Berlusconi: "Nessun attacco ma non diano colpe alla Cdl"

Il leader della Cdl: "Faremo una riunione per decidere se votare o meno il decreto sicurezza. No alle ronde". Il caso Romania-Ue: "Sono d'accordo col ministro Amato". "Elezioni, andremo al voto con la federazione". bagno di folla. "Quando cacci Prodi?"

Verona - "Ieri non ho attaccato nessuno. Ho solo risposto sulla questione di Roma. Nessun attacco, perché so che il problema della sicurezza è grave e dobbiamo essere compatti". E' quanto precisa il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, lamentandosi dell'interpretazione che è stata data dai giornali alle sue dichiarazioni di ieri. "Non ho attaccato nessuno. Mi sono limitato a dire che non si può avere l'impudenza di attribuire al precedente governo quanto è accaduto. Ho definito il decreto una 'pecetta', perché, secondo me, si è trasformato frettolosamente un ddl per coprire l'immagine del sindaco della capitale. Non si può pensare che sia una città ordinata se è vero tutto il contrario".

"Decreto, lunedì decideremo se votarlo" "Dobbiamo esaminare il decreto nei suoi particolari. Lunedì faremo una riunione e decideremo se votarlo o meno". Poi il leader della cdl ha aggiunto: "Sono d'accordo con Giuliano Amato". Convenendo col ministro dell'Interno che il problema della Romania va trovato in ambito europeo.

"No alle ronde, no all'autodifesa" "E' compito dello Stato garantire sicurezza. I cittadini devono far pressione sui governi perché ciò accada, ma sono contrario a che si organizzino per fare autodifesa. No alle ronde". Aggiunge il cavaliere che replica anche a Rutelli con una battuta: "Sono bello... ma di bronzo no".

"Per la sinistra poliziotti venduti" E sul tema della sicurezza aggiunge ancora: "In questa finanziaria si riducono i fondi per la polizia e questo per una radice ideologica: i poliziotti, per una parte della sinistra, sono dei proletari che hanno tradito le loro radici e si sono venduti allo Stato borghese, basato sulla proprietà privata che loro aborrono".

"Legge elettorale? Non credo cambierà" "Penso che non si potrà cambiare questa legge elettorale. Non vedo nessuna iniziativa decisa in tal senso". E' questa la previsione di Silvio Berlusconi, scettico anche sul fatto che qualcuno pensi a modificare il metodo di candidatura dei futuri parlamentari: "Escludo che qualcuno dei leader di partito sceglierà di negarsi il diritto di scegliere lui da solo chi portare in parlamento".

"Al voto con la federazione" "Alle prossime elezioni presenteremo la federazione". Ne è certo il presidente di Forza Italia, che rilancia con forza un rapporto più stretto dei partiti del centrodestra. Di fronte ad una platea entusiasta, Berlusconi ha ricordato come la Cdl "non deve essere più coalizione, ma federazione". "Nella coalizione basta il veto di un partito per fermare tutto. Nella coalizione, invece, vale la regola della democrazia: se una maggioranza ha i due terzi dei voti, un partito contrario è obbligato a dire di sì". "Ora - aggiunge Berlusconi - facciamola tra di noi, Fi e Udc che siamo già nel Ppe, una unione non di comodo, ma che parta da una forte identità di valori. Poi, in un secondo tempo, apriamo anche ad An, che ha intenzione di entrare nel Ppe, il cui nome che si usa in Europa, il partito dei popoli europei, è preferibile a quello della forza popolare. Quindi, stipulare un patto confederativo con la Lega, che già si è detta d'accordo. Avremo un blocco per poi andare verso qualcosa che appare ineluttabile, un grande partito del popolo italiano, il grande partito della libertà".

Bagno di folla: "Quando cacci Prodi?" "Via Prodi" e poi "Quando compri Ronaldinho". E un grande applauso. Così la folla a piazza delle Erbe saluta Silvio Berlusconi mentre lascia Verona. Dopo il suo intervento alle 12 alla fiera, al convegno della minoranza Udc che fa capo a Carlo Giovanardi, il leader azzurro ha partecipato a un pranzo in suo onore in un albergo vicino insieme a esponenti dell'imprenditoria locale. Quindi Berlusconi, dismesso l'abituale doppio petto e cravatta, con un maglioncino informale si è recato alla mostra dell'antiquariato, nel centro storico di Verona. Accompagnato dal vice sindaco Alfredo Meocci, l'ex premier ha ammirato gli stand facendo anche qualche acquisto, tra i quali uno splendido braccialetto di corallo e oro in dono alla signora Meocci. In un clima di grandi cordialità e a tratti entusiasmo, ha attraversato le vie del centro, ha preso un cappuccino e, tra strette di mano e foto con ragazze e bambini, si è recato a piazza delle Erbe. Qui, prima di entrare in macchina per lasciare Verona, una piccola folla lo ha acclamato con applausi. Gli ha chiesto con uguale intensità la cacciata di Prodi e l'acquisto, in qualità di presidente del Milan, del giocatore brasiliano Ronaldinho.