Berlusconi: opposizione in aula e in piazza

Cauto Fini: «Sfileremo quando necessario». Casini al governo: «Non blindi il testo»

Massimiliano Scafi

da Roma

Ritoccare la Finanziaria? Dare battaglia in aula per modificarla a colpi di emendamenti? Silvio Berlusconi non si fa illusioni: «Certo che ci proveremo, certo che faremo la nostra parte in Parlamento. Ma sarà molto difficile ottenere qualcosa di buono. Noi abbiamo già proposto una serie di cose, però la legge di bilancio andrebbe rovesciata perché si ispira a principi opposti a quelli che noi abbiamo applicato durante il nostro governo». Di più: «Sembra fatta apposta per distruggere tutto quello che abbiamo fatto noi».
E allora sotto con un’opposizione dura, «collettiva» e «su tutta la linea». In Parlamento, certo, «perché è da lì che partirà la nostra lotta». Ma poi, annuncia il leader del centrodestra, pure in piazza: «Può darsi che sia utile un’azione di protesta visibile che ci viene richiesta dai cittadini che ci telefonano e ci scrivono». Il Cavaliere pensa a «manifestazioni su singoli punti, come le tasse, le imposte di successione, l’esproprio delle famiglie, il tfr» e ad altre iniziative «insieme alle categorie colpite: sfileremo con i professionisti, gli artigiani, i commerciati e tutti quelli delusi da questa manovra». Che sono tanti, spiega, «più di metà» del Paese. «Ancora una volta la sinistra non ha capito che per sostenere la crescita bisogna diminuire le spese e non aumentare le tasse. Loro fanno esattamente il contrario di quello che la storia dell’economia ha insegnato». Ma poi aggiunge che, prima di ricorrere a estremi rimedi, la Cdl farà di tutto «per aprire un dialogo con parti della maggioranza».
E non è vero che sul modo di opporsi la Cdl sia divisa, Fi e Lega da una parte, An e centristi dall’altra. «La cena con Bossi - racconta Berlusconi - non era un vertice segreto. Con An siamo in contatto continuo. Con Casini avevo parlato al telefono: lo vedrò la settimana prossima». In effetti i rapporti tra i due, dopo le recenti tensioni, sono dati in netto miglioramento, quantomeno sotto il piano personale. Il Cavaliere spinge per ritrovare l’unità. L’idea, insiste, è di continuare tutti insieme, preparando «un atto collettivo» di protesta. Ma l’Udc, l’ha detto più volte, non vuole sfilare per strada. Berlusconi se ne rende conto e in parte accoglie l’invito alla prudenza: «I moderati non sono come la sinistra, per la quale la protesta di piazza è una cosa normale, Ma la nostra gente ci chiede di agire».
Linea dura dunque, anche se Gianfranco Fini usa toni più sfumati: «La manifestazione si farà quando lo riterremo necessario». Quindi ha ragione Casini che spinge a un confronto serrato alle Camere prima di scendere in piazza? «Certo, mi sembra normale». Quanto al pranzo di Arcore, assicura, «nessuno scandalo»: a via della Scrofa non c’è «nessun malumore».
Pierferdinando Casini resta quello che preme di più sul pedale parlamentare. Infatti parla subito, appena la presidenza della Camera apre un breve dibattito dopo le comunicazioni di Padoa-Schioppa, e attacca la manovra: «Chiedo al ministro dell’Economia un impegno politico. Il governo e la maggioranza non blindino la Finanziaria ma si aprano al Parlamento, che non è solo il governo ma anche l’opposizione. Padoa-Schioppa ha giocato la parte di Alice nel paese delle meraviglie parlando di un Paese entusiasta di questa Finanziaria iniqua, quando Confindustria e gli enti locali la criticano duramente. E allora, non si blindi il testo. L'opposizione presenterà pochi emendamenti per cambiarla profondamente, sperando che il governo non ascolti solo le parti sociali ma anche il nostro contributo».
Il centrodestra, conclude Sandro Bondi, è «pronto al dialogo nell’interesse del Paese». Per questo «le voci critiche che si levano da esponenti moderati della maggioranza, e in particolare dal segretario dei radicali Daniele Capezzone, ci trovano del tutto concordi e interessati». Il coordinatore di Forza Italia spera «che prevalga il buonsenso e che si riveda una manovra che scontenta tutti».