotati ed in particolare lo "straordinario" capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

"Un miracolo" Quindi il premier ha ricordato quanto fatto in Abruzzo: un "miracolo", ha detto, che "ha permesso di dare le case a tutti coloro che le avevano perse e cioé aver creato dal nulla una città di oltre 30 mila abitanti in pochi mesi. Di questo dobbiamo essere, tutti come cittadini italiani, estremamente orgogliosi perché mai a seguito di una catastrofe naturale i Paesi hanno saputo reagire nel modo in cui abbiamo saputo reagire noi". "Mi hanno riferito - ha proseguito il Cavaliere - che una trasmissione televisiva abituata a fare critiche anche dure al governo, ha mandato i suoi inviati tra gli abitanti dell'Aquila nuova, quella che non è stata ricostruita perché per farlo occorreranno molti anni, per cercare invano qualcuno che formulasse delle critiche all'operato della nostra Protezione Civile, ma hanno trovato nessuno. Credo che sia da sottolineare il fatto che tutti i cittadini dell'Aquila a cui lo Stato ha dato una casa moderna e con tutti i comfort portino nei loro cuori un sentimento di gratitudine, vera e profonda, nei confronti di tutti gli operatori dello Stato. La lezione dell'Aquila è stata proprio questa: lo Stato, finalmente, ha fatto quello che uno Stato civile deve fare, ossia stare vicino ai cittadini quando i cittadini hanno massivamente bisogno di essere aiutati".