Berlusconi: "Niente shopping di senatori". Mastella: "Meglio votare a primavera"

Il Cavaliere convinto che il governo "non possa andare avanti", ma smentisce campagne acquisti nel centrosinistra: "Offro una collocazione
politica a chi non ha posto nel Pd&quot;. <a href="/a.pic1?ID=214451" target="_blank"><strong>E il Guardasigilli avverte: &quot;La maggioranza quasi non c'è più. Decido io quando me ne vado&quot;</strong></a>

Roma - "Nessuno shopping, nessuna compravendita. Io quello che posso fare è offrire collocazione politica e dare garanzie certe agli esclusi" dal Partito democratico. Con queste parole Silvio Berlusconi smentisce le voci di corridoio in base alle quali sarebbe in corso una vera e propria "campagna acquisti" dei senatori per far cadere il governo. "Penso che quando un governo ha la fiducia di due italiani su dieci non possa andare avanti". Sulla manifestazione contro la riforma del welfare, a cui parteciperanno alcuni ministri, il Cavaliere è categorico: "Credo rappresenti il fatto che ci sono delle contraddizioni insanabili nell’Unione"

Da giorni circolavano anche i nomi: Benedetto Adragna, Bartolo Fazio, Antonino Papania e Giorgio Pasetto. E ancora: Helga Thaler, Oskar Peterlini, Manfred Pinzger. Infine Antonio Pallaro, Pietro Fuda, Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba.

Chi è stato chiamato in ballo dagli organi di stampa nel gioco della caccia al senatore smentisce categoricamente, ma nessuno nega che nelle stanze di palazzo Madama si avverta ora più che mai una certa fibrillazione. Clima che viene avvertito anche dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che ad un cronista confida: "C’è aria di fine stagione...". Poi osserva: "Che ormai è chiaro" che "la situazione è cosi... è sotto gli occhi di tutti, siamo agli sgoccioli".

La settimana prossima infatti è ineludibile che l’opposizione provi a dare scacco matto all’esecutivo servendosi del malcontento esistente in alcuni pezzi dell’Unione. Al Senato i diniani e il duo Manzione-Bordon aspettano la maggioranza al varco e a colpi di emendamenti alla manovra stanno tentando di far sentire la propria voce. È per questo che si è ipotizzato addirittura la formazione di un gruppo al Senato che giocoforza andrebbe a mutare gli equilibri. A palazzo Madama la settimana prossima è previsto il voto sulla proposta proprio di Manzione e di Bordon di ridurre i ministri del governo e già l’opposizione ha fatto intendere che si accoderà alla richiesta. Poi l’attenzione si sposterà sul decreto fiscale e il 5 novembre infine è previsto l’approdo della Finanziaria in aula. Berlusconi, nei colloqui riservati, continua a credere in una crisi imminente mentre Romano Prodi, con un’intervista all’Espresso, ha risposto per le rime: "Dice le stesse cose da 16 mesi...". Sullo sfondo gli incontri sulla legge elettorale che il presidente della Repubblica e non solo chiedono si cambi al più presto. Al momento però nonostante incontri e giri di consultazioni anche su questo tema le bocce sono ferme.