Berlusconi: «Non siamo preoccupati»

Roma«L’altalena dei mercati ha alti e bassi, ma la crisi non ci preoccupa, perché arriveranno i veri dividendi, che saranno reali e ripagheranno gli azionisti». Silvio Berlusconi ne è convinto da tempo. E ribadisce il concetto a ora di cena. A tavola, a Villa Madama, con chi rappresenta l’economia reale, «l’Italia del fare». Con chi guida alcune delle più importanti aziende nostrane.
Grandi, medie o piccole non importa. Ciò che conta, infatti, è il confronto, lo scambio diretto d’opinioni. Informale, conviviale. Per capire insieme quale strada seguire per uscire dallo stallo. Per tenere un «canale aperto» tra le esigenze di chi traina il nostro Pil e le azioni che il governo intende mettere in campo.
Silvio Berlusconi assicura che la strada intrapresa è quella giusta. «Stiamo cercando di governare la situazione internazionale e con Bush abbiamo deciso di tenere il G20 il 15 novembre», ricorda alla cinquantina di leader imprenditoriali che chiama a sé. Sulla scia del «format» già collaudato lo scorso 16 luglio, quando il Cavaliere registrò le esigenze del «primo gruppo» d’invitati. A cominciare da quelle esposte dagli amministratori delegati di Fiat (Sergio Marchionne), Eni (Paolo Scaroni) ed Enel (Fulvio Conti). Per non dimenticare le istanze della categoria rappresentate da Emma Marcegaglia, leader di Confindustria. Con la quale, tra l’altro, ha avuto modo di approfondire alcune tematiche nel corso dell’assemblea annuale degli industriali napoletani, tenutasi martedì a Bagnoli, presso l’area delle ex acciaierie.
E così, il presidente del Consiglio prosegue la sua personale «road-map». Nelle cui intenzioni vi è quella di rinnovare con cadenza quasi mensile, quando possibile, l’esperimento. Che prevede un «franco» scambio d’opinioni, ma nessuna agenda preordinata. Insomma, libero sfogo ai vari «punti di vista».
Certo, a tenere banco, com’era ovvio, anche ieri sera è stato soprattutto la crisi finanziaria, che ricade in maniera diretta sul settore industriale, ben rappresentato. E basta scorrere l’elenco dei presenti per rendersene conto, visto che seduti ai cinque tavoli figurano, ad esempio, gli ad di Telecom (Franco Bernabè), Ferrovie (Mauro Moretti), Generali (Giovanni Perissinotto), Poste (Massimo Sarmi), Edison (Umberto Quadrino), 3 Italia (Vincenzo Novari). Senza dimenticare il presidente di Geox (Mario Moretti Polegatto), così come i vertici di aziende del calibro di Audi, Bmw, Ferrarelle, Loreal, Barilla, Gruppo Nonino, Chrysler, Galbusera, Valsoia, Monclair.
«L’Italia è stata protagonista nei consessi internazionali», aggiunge il premier, che aggiunge: «Chiedo consiglio a voi imprenditori, che siete quelli dell’economia reale». Un concetto che ribadisce, cosi come la richiesta della «fotografia reale su come si comportano le banche nei confronti delle vostre aziende». Se, cioè, sostenga investimenti e consumi dell’economia reale. Forse anche in vista del vertice della prossima settimana tra governo, Abi e imprese in calendario a Palazzo Chigi.
Al fianco di Berlusconi, oltre ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, al segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi, alcuni ministri. Tra i quali Giulio Tremonti (Economia), Claudio Scajola (Sviluppo economico), Franco Frattini (Esteri), Maurizio Sacconi (Welfare), Stefania Prestigiacomo (Ambiente), Angelino Alfano (Giustizia), Luca Zaia (Agricoltura), Raffaele Fitto (Affari regionali), Sandro Bondi (Beni culturali), Mara Carfagna (Pari opportunità).
A fine serata, prima di partire alla volta di Pechino per partecipare al vertice euroasiatico, il Cavaliere invita tutti all’ottimismo e alla fiducia nel futuro. A tal proposito ribadisce che «una volta alle spalle, la crisi consegnerà dividendi buoni» per tutti. Poi ricorda che si cercherà «di rendere questi incontri non estemporanei, ma continuativi nel corso dei mesi».
Piccola curiosità: ad allietare la cena vi era la banda della polizia.