Berlusconi: "Più saggio ristampare le schede elettorali, il tempo c'è"

Il Cavaliere torna sulla questione del voto e dice: "A essere preoccupato per la poca chiarezza è anche tutto lo schieramento del centrosinistra". "Veltroni? Non parlo con un finto buono". Poi su casini: "Tornerà con noi? Non so, intanto votateci". La citazione di Churchill

Roma - "Sarebbe più saggio procedere alla ristampa delle schede". Lo ribadisce il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di 'No stop news' su Rtl 102.5. Secondo il Cavaliere il tempo non manca, "basta avere la volontà". A essere preoccupato per la poca chiarezza delle schede elettorali e' anche "tutto lo schieramento della sinistra". "Sono loro - ha spiegato il Cavaliere - che hanno telefonato preoccupati ai nostri rappresentanti, allora abbiamo preso anche noi visione delle schede". Berlusconi ha poi ricordato che il criterio dei simboli "presentati in una strisciata continuativa senza distinzione tra chi va da solo e chi è apparentato" rischia di creare "difficoltà ad individuare il simbolo" dentro la cabina elettorale.

Veltroni finto buono "Facendo finta di essere buono Veltroni mi lancia in continuazione accuse velenose a cui non do risposte" ha poi detto, commentando una frase del leader del Pd che ha definito la campagna elettorale del Cavaliere incivile. "Io - ha aggiunto Berlusconi - cito Veltroni con ironia molto spesso nei miei interventi, ma elenco fatti che non possono essere contraddetti da nessuno. Veltroni, invece, che vuole apparire buono ma è soltanto buonista, risponde con accuse insolenti e infondate, attribuendomi frasi e concetti che non ho espresso".

Alitalia con Air France: colpo all'orgoglio italiano "Non è pensabile che il settimo Paese industrializzato del mondo veda la propria compagnia di bandiera assorbita da una compagnia concorrente. Se ciò accadesse colpirebbe il nostro orgoglio e il nostro interesse nazionale". Il leader del pdl torna sulla vicenda Alitalia ribadendo che la proposta di Air France è "irricevibile e offensiva". E ricorda di essere stato a osservare la trattativa, quando si pensava che ci sarebbe stato un accordo "con pari dignità". "Ma il governo - ha aggiunto - ha colpevolmente lavorato a una svendita e l'assorbimento di Alitalia da Air France contro l'orgoglio di noi italiani".

Casini tornerà? Non so, intanto votate noi "Non so se Casini ritornerà, ma io insisto anche con chi ha dato in passato il voto all'Udc, perché oggi indirizzi il suo voto al Pdl. Un voto ai piccoli è perso, anzi toglie possibilità al Popolo della libertà e fa il gioco di Veltroni...". Non ha dubbi, su questo, il Cavaliere rispondendo a chi gli chiede se è dello stesso parere del leader della Lega Umberto Bossi, che ha sostenuto la possibilità di un ritorno di Casini. Poi sottolinea che quella del leader dell'Udc di andare da solo è stata "una decisione sua, che non abbiamo ancora capito dal punto di vista politico", è stata solo legata a "una ambizione personale" e alla "volontà di restare leader di un suo partito". Ma, dato il sistema elettorale "proporzionale e con le soglie di sbarramento", che non permetterà ai partiti piccoli "di portare nessun rappresentante in Parlamento", Berlusconi ha invitato i cittadini a dare un voto "consapevole, per garantire al Pdl la larga maggioranza di cui ha bisogno".

La citazione di Churchill Se dovesse scegliere un personaggio storico con cui andare a pranzo Silvio Berlusconi sarebbe incerto tra Giulio Cesare e Winston Churchill. "Ammiro molto Churchill - ha detto ai microfoni di Rtl 102.5 - e conosco bene molte sue frasi celebri". Il Cavaliere ha poi citato la frase dello statista inglese, che a un giovane deputato che parlando dell'opposizione la definì ' ''i nostri nemicì rispose 'quelli sono i nostri oppositori, i nostri nemici li abbiamo di fianco e dietro di noi' ed erano gli alleati". Ma il Cavaliere non disdegnerebbe nemmeno una colazione con Giulio Cesare perché potrebbe mettere alla prova il suo "eloquio latino". Il leader del Pdl ha infatti ricordato quando da giovane dai Salesiani era il "latinista" usato per parlare il latino con gli ospiti illustri soprattutto coi cardinali. "Il mio latino dunque credo che mi permetterebbe anche un pranzo con Giulio Cesare".

Aliquota a 33% Se tornerà al governo, Silvio Berlusconi è intenzionato a completare in materia fiscale quello che non gli riuscì quando guidò il suo governo. "Abbiamo intenzione di far scendere la pressione fiscale sotto il 40% - ha spiegato nel corso di un'intervista a Rtl 102.5 - e poi di portare l'aliquota massima al 33%, che corrisponde al sentimento di giustizia che è in ciascuno di noi". "Abbiamo intenzione di farlo, è un nostro impegno - ha aggiunto il Cavaliere - le risorse verranno dalla cura in profondità che attueremo per diminuire i costi dello Stato".

Aziende di Stato, serve un "gran bucato" "Nelle aziende di Stato e nell'azienda Stato servirà fare un gran bucato". Così Berlusconi spiega la ricetta per ridurre i costi dello Stato e renderlo più efficiente. Ad un ascoltatore che gli chiede se sarà possibile vedere i dirigenti pagare in prima persona per i propri errori, il leader del Pdl risponde che "questo dovrebbe accadere già oggi. Non serve cambiare le leggi ma va introdotto anche nella pubblica amministrazione il criterio della meritocrazia che già c'é nel privato". Per diminuire la spesa pubblica "abbiamo capito nei primi cinque anni cosa dovevamo fare - ha concluso Berlusconi - penso che lo potremo fare nei secondi cinque anni se avremo una larga maggioranza".