Berlusconi al Papa: nel governo valori cristiani

RomaUna lettera di auguri a Benedetto XVI e ancora una giornata passata nel quartier generale di Arcore. A scartare i primi regali di amici e collaboratori, ma anche a studiare l’ultimo sondaggio arrivato sulla scrivania proprio ieri. Con indicazioni decisamente confortanti se solo nel giro di cinque giorni - dal 17 al 21 dicembre - la fiducia nel premier da parte degli italiani è salita dal 66,1 al 67,1%. Esattamente un punto percentuale, conseguenza sì dell’aggressione in piazza Duomo ma pure del nuovo clima di confronto che sembra aver preso piede in questi ultimi giorni. Il dato che emerge dall’ultima rilevazione di Euromedia Research, infatti, dice che il Paese è stanco del muro contro muro, tanto che oltre al Cavaliere vengono premiati il Pdl e il nuovo corso del Pd di Pier Luigi Bersani con conseguente arretramento dell’Italia dei valori. Un sondaggio, insomma, che darà fiato alle colombe - Gianni Letta su tutti - che dal giorno del ricovero del premier al San Raffaele si stanno molto spendendo per cercare di aprire un confronto sulle riforme con Pd e Udc. E che in qualche modo frena le tante perplessità dei cosiddetti falchi, convinti che il nuovo clima durerà il tempo delle vacanze di Natale e che a gennaio - quando «processo breve» e «legittimo impedimento» riprenderanno il loro iter in Parlamento - si ricomincerà con «la solita musica». Convinzione, questa, che è anche del Cavaliere, determinato però a «provare ogni strada» per «verificare se davvero c’è una disponibilità concreta» dell’opposizione.
A dieci giorni dall’aggressione, invece, il premier scrive al Papa per ringraziarlo della sua «vicinanza» e per «le parole di grande conforto». «Il Natale - si legge nella lettera di Berlusconi a Benedetto XVI - è un momento importante di riflessione per tutti gli uomini di buona volontà. Il messaggio di pace e di fraternità di Cristo, che dovrebbe regnare tra gli uomini, purtroppo viene dimenticato quando alla forza delle idee si risponde con la violenza verbale o financo fisica». «Posso confermare - aggiunge il presidente del Consiglio - che i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell’azione del governo da me presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale».
Ma le giornate di Berlusconi sono fatte anche della lettura dei giornali e di molta televisione. «Il tempo non mi manca», spiega ad un ministro che lo chiama per gli auguri. E quello che più lo colpisce è il servizio sui terremotati andato in onda nell’ultima puntata di Ballarò. «Incredibile che si continuino a raccontare falsità», chiosa con un suo collaboratore. È di tutto questo, aggiunge, che «sono stufo». Come di Antonio Di Pietro che in una sorta di lettera a Gesù Bambino definisce il premier «un diavolo». È rimasto «l’ultimo dei Mohicani», si lascia sfuggire Berlusconi nelle sue conversazioni private. Nonostante anche i sondaggi confermino che la linea dell’Idv non raccoglie consensi (il travaso di voti a favore del più dialogante Pd di Bersani nell’ultimo mese è stato di oltre un punto), il Cavaliere è infatti convinto che l’ex pm non cambierà linea e continuerà con «la demonizzazione dell’avversario». Va avanti, intanto, lo scontro con il gruppo Espresso, con il premier che chiede l’immunità parlamentare dopo essere stato portato in giudizio con l’accusa di concorrenza sleale e boicottaggio per aver criticato «i giornali che cantano la canzone della crisi quando loro stessi sono causa della crisi».
In via di distensione, invece, sono i rapporti con Gianfranco Fini. I due si sentiranno oggi per gli auguri e si vedranno a cavallo di Capodanno per fare il punto della situazione. I segnali di disgelo, intanto, continuano. Ultimo in ordine di tempo le parole di Alessandro Campi a Il Foglio. «In questi mesi - spiega il direttore di FareFuturo - Fini si è qualificato per certi temi come la bioetica, la laicità, il rispetto delle regole, la difesa della legalità. Tutte posizioni che si possono ormai considerare patrimonio acquisito. Ora sarà necessario un bilanciamento e una precisazione». Parole da cui il presidente della Camera non prende le distanze e che a molti sono sembrate un primo passo di un vero e proprio cambio di rotta. Ma se ne parlerà dopo il Natale, che Berlusconi festeggerà a pranzo il 25 dicembre con tutti e cinque i figli, la famiglia della sorella Maria Antonietta e il fratello Paolo. Una tavolata da quasi trenta persone.