Berlusconi non fa sconti e censura il Carroccio

Bondi: «Legittimo criticare l’euro di Prodi ma non con polemiche inutili»

Francesca Angeli

da Roma

Una intollerabile scorrettezza nella forma e una grave mancanza nella sostanza. La contestazione di Strasburgo mette all’angolo la Lega che resta isolata mentre tutto il centrodestra si schiera compatto al fianco di Carlo Azeglio Ciampi.
La disapprovazione di Silvio Berlusconi, di solito molto indulgente con quello che considera il suo alleato più fedele, questa volta non concede sconti. «Non si può pensare di affidare la propria opinione o il proprio dissenso al di fuori di ogni regola come quella di stamattina al Parlamento di Strasburgo», recita una gelida nota di Palazzo Chigi diffusa una manciata di minuti dopo l’arrivo della notizia della protesta contro il discorso sull’euro tenuto dal presidente della Repubblica nell’aula di Strasburgo.
«Condanniamo perciò nella forma e nella sostanza -aggiunge Berlusconi- la dimostrazione di cui è stato oggetto il Capo dello Stato, al quale ribadiamo la nostra stima e la nostra vicinanza». E subito dopo arriva anche la «solidarietà» del presidente del Senato, Marcello Pera.
Ma l’analisi più mirata di quanto è accaduto tocca al presidente della Camera, Pierferdinando Casini, che non si limita ad esprimere la solidarietà e l’affetto di tutti gli italiani e del Parlamento a Ciampi. Casini valuta a caldo la ricaduta politica dello show dei leghisti a Strasburgo. Una caduta di stile che secondo Casini non sarà priva di conseguenze per la coalizione. La contestazione della Lega «pone un problema politico al presidente del Consiglio più di quello che gli ha posto il congresso dell'Udc», osserva il presidente della Camera che si compiace del fatto che Berlusconi abbia subito «espresso con chiarezza la sua solidarietà al capo dello Stato». Quello della Lega, aggiunge, è «un atto grave, di infantilismo politico, dannoso per il Paese». È ovvio poi che queste «scene infantili vengano amplificate dalla stampa e che si trasformino in un pregiudizio per il Paese». Per Casini «è sempre sbagliato all'estero parlare male dell’Italia» ricordando con rammarico «le punzecchiature che la sinistra a Strasburgo rivolge spesso a Berlusconi, che è il presidente del Consiglio dell’Italia». La sinistra, conclude Casini, «sbaglia a fare polemiche all'estero che potrebbe fare benissimo qui».
Durissimo il commento del ministro degli Esteri, Gianfranco Fini. «Quella messa in scena dai leghisti all'Europarlamento è stata una gazzarra inammissibile e imbarazzante», commenta aspro Fini che si trova in missione a Brasilia. La gazzarra leghista per il vicepremier «è doppiamente inammissibile». Da un lato «perché è stato contestato il capo dello Stato da parlamentari europei eletti in Italia presso la sede del Parlamento di Strasburgo: un aspetto che rende intollerabile quel comportamento», spiega Fini. In secondo luogo perché «il presidente della Repubblica stava svolgendo un discorso di ampio respiro volto a ribadire come l’interesse nazionale sia perfettamente compatibile con quel progetto di costruzione dell’Europa sul quale il presidente Ciampi è da sempre fortemente impegnato».
Indignato pure il segretario dell’Udc, Marco Follini, che arriva a parlare di disonore. «Ciampi ha fatto un discorso straordinario, che onora il nostro Paese - dice -. I deputati leghisti hanno commesso un gesto grave che disonora loro stessi». Follini allo stesso tempo si rallegra del fatto che Berlusconi si è subito schierato in difesa di Ciampi. «Quello che conta è che la posizione del governo sia chiara e non lasci margine ad ambiguità - dice Follini -. Mi pare che da questo punto di vista Palazzo Chigi sia stato chiaro».
Il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, si augura che Berlusconi «voglia prendere iniziative adeguate alla gravità di questo gesto. Non solo come capo del governo ma anche come leader della coalizione» visto che «il Presidente rappresenta l’unità della Nazione e l'immagine dell’Italia e dunque farlo oggetto di contestazione non è una manifestazione politica ma è un grave danno al nostro Paese».
Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, si dice infastidito dall’eccesso di polemiche. «Noi non abbiamo bisogno di riconfermare tutta la nostra stima nei confronti del capo dello Stato che rappresenta l’unità nazionale» dice Bondi, aggiungendo che «ciascuno ha il diritto di poter esprimere civilmente le sue opinioni sull’euro di Prodi». Basta però, esorta Bondi, con «queste polemiche inutili, assurde e irrispettose del ruolo del capo dello Stato in visita al Parlamento europeo da parte di parlamentari italiani».