Berlusconi: "Da noi solo fatti concreti" Udc e Pd insistono: "Nuovo governo" Altolà di Bossi: "No a esecutivi tecnici"

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A chi gli chiede di verificare l'esistenza della maggioranza in parlamento il presidente del Consiglio risponde: &quot;Abbiamo adottato quattro provvedimenti contro
tante chiacchiere&quot;. E li elenca: manovra finanziaria, riforma università, codice della strade e aiuti al cinema. Ma l'opposizione insiste. Casini: &quot;Serve un
governo di responsabilità nazionale che affronti le riforme&quot;. E il Pd: &quot;La maggioranza non esiste più&quot;. Ma il Cavaliere: <strong><a href="/interni/premier_governo_saldo_avanti_piu_serenita_fini_lasci_come_pertini/30-07-2010/articolo-id=464458-page=0-comments=1">&quot;Il governo non è a rischio&quot;</a></strong>. E <a href="/interni/bossi_no_governo_tecnico_meglio_elezioni/31-07-2010/articolo-id=464696-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Bossi dice no a governi tecnici: &quot;Lo impediremo, allora meglio le elezioni&quot;</strong></a>
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Roma - La politica non va mai in vacanza. E quest'anno, con le turbolenze in seno al Pdl, ancor meno che in passato. Dopo la spaccatura tra Fini e Berlusconi, sancita dal documento con cui l'ufficio di presidenza del Pdl ha, di fatto, messo alla porta l'ex leader di An, la situazione è tornata calma. Anche se si tratta di una calma apparente, visto che tra non molto i nodi verranno al pettine. Importanti questioni dovranno essere affrontate in parlamento, e lì si vedrà se la pattuglia dei finiani resterà fedele alla maggioranza oppure vorrà, di fatto, aprire a tutti gli effetti una crisi politica. L'opposizione non sta a guardare. E, se da un lato Berlusconi si dice convinto di poter avere i  numeri necessari per governare, ci si prepara a un autunno decisamente caldo. Ma Berlusconi torna a ribadire: da noi niente chiacchiere, solo fatti concreti. Ed elenca tutte le riforme attuate dal governo in appena sette giorni di lavoro.

Berlusconi: da noi solo fatti concreti "Quattro provvedimenti contro tante chiacchiere. Nel corso di quest'ultima settimana il governo ha ulteriormente rafforzato il proprio profilo riformatore". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a fronte delle richieste di verifica parlamentare sulla maggioranza, risponde con una nota sui risultati dell’esecutivo alle polemiche sullo stato di salute del suo esecutivo. "E' stata approvata - enuncia per prima cosa Berlusconi- la manovra economica che ha messo al riparo l’Italia dalle conseguenze più gravi della crisi economica e ha posto le condizioni dello sviluppo. E con la manovra sono state approvate, tra l'altro, le norme che consentono a chi vuole intraprendere di farlo senza dover ottenere le molteplici autorizzazioni preventive ora necessarie che vengono sostituite da una sola autorizzazione successiva".

Riforma università In secondo luogo "il Senato ha approvato anche con il concorso di una parte dell’opposizione, una riforma fondamentale della nostra università sulla base del merito e dell’ingresso di giovani docenti e ricercatori".

Cinema e codice strada Come terza riforma "il governo ha approvato poi un disegno di legge innovativo e liberale in materia cinematografica che permetterà di ridurre l’intervento esclusivo dello Stato, di incentivare l’apporto dei privati e di favorire perciò un maggiore grado di autonomia e di libertà della cultura". Dulcis in fundo, "il governo - si conclude la nota di Berlusconi- ha infine approvato il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore già ieri, che consentirà di diminuire il numero degli incidenti e della mortalità sulle nostre strade".

Casini: mai nel governo Berlusconi Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini rilancia l’ipotesi di un esecutivo di responsabilità nazionale."Io rispetto gli impegni presi con i miei elettori che mi hanno collocato all’opposizione. Ho chiesto a Berlusconi di aprire una fase nuova. Serve un governo di responsabilità nazionale che affronti le riforme, non solo la legge elettorale come ipotizza D’Alema. Il paese avrebbe bisogno di un governo che governa, invece questo tira a campare. Quando con cento deputati di maggioranza si arriva poi alla contabilità sui numeri, siamo alla frutta", osserva Casini intervistato dal Tg2. "Così si campicchia e noi non possiamo permettercelo".

"Atto di umiltà da Fini e Berlusconi" Un governo di responsabilità nazionale, sottolinea il leader Udc, dovrebbe risolvere "questioni che vanno affrontate con una massiccia dose di impopolarita". Diceva un celebre santo che è meglio zoppicare sulla strada giusta che correre su quella sbagliata e noi stiamo correndo su quella sbagliatà. "Ci hanno spiegato due anni fa che il Pdl era la terra promessa, e ora siamo agli stracci. Per cui un atto piccolo, di umiltà di Berlusconi e Fini sarebbe molto onesto; abbiamo sbagliato lo riconosciamo. Non è molto ma è già qualcosa".

Il Pd: serve governo per le riforme "Berlusconi si rassegni: la maggioranza che lo ha eletto non esiste più. Venga in parlamento, ratifichi la crisi e dopo si apra una fase completamente nuovà". Il vicesegretario del Pd Enrico Letta rinnova la richiesta di una rapida parlamentarizzazione della crisi della maggioranza, convinto che la crisi di governo non sarà inevitabile e dovrà portare non ad elezioni ma ad un nuovo esecutivo di larghe intese che utilizzi lo scorso di legislatura per fare le riforme istituzionali più urgenti. "Gli italiani - dice Letta intervistato da Avvenire - hanno il diritto di vedere la fine di questo film dell’orrore, causato da una maggioranza eterogenea messa insieme non per governare, ma solo per vincere. Con risultati che stanno sotto gli occhi di tutti". E se è vero che "noi siamo pronti ad elezioni", Letta ricorda che "Bersani è stato chiaro" nell’indicare a cosa punta il Pd: "un governo istituzionale che guidi la difficile fase economica, cambi la legge elettorale e poi dia la parola ai cittadini", alla cui guida non potrà esserci più Berlusconi.  E "nell’immediato dobbiamo respingere al mittente la pretesa che il capo della maggioranza parlamentare possa sfiduciare il presidente della Camera. Non per difendere una persona, Fini, ma per difendere le regole democratiche". Fa eco al Tg2, il vicepresidente dalemiano dei senatori Nicola La Torre. "Berlusconi deve venire in Parlamento a contare i suoi numeri perchè si metta fine a questa agonia. Il Paese ha bisogno di essere governato: si debve aprire una fase nuova".

E Bossi dice no a governi tecnici: "Lo impediremo, allora meglio le elezioni"