Berlusconi: "Presto misure contro il caro vita"

Il premier, a sorpresa, fa una passeggiata tra le bancarelle del mercato di Campo dei Fiori, a Roma. Controlla i prezzi e dice: "Sono un po' troppo cari, con aumenti fino al 30%. Faremo qualcosa, a partire dagli accordi con la grande distribuzione". Sulla manovra: "Tagliamo le spese, no agli emendamenti"

Roma - Un giro al mercato nei panni di "Mister prezzi". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a sorpresa, decide di fare una passeggiata tra le bancarelle del mercato di Campo dei Fiori, nel centro di Roma, per "riaggiornarsi" sui prezzi dei generi alimentari. Poi interroga i commercianti su quanto costino i pomodori o quanto sia rincarata la carne. Uova a un euro, tra i pochi prodotti che non hanno subito aumenti. I pomodori, da 1,5 a 2,00 euro al chilo, "un po' cari, ma forse sono io che non ho più orecchio sui prezzi", scherza il Cavaliere.

Bagno di folla Tra una bancarella e l’altra, numerosi turisti e molti acquirenti del mercato lo fermano, lo fotografano con il telefonino, gli fanno le richieste più disparate (dal "presidente trovame lavoro" al "mi può raccomandare al Grande Fratello?"). Lui ne approfitta per fare a tutti la lezione di educazione civica che aveva riservato già ieri ai cittadini di Napoli. "Bisogna convincere tutti gli italiani - ha detto il presidente alla piccola folla che si è creata attorno a lui - che le strade e le piazze sono come il giardino di casa, e vanno tenute con lo stesso decoro".

Caro vita, aumenti fino al 30% Poi torna a parlare del carovita: "Dopo questa infornata sui prezzi attuali - spiega alla fine del suo giro - ho verificato che ci sono stati aumenti fino al 30%, che sono l’effetto a cascata dell’aumento del prezzo del greggio, della benzina e dei trasporti". Per combattere l’inflazione il premier ha sottolineato che il governo "sta studiando quali siano le migliori misure da mettere in campo, a partire da accordi con la grande distribuzione". Prima di lasciare Campo dei Fiori, il Cavaliere si ferma ad acquistare gli immancabili ciondoli di vetro di murano, che "regalo - ha spiegato - a tutti i bambini delle scuole elementari e delle medie che vengono a trovarmi".

Tagli alle spese, no agli emendamenti "Noi abbiamo deciso, visto che dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011, di andare nella direzione dei tagli delle spese inutili, degli enti inutili, dei privilegi, degli sprechi". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un’intervista a Gr Rai "Radio city". "È chiaro - ha sostenuto - che questo comporta sacrifici, ma non, come si è detto, lacrime e sangue, soltanto lacrime". Il presidente del Consiglio ha annunciato che la "finanziaria porterà in parlamento solamente le tabelle dei numeri. Non ci saranno aperture a emendamenti, quindi entrerà in parlamento e vi uscirà così come è stata voluta e ragionata dal governo".

Niente malumori tra i ministri Quanto a eventuali malumori tra i ministri del suo governo per i tagli alle spese, Berlusconi ha detto: "Disdico assolutamente questa leggenda e approfitto per dire che sui giornali da diverso tempo a questa parte leggo sempre notizie in contrasto con la realtà". "È chiaro - ha sostenuto il presidente del Consiglio - che un ministro che deve gestire il suo dicastero preferisce poter spendere piuttosto che preoccuparsi di fare tagli, di imporre sacrifici. Ma è anche chiaro che se non avessimo fatto così, avremmo continuato la politica della ricerca del consenso attraverso l’aumento della spesa, che ci ha portato al 106% del debito pubblico rispetto al Pil e che ha portato i precedenti governi a moltiplicare per otto il debito pubblico dal 1980 in avanti".

Record nei tempi di approvazione Il presidente del Consiglio ha ricordato che "all’interno del Consiglio dei Ministri c’è stato addirittura un record di tempo per l’approvazione del decreto per la Finanziaria: nove minuti e mezzo. C’era stato evidentemente - ha spiegato - un lavoro del ministro dell’Economia e mio con ogni ministro, perché questa finanziaria è rivoluzionaria, perchè non è andata nella direzione di aumentare le spese e quindi le tasse, mettendo le mani nelle tasche dei cittadini. Ricordiamoci la finanziaria di Prodi - ha sottolineato - più di 80 tasse con 36 miliardi di incremento".