Berlusconi operato: stop di una settimana

Due paginate di fango su La Repubblica a firma D’Avanzo, quello che nel torbido pesca da anni per costruire teoremi che mai reggono la prova dei fatti. Un articolo fazioso sul Corriere della Sera, firmato da Fiorenza Sarzanini, prima firma delle procure italiane. Più briciole di veleno e menzogne sparse su organi democratici di vario ordine e grado. Dobbiamo proprio far paura se contro di noi scendono in campo le prime linee dell’antiberlusconismo militante, quello che si infilò nel letto del premier al tempo della D’Addario, che mise nel tritacarne mediatico quel capolavoro di efficienza che fu la prima ricostruzione dell’Abruzzo, che da 18 anni insegue Silvio Berlusconi manco fosse un serial killer. Troppo onore. Ci accontentiamo del giudizio dei nostri lettori, che in questi giorni ci premiano facendo schizzare le vendite del Giornale a cifre da record. E del parere di due giornalisti liberi e autorevoli come Piero Ostellino e Giampaolo Pansa. Il primo ha scritto ieri un articolo in nostra difesa che il Corriere della Sera ha ben nascosto a pagine 36 senza richiamarlo, cosa rarissima, in prima pagina. L’ex direttore del Corsera difende la libertà del Giornale di pubblicare ciò che meglio crede, e lui crede che quelli letti fino ad ora siano fatti concreti e non dossier spuntati da chissà dove o ordinati da chissà chi. Non solo. Ostellino si indigna per il silenzio della classe intellettuale e dirigente del Paese, e si stupisce che la gente tutta non abbia un moto di ribellione di fronte a un magistrato che spedisce i carabinieri nella sede di un quotidiano per curiosare nei cassetti e negli archivi di giornalisti.
Più o meno gli stessi concetti li ha sostenuti Giampaolo Pansa in un editoriale apparso domenica su Il Riformista. Ostellino e Pansa, due uomini che provengono da esperienze e idee diverse, ma che hanno in comune un forte senso di verità e libertà. Il primo l’ha pagata vedendo chiudere anzitempo la sua direzione del Corriere della Sera. Il secondo con l’emarginazione prima da Repubblica e poi da L’Espresso e infine dalla sinistra tutta. Il principe dei liberali italiani e un ex comunista intellettualmente onesto che ha osato rileggere la storia ufficiale della Resistenza ci chiedono di non farci intimorire e di andare avanti. Ci basta. I D’Avanzo e i Woodcock a loro confronto sono piccoli. Concita De Gregorio e la sua Unità, che non ha mai scritto una riga sui guai giudiziari del suo editore Soru, ancora di più.