Berlusconi, pranzo con i figli Equilibrio di ruoli nel gruppo

A Villa San Martino mancava solo Luigi, impegnato con l’università. Delineati gli
incarichi futuri ma nessuna divisione del patrimonio

Roma - «Nessun pranzo per dividere l’eredità». Sul punto Silvio Berlusconi era stato piuttosto chiaro già domenica sera, incontrando ad Arcore una ventina di rappresentanti dell’associazione «Donne in libertà» e soffermandosi sulle indiscrezioni di stampa che annunciavano per oggi un faccia a faccia con i tutti e cinque i figli. «È solo - spiegava il Cavaliere - il consueto pranzo del lunedì con i vertici Fininvest che a causa dei miei impegni istituzionali con il premier della Croazia è stato spostato a martedì».

Colazioni di lavoro a cui si presentano sempre Marina e Pier Silvio, e di tanto in tanto anche Barbara, Eleonora e Luigi. La settimana scorsa, per esempio, erano presenti quattro dei cinque figli. Come anche ieri, visto che Luigi non sembra abbia partecipato al pranzo di Villa San Martino perché impegnato con l’università. C’erano, invece, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, Pasquale Cannatelli, amministratore delegato di Fininvest, Bruno Ermolli e Niccolò Ghedini.
Un incontro nel quale si è fatto un primo punto sulle strategie per il futuro, con il Cavaliere che avrebbe assicurato a tutti i figli un ruolo nelle società. Al di là di come si chiuderà la causa di separazione con Veronica Lario, insomma, la divisione dei ruoli tra Marina e Pier Silvio da una parte e Barbara, Eleonora e Luigi dall’altra sarà «equa» e di «comune accordo».

Davvero difficile, invece, che si sia entrati nel merito e nel dettaglio delle decisioni ereditarie, cosa che il Cavaliere continua a considerare prematura. L’importante, avrebbe ripetuto il premier, è che si raggiunga un «equilibrio di ruoli» all’interno del gruppo. Marina e Pier Silvio, infatti, sono già inseriti nelle società con incarichi di responsabilità e continueranno ad averne. Per Barbara, si ragiona in ambienti milanesi, dopo la laurea potrebbe aprirsi una strada in Mondadori; per Eleonora, neolaureata alla St.John’s di New York, si ipotizza un ruolo in Endemol; per Luigi, invece, si profilerebbe un incarico nel Milan o in Mediolanum, la società di gestione del risparmio di cui Berlusconi è socio insieme a Ennio Doris.

Il Cavaliere, però, è «stanco» della «eccessiva enfasi» data dalla stampa alle sue vicende familiari. Perché, spiegava domenica sera incontrando l’associazione «Donne e libertà», è «incredibile» che un normale pranzo di lavoro che si tiene con cadenza settimanale diventi un affare di Stato con «paginate intere» sui giornali. E pure la «mia vicenda coniugale» non ha «niente di strano» eppure sembra diventata una telenovela. D’altra parte, «moltissime storie finiscono ed è accaduto anche a me». E ancora: «Con Veronica non c’è nessuna guerra, è solo un divorzio come tanti altri». Il premier, poi, si dilunga sui figli. Vanno d’accordo, spiega, e con loro «ho un rapporto meraviglioso». Tanto che, aggiunge, «spero di vivere fino a 120 anni per godermi ogni momento con loro». E sono proprio i figli, racconta il Cavaliere, a chiedergli sempre più spesso di «fare un passo indietro» e «ritirarsi dalla politica» alla fine di questa legislatura, così da godersi finalmente un po’ di «meritato riposo».