"Berlusconi potrà contare su ben più di tre deputati"

La parlamentare Udc Paola Binetti: "Sui temi etici e sulle proposte di qualità garantiamo l’appoggio al governo. Anche se Fli non è d’accordo". Sul simbolo unico avverte: "Non lasciamo le nostre radici cattoliche"

Roma - «Berlusconi potrà contare su un appoggio maggiore di tre deputati se porterà in aula progetti di legge di qualità. In questo caso, noi li sosterremo». Paola Binetti, deputata dell’Udc, già ex Pd, è appena arrivata in Transatlantico dalla commissione affari sociali, il luogo dove più di altri il nuovo «terzo polo» potrebbe presentarsi disunito già sul nascere.

Onorevole Binetti, è vero che lei starebbe facendo pressing su Casini per dire sì a Berlusconi?
«No, assolutamente, non faccio pressing».

L’Udc potrebbe offrire appoggio esterno al governo?
«Non mi faccia dire quello che non ho detto. Noi dell’Udc siamo all’opposizione. Ma saremo un’opposizione illuminata».

Si illumineranno anche i finiani? Lei, da cattolica militante, crede nella fusione tra Udc e Fli per creare un nuovo polo di centro?
«Con Fli metteremo in campo convergenze su alcuni obbiettivi, ma ognuno deve mantenere la propria identità».

Nel partito di Fini sono molte le voci laiche, con opinioni divergenti dalle vostre sui temi etici.
«Entrambi, sia Fli che Udc, hanno interesse a mantenere la loro identità, non conviene a nessuno fare diversamente. Altrimenti si ripete lo stesso errore della Margherita con i Ds, se avesse mantenuto le proprio radici, le cose forse sarebbero andate diversamente».

Ma proprio poco fa, nella riunione in corso del terzo polo, è stato deciso di creare un coordinamento dei gruppi e soprattutto di trovare un nome comune.
«Di questo, tra di noi dell’Udc non abbiamo proprio parlato. Forse si sta pensando a un nome diverso per non chiamarlo «polo». I nostri elettori non ci perdonerebbero mai una perdita di identità che per noi ha un esplicito, chiaro e diretto riferimento alle radici cristiane: queste radici sono per noi un valore forte e determinante».

E se anche il simbolo dovesse diventare uno solo?
«Non è immaginabile. Non si può ipotizzare una realtà politica in cui l’Udc perda il filo diretto con la sua storia e i suoi valori».

E in caso di elezioni?
«Si può immaginare un’alleanza ma bisogna valutare. Nessuno di noi, comunque, in questo momento vuole andare al voto».

Parliamo proprio dei temi etici: come affronterete le divergenze con i finiani nella commissione di cui lei fa parte, ma anche in aula?
«Nel Fli ci sono posizioni differenti. Alcuni sono cattolici, altri, come Benedetto della Vedova, sul testamento biologico hanno posizioni molto diverse dalla mia...».

E come troverete un compromesso?
«Noi dell’Udc andremo diritti per la nostra strada, anche se qualcuno nel terzo polo non dovesse essere d’accordo. Oggi ho chiesto che sia calendarizzata la dichiarazione anticipata di trattamento (il testamento biologico, ndr)».

La prima richiesta a Berlusconi?
«Ho chiesto la calendarizzazione perché noi vogliamo davvero che su questo tema in particolare, e sui temi etici in generale, questo governo faccia chiarezza al più presto. Da parte nostra siamo pronti ad assicurare tutto l’appoggio possibile in aula».

Anche se qualcuno del terzo polo non lo dovesse votare?
«Assolutamente sì».

Siete pronti ad appoggiare il governo sui temi etici, e su altri provvedimenti come vi comporterete?
«Daremo appoggio anche su altri temi, se la qualità dei disegni di legge sarà coerente con le linee valoriali dell’Udc. Berlusconi potrà contare su un sostegno molto maggiore di tre deputati, ma dipenderà dalla qualità di ciò che porterà in aula. Non avrà tre deputati in più, ma 85».

Difficile che i finiani appoggino tutti i disegni di legge che appoggerete voi.
«Ho detto quella cifra per intendere un numero ampio. Noi comunque appoggeremo compattamente il governo su proposte per noi meritevoli nel campo del sociale, del lavoro, dei giovani, del sostegno alla famiglia. Se Berlusconi risponderà con i fatti su certi temi sensibili, ci saranno convergenze».