Berlusconi: nessun ricatto Legittimo impedimento: rinvio processo Mediaset

La difesa ha chiesto ai giudici del tribunale di Milano
di rinviare l’udienza del 16 novembre del processo sui diritti tv
di Mediaset. Sul gossip il premier: "Nessuno ha armi per ricattarmi"

Roma - La difesa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiesto ai giudici del tribunale di Milano di rinviare l’udienza del 16 novembre del processo sui diritti tv di Mediaset dove è imputato di frode fiscale. Sul lodo Mondadori, poi, il premier denuncia: "Per me fu una intollerabile estorsione".

"Legittimo impedimento ma intende partecipare a udienze"  Nell’istanza con cui la difesa di Silvio Berlusconi chiede il rinvio all’udienza del 16 novembre prossimo per legittimo impedimento si spiega che il presidente del Consiglio "intende partecipare a ogni udienza dibattimentale". Nell’istanza presentata dagli avvocati Longo e Ghedini si fa riferimento alla sentenza con cui la Corte Costituzionale aveva bocciato il lodo Alfano invitando nello stesso tempo i giudici a tenere conto degli impegni istituzionali del premier nel varare il calendario delle udienze.

L'estorsione del lodo Mondadori "Gli uomini della cir si alzarono dal tavolo facendo salti di gioia. Io faticai ad alzarmi perchè ero sconfortato, deluso, abbattuto. Mi sentivo come uno che aveva subito una intollerabile estorsione". Tornando sul lodo Mondandori, Berlusconi spiega che "con il lodo di Ciarrapico dovetti subire una imposizione politica da parte dei due più importanti leader del tempo (craxi e andreotti, scrive vespa). Mi dissero: hai tre reti televisive, non puoi mantenere anche la proprietà di repubblica, dell’espresso e dei 18 giornali locali. Devi scegliere. Fui costretto ad adeguarmi e scelsi naturalmente le televisioni. Quindi 'obtorto', anzi 'obtortissimo collo', fui costretto a subire quella transazione nella quale de benedetti si prese tutto ciò che era politicamente influente ed economicamente più redditizio. A noi restarono i libri e le riviste della mondadori del tutto ininfluenti sul piano politico". Quanto alle eventuali conseguenze per le aziende Fininvest, in caso di conferma del risarcimento da 750 milioni, Berlusconi osserva: "E' un’ipotesi così assurda che non riesco a prenderla in considerazione. Lei pensi che ai prezzi di borsa del 21 ottobre 2009, tutta la partecipazione fininvest in mondadori vale 432,8 milioni".

Ricatti e gossip "Nessuno dispone di 'armi di ricatto' nei miei confronti". Nel libro di Bruno Vespa Donne di cuori il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde a una delle domande che gli sono state poste più frequentemente negli ultimi mesi. "La risposta vale per oggi come per il passato, in quanto io non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno, né mi sono mai comportato in modo per cui un simile evento si potesse verificare. Quando nei miei confronti sono state avanzate richieste che secondo il giudizio mio e dei miei legali si configuravano come ricattatorie, mi sono immediatamente rivolto all’autorità giudiziaria".

La riforma della giustizia "Si tratta di istituire due ordini distinti tra loro per gli avvocati dell’accusa e per i magistrati giudicanti, con due distinti Consigli Superiori, ovviamente mantenendo l’indipendenza della magistratura". Berlusconi rilancia l'importanza del portare avanti in Italia una riforma del sistema giudiziario"E'.  del tutto evidente - spiega il presidente del Consiglio - che in un sistema basato sulla separazione degli ordini tra giudici e avvocati dell’accusa non avrebbe alcun senso un CSM come quello che esiste oggi". D'altra parte il Cavaliere spera che la riforma del sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura avverrà prima delle elezioni dell’anno prossimo per il rinnovo del Csm.