Berlusconi: "Il Pdl è il Ppe italiano"

Il leader del centrodestra chiude le polemiche sul caso Ciarrapico. E sul compito di governo: "Né breve né facile, ma ce la faremo. Il risultato elettorale? Scontato, Prodi ha fatto disastri". Bocciata la par condicio: "Legge maledetta voluta da Casini"

Milano - "Il Pdl è il Ppe italiano". E polemica definitivamente chiusa. Il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi, intervenendo via telefono a un convegno dei riformisti craxiani a Milano, è tornato sulle polemiche di questi giorni che hanno riguardato la collocazione europea del suo partito e ha voluto ribadire che il "Pdl è espressione in Italia del Partito popolare europeo. Un partito dove trovano casa i moderati italiani, aperto a sensibilità diverse, con ispirazione cristiana, chiara ma non totalizzante. Nel Pdl c’è un’ampia libertà di coscienza sui temi etici". Berlusconi ha proseguito sottolineando che, poi, nonostante le diverse sensibilità, si vota "sempre unanimi perché tutti sono concordi sui grandi principi, dove si incontrano umanesimo cattolico e umanesimo laico".

Risanamento "Non voglio dare delle illusioni o prospettare miracoli, il risanamento non sarà né facile né breve ma io sono ottimista e penso che ce la faremo" continua Berlusconi. Per il Cavaliere "ci sono delle condizioni drammatiche, la crescita economica è pari a zero, il carovita è alle stelle, i salari sono i più bassi d’Europa per colpa della tassazione, il governo Prodi ha fermato i cantieri e c’è una parte della magistratura che fa politica. L’immagine del nostro Paese è distrutta dalla tragedia dei rifiuti a Napoli, e ora iniziano a non raccoglierli anche a Roma e Prodi e Veltroni dicono che il governo del Pd ha fatto il meglio possibile. La gente invece è stanchissima del loro governo, che ha fatto disastri. Il risultato elettorale è scontato".

Par condicio "Mi dispiace non esser lì, ma non sono riuscito a spostare un appuntamento televisivo. È colpa di questa maledetta legge della inpar-condicio, che è una inpar-condicio, una legge voluta dalla sinistra che l’Udc di Casini non ha voluto abrogare durante il nostro governo" ha detto il Cavaliere in collegamento telefonico con i giovani socialisti.