Berlusconi: "Da Obama invito a Washington"

Il premier: "Il presidente
mi ha invitato negli Usa e ci andrò prossimamente, la
data è ancora da definire". Sulla Turchia: l'Italia, come la maggior parte dei Paesi europei,
é al fianco degli Usa, compromesso possibile per
superare le resistenze di Francia e Germania

Praga - "Il presidente Obama mi ha invitato a Washington e ci andrò prossimamente, la data è ancora da definire". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in una breve conferenza stampa a Praga al termine del vertice Ue-Usa. Tra Europa e Stati Uniti si è registrata "una sintonia assoluta su tutti i temi" e non si registra alcun contenzioso. A dirlo è il premier Silvio Berlusconi da Praga in una breve conferenza stampa al termine del Vertice Ue-Usa. "Non c'é stato un solo argomento sul quale si sia registrata una distanza tra Europa e Stati Uniti", ha aggiunto ancora ribadendo che c'é stata una "straordinaria consonanza" su tutti i temi affrontati, compreso quello del cambiamento climatico. Un'ottima premessa, secondo Berlusconi, per avviare "una intesa collaborazione fra le due sponde dell'Atlantico". Berlusconi ha aggiunto di aver registrato anche una "bella conferma" sul fatto che le relazioni tra Stati Uniti e Russia si vanno distendendo e "i rapporti sono più positivi e più costruttivi".

Ai giornalisti che insistevano nel chiedere la data della visita, il premier ha risposto: "Ma ci siamo parlati un mare di volte in questi giorni... Credo comunque, anche se dobbiamo scegliere la data, che sarà prossimamente". "D'altronde - ha proseguito - c'é una consonanza tale di vedute che sarà solo una visita di cortesia, come presidente del G8 e per preparare i temi del G8". Poi, in tono scherzoso, il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Gli ho detto, ridendo, che i giornalisti italiani attribuiscono molta importanza al fatto che non c'é stata questa bilaterale; gli ho detto: se me lo chiedi, io te la concedo...". Una battuta, ha concluso Berlusconi, su cui "abbiamo riso" insieme. 

Il caso Turchia L'Italia, come la maggior parte dei Paesi europei, è al fianco del presidente Usa nel guardare con favore all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, e un compromesso è possibile per superare le resistenze di Francia e Germania attraverso un rinvio dell'apertura dei confini per i cittadini turchi che si vogliano trasferire negli altri paesi dell'Ue, ha poi spiegato Berlusconi.

La nomina di Rasmussen "Senza il nostro intervento non ci sarebbe stata la possibilità di arrivare alla nomina del segretario generale della Nato e questo sarebbe stato molto grave", ha poi detto, tornando alle frenetiche trattative di ieri a Strasburgo, quando il premier danese Rasmussen è stato alla fine nominato segretario generale della Nato, ha riferito che a Praga "tutti gli sono stati grati". "Mi hanno ringraziato per il lavoro che ho fatto con il primo ministro turco Erdogan"i. Infatti ieri il premier italiano ha avuto una lunga conversazione con Erdogan durante la fase negoziale per la nomina del nuovo segretario. La Turchia era l'unico Paese della Nato che si opponeva all'elezione di Rasmussen.

Stesse idee sulla tutela dei lavoratori Sulla necessità di tutelare i posti di lavoro io e Obama "abbiamo detto esattamente le stesse cose: non dobbiamo lasciare a casa nessuno di coloro che perde il posto di lavoro e non dobbiamo lasciarlo senza sostegno. Questo, durante una crisi é il dovere di uno Stato pensoso dei suoi cittadini. D'altronde noi abbiamo come nostra filosofia l'economia sociale di mercato, e che sociale sarebbe se lasciassimo nell'emarginazione coloro che non hanno più un lavoro?".