Berlusconi: non ha coscienza del Paese in crisi

Fini (An): «Questo esecutivo non è mai entrato in sintonia con la gente. Quando cadrà farà felici anche i suoi elettori»

da Roma

Uno «stanco epitaffio». Un bilancio «fuori dalla realtà». Un «discorso di fine esercizio». Il centrodestra boccia in toto la conferenza stampa di fine anno di Romano Prodi. E invita il premier a prendere atto di essere arrivato al capolinea e ad archiviare definitivamente la sua stagione politica.
«Dispiace aver ascoltato, da parte dell’attuale presidente del Consiglio, un bilancio dell’attività del suo governo totalmente privo della coscienza delle gravi difficoltà in cui vive il nostro Paese e al tempo stesso permeato da un malcelato spirito di rivalsa, perfino nei confronti della maggioranza che lo ha fin qui sostenuto» commenta Silvio Berlusconi, in una nota. «Il momento che attraversiamo imporrebbe, al contrario, un sano realismo e un’attenta considerazione degli interessi generali del Paese» continua il presidente di Forza Italia «per favorire i quali ciascuno di noi, a prescindere dai ruoli che provvisoriamente ricopriamo, avrebbe il dovere di orientare le proprie scelte personali e politiche».
Se Berlusconi accusa Prodi di incoscienza, Gianfranco Fini rimprovera al premier di «nascondere gravemente la realtà del Paese». «Prodi è contraddittorio. Prima ha dipinto uno scenario tutto rose e fiori e poi ha detto che nonostante le buone cose fatte la gente non percepisce positivamente il governo. Questo esecutivo ha da tempo il più basso tasso di popolarità nella storia repubblicana. È un governo - osserva il leader di An - che non è entrato in sintonia con la gente. La parola torni agli elettori. È grave che il presidente del Consiglio non voglia prendere atto di quello che gli dicono ormai quotidianamente anche esponenti della sua maggioranza e cioè che non ci sono più le condizioni perché l’esecutivo continui a governare. Il giorno in cui scenderà il sipario sul governo gli italiani saranno tutti lieti, anche tanti elettori del centrosinistra delusi». Fini si sofferma anche sulla situazione nel centrodestra e detta parole di pace e di realismo verso il leader di Forza Italia. «Sarebbe davvero stupido negare che Berlusconi, con tutti i suoi difetti e le sue originalità, ha il 25-30 per cento dei voti. Diventa difficile trovare un’alternativa alle sinistre prescindendo da chi è il legittimo detentore di questo consenso popolare».
Sdegno e rabbia per le parole di Prodi vengono espresse da parte di Roberto Calderoli (Lega): «Sogno o son desto? Dopo tutto quello che è capitato nel 2007 Prodi ha davvero perso l’ennesima occasione per stare zitto. Ribolle il sangue a sentirlo parlare in toni così trionfalistici. Ma in che mondo vive il Professore? Prodi e il suo governo sono stati un vero e proprio tsunami per il Paese». Sceglie l’ironia Pier Ferdinando Casini. «Prodi? A me sembra Alice nel paese delle meraviglie, ma le meraviglie le vede solo lui. Gli italiani non vedono meraviglie - aggiunge il leader dell’Udc - fanno fatica ad arrivare a fine mese, vedono un paese fermo su tutto, bloccato, dagli inceneritori ai rifiuti in Campania alla Tav. Prodi è tutto contento che il governo duri, ma il Paese è allarmato e lui mostra un’incoscienza senza limiti». Secondo Casini, che rilancia la proposta di un governo «di responsabilità nazionale» dopo Prodi, questo è «il momento della responsabilità e della serietà». E un attacco duro arriva anche dal segretario della Dc per le autonomie, Gianfranco Rotondi: «È un presidente del Consiglio che non ha il polso della realtà. Il Paese scivola in una crisi pesante e Prodi fa finta di nulla. Il 2007 non è stato l’anno della rimonta, come ha detto lui, ma della caduta del nostro sistema economico e sociale. Il 2008 sarà l’anno della caduta del governo dell’Unione».
Recita il de profundis del governo Prodi anche Daniele Capezzone: «È il caso di dire che Prodi assomiglia sempre più a un “dead man walking” (and talking, nel suo caso)». Francesco Storace, invece, invita l’opposizione a presentare una mozione di sfiducia «per verificare se Dini sta facendo solo la faccia feroce o in realtà sta trattando la soluzione peggiore, ovvero un governo di larghe intese».