Berlusconi: "Nessuna fibrillazione nel governo" E sulla giustizia: "Riforma il 23 gennaio in cdm"

Pomeriggio "difficile" per la maggioranza Con Bossi che critica il Pdl: "Litigano perché sono due partiti diversi" e aggiunge: "Sulla giustizia non ci sono accordi". Il premier, dopo una serie di faccia a faccia, tranquillizza la situazione: "Fini? E' super partes"

Roma - Al Cavaliere toccano gli straordinari. Per "sedare" una maggioranza che le feste di fine anno gli hanno restituito un po' troppo frizzante Berlusconi si deve "spendere" molto. Dopo un altro pomeriggio di frecciatine incrociate (Bossi contro Fini, Bossi contro il Pdl e la riforma della giustia) il premier chiama a raccolta i suoi, li incontra faccia a faccia e tranquillizza la situazione. "Non c’è nessuna fibrillazione. Proprio no! Non c’è alcuna fibrillazione tra di noi, abbiamo riso e scherzato su tutto. C’è un clima positivo. D’altronde, scusatemi,vedendo le condizioni in cui si trova l’opposizione non dovremmo essere allegri? Con la Lega non ho registrato alcun problema sul tema della giustizia, non mi risultano punti in discussione, eccetto la questione che riguarda le sanzioni per chi imbratta i muri" spiega Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti in Transatlantico a Montecitorio. Quindi sulle presunte tensioni con Fini aggiunge: "Ha un ruolo istituzionale e svolge bene questo suo ruolo, lo fa in modo super partes. Ieri ha solo inteso difendere le prerogative del parlamento, chapeau".

I tempi della giustizia "Inizieremo l’esame della riforma della giustizia al cdm del 23 gennaio. Nel giro di due, tre consigli dei ministri ritengo di poter presentare la riforma complessiva" assicura ancora il premier. Il Cavaliere riferisce che il Guardasigilli Angelino Alfano ha avuto contatti con vari esponenti del centrosinistra: "Mi risulta che ci siano larghe condivisioni da parte dell’opposizione per la nostra riforma. Il nostro obbiettivo è fare la riforma della giustizia anche perché ce lo chiedono i cittadini e dobbiamo rispondere alle loro attese. Il primo obbiettivo è fare una riforma condivisa con gli alleati, cercando anche la collaborazione dell’opposizione".

Bossi recalcitrante Il Senatur arriva a Montecitorio per il voto di fiducia al dl anticrisi e ribadisce la sua posizione sulla tassa per il soggiorno degli immigrati e la riforma della giustizia. Scambiando alcune battute con i cronisti, il leader della Lega ha gelato gli alleati sulla giustizia: "Per ora non c’è nessun accordo con Berlusconi sulla riforma". Quindi la stoccata a Fini: "Ha difficoltà di giovinezza... Bisogna capire qual è il motivo per cui l’ha fatto". Ma Bossi un’indea sembra averla: i tormenti nel Pdl. "Il partiti funzionano: basta che i dirigenti vadano a cena e trovano l’accordo il problema è la base, troppo diversi Fi e An".

La nascita del Pdl "Il problema è la base, sono due partiti diversi. Non possono andare d’accordo". Il Senatùr lancia l’affondo anche sulla fondazione del Pdl che, a breve, vedrà fondersi in un unico partito Forza Italia e Alleanza nazionale. "C’è gente che è andata in carcere, altri che non si conoscono - continua il leader leghista - la questione non è Fini o Berlusconi, loro possono anche andare a cena, il problema è la base". Per il segretario federale del Carroccio, comunque, "il governo non rischia". "Non implode nulla - dice Bossi  - per fortuna che c’è la Lega".

La replica di La Russa Il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa, risponde a stretto giro a Umberto Bossi che aveva parlato della diversità tra la base di An e quella di Fi. "Chiedo un pò di decenza - ha detto il ministro parlando con i cronisti alla Camera - chiedo a Bossi di non esagerare nella competizione per la cattura delle basi. Noi non lo faccciamo con la base della Lega".