Berlusconi «prenota» Ronaldinho e affida Moratti ai versi del Pascoli

«Nel 2008 cambierà il regime fiscale del brasiliano...»

da Milano

Notte fonda a Milano, non abbastanza per parlar di calcio. Il Milan ha appena vinto il primo trofeo della stagione, Berlusconi va a tutto campo nel dopo cena. Parla di Milan e di Juve, dell’Inter e cita uno dei primi poemetti del Pascoli, riveduto e corretto («Fate che le braccia ch’ora o poi tenderete ai cugini non sappiano la lotta e la minaccia»), del sogno che poi è sempre lo stesso (leggasi Ronaldinho) e di realtà: campionato o Champions? «Vincere tutto», risposta che non può essere usa e getta. È un’estate diversa, dice. «Non c’è più l’atmosfera negativa dell’anno passato quando abbiamo cominciato con una penalizzazione ingiusta. Stavolta c’è un’ottima aria». Il calcio cambia, forse va cambiato, forse no. «Il calcio è pulito», garantisce. «Non c’è bisogno di svolte. Ci sono stati episodi brutti, pressioni, influenze, non passaggio di danaro. Episodi gravi, non criminosi. Anche a Catania si è esagerato. Storia gravissima, ma poteva capitare pure in una manifestazione politica».
Meglio guardare al futuro. «Ho visto una bella Juve. Il Milan preferisce le sfide con le grandi piuttosto che con le provinciali, alla pari. In provincia basta giocare contro di noi per illuminare una stagione». Poi ci sono i sogni: Ronaldinho, Pato...E l’addio a Sheva. «L’arrivo di Pato chiude il capitolo. So che è addolorato, ma capisco il Chelsea: con quello che l’ha pagato... ». Arriverà Pato: «Se mantiene il 70-80 per cento di quanto che mi hanno raccontato, diventa un altro Kakà. Ha classe, punta al gol senza ghirigori e dribbling inutili. È concreto».
Ma resta l’idea Ronaldinho. «Da quando sono diventato presidente del Consiglio non faccio più trattative. I discorsi con Laporta sono state solo battute. Ma... ». Ma il Milan ha fatto i suoi conti. «Vi ricordo che il prossimo anno cambierà il regime fiscale del brasiliano, perché è in Spagna da cinque anni». E chi vuole intendere... Costerà di più anche al Barça. «Del resto i tifosi mi chiedono sempre tre cose: mandare a casa Prodi, liberarci dai comunisti e prendere Ronaldinho. E io mi sto impegnando in tutte e tre le operazioni».
Intanto c’è Ronaldo al quale hanno trovato una disfunzione tiroidea. «Bravo Milanlab, ma c’è voluto un endocrinologo per scoprirlo». Servirà per un pieno di successi. «Puntiamo a tutto sia per onorare i tornei ai quali partecipiamo, sia per onorare gli avversari. Altrimenti non avrebbe senso giocare». E per smettere di litigare con l’Inter sulla solita querelle: Champions o scudetto? «Per l’Inter ho sempre stima e affetto», garantisce Berlusconi. E se l’Inter non ricambia? Non c’è problema. «L’amore prima o poi viene a galla».