Berlusconi «Peccato, peccato, peccato Si è già vinto tutto: nessuna tragedia»

Stavolta non c’è niente di raccapricciante. Certo, dopo l’eliminazione shock dalla coppa Uefa, il Milan sprofonda ancor di più nella crisi di risultati e condizione che l’attanaglia nell’ultimo periodo e incappa nella sesta sconfitta di questo campionato, ma il numero uno rossonero Silvio Berlusconi questa volta evita commenti negativi. «Peccato, peccato, peccato. Con tanti assi...», le parole del premier lanciate da Bruxelles che rimbombano negli spogliatoi di Genoa.
Tre puntini di sospensione, a sottolineare il rammarico per una stagione - iniziata con la convinzione che gli acquisti di Ronaldinho, Flamini, Senderos e Shevchenko avrebbero reso imbattibile i rossoneri - che sta volgendo verso pieghe impreviste e imprevedibili. «Purtroppo - ha detto il premier al termine del vertice dei leader dell’Ue - abbiamo un’intera squadra in infermeria. E quando non possono giocare campioni come Kakà tutto diventa più difficile».
Inutile, ora, fare tragedie o imporre stravolgimenti societari a tre mesi dalla fine del campionato. Nonostante la sconfitta contro la Sampdoria, il Milan resta comunque al terzo posto in classifica e l’obiettivo Champions League è sempre alla portata di mano dei rossoneri. C’è solo da leccarsi le ferite e riprendere in fretta il passo delle grandi. «Comunque - ha concluso Berlusconi - non facciamo tragedie. Del resto si è vinto tutto. Quindi peccato, peccato, peccato...».
Niente a che vedere allora, con quel «raccapricciante», lanciato dopo il pareggio di andata contro il Werder Brema. Berlusconi vira verso una linea più soft, schermo di protezione nei confronti di tutta la società. Intanto da Genova bocche cucite. Galliani ha tenuto a rapporto la squadra negli spogliatoi, poi si è defilato dai cronisti. Stessa cosa hanno fatto i giocatori.