Berlusconi: "Prodi chieda scusa"

Il Cavaliere: «Ho lasciato conti con i fiocchi, il governo chieda scusa. L’Unione usa i soldi in modo clientelare, io lavoravo nell'interesse del Paese». La replica: «Dati gravissimi»

Roma - Un fabbisogno dimezzato e un’economia in ripresa: questa l’«eredità coi fiocchi» che il governo di centrodestra ha lasciato agli italiani. La prima uscita politica forte dell’anno nuovo, Silvio Berlusconi la dedica ai dati ufficiali che smentiscono la teoria del buco nei conti pubblici. «Tutti coloro che hanno cercato di lucrare su un disastro che non c’era, ora dovrebbero chiedere scusa agli italiani, per averli ingannati», dice il Cavaliere. Ed osserva come l’appello del presidente Napolitano sulla coesione nazionale «abbia bisogno di verità, e richieda un impegno unitario su basi completamente diverse da quelle finora adottate dall’attuale governo».
È una nota molto dura, quella con cui Berlusconi commenta i dati sul fabbisogno statale resi noti martedì, quasi una requisitoria. Dapprima Prodi e il suo governo hanno ingannato il Paese inventando una catastrofe finanziaria che, alla prova dei fatti, non c’è. Poi hanno rovinato il lavoro fatto dal precedente governo, attuando una politica «più tasse, più spese». La Finanziaria, infine, rischia di dare un colpo ferale alla ripresa. «Gli italiani - osserva l’ex premier - dovrebbero domandarsi perché Prodi abbia varato una finanziaria di guerra da 40 miliardi di euro, che tarperà le ali alla ripresa, mentre per centrare i parametri europei sarebbe stata sufficiente una manovra da 15 miliardi». E la risposta di Berlusconi è questa: «Il mio governo lavorava per l’Italia, mentre Prodi e suoi continuano a voler utilizzare i soldi pubblici per accrescere il predominio dello Stato e la distribuzione clientelare delle risorse».
I risultati di queste politiche già si vedono. Berlusconi rileva come i dati forniti dal Tesoro indichino un calo di due miliardi delle entrate fiscali in dicembre, rispetto allo stesso mese del 2005. Il record di entrate tributarie si concentra infatti nei primi nove mesi del 2006, «grazie alla percezione di un rapporto nuovo, non punitivo, fra fisco e cittadini, un circolo virtuoso che lo stesso Padoa-Schioppa ha riconosciuto, anche se solo in parte». Il peggioramento di fine anno è dovuto all’«effetto choc provocato sui contribuenti dalla Finanziaria - spiega il Cavaliere - e dal dibattito sulle pensioni, che non promette nulla di buono sul fronte della spesa pubblica». La sinistra sta dunque «sprecando la grande occasione della ripresa, mentre il governo di centrodestra, come il “tempo galantuomo” dimostrerà - osserva il cavaliere riferendosi alla frase di Giulio Tremonti - aveva posto le premesse per un miglioramento strutturale del sistema». In serata arriva la replica di Romano Prodi: «I dati con cui siamo entrati al governo del Paese erano e sono gravissimi». Il premier ha parlato di un «fabbisogno estremamente elevato» ereditato dal governo Berlusconi. «Il bilancio - ha continuato - aveva distrutto ogni avanzo primario e quindi partiamo veramente da situazioni complesse. Mi pongo un problema molto più serio - ha detto Prodi -: se questo è seguire il consiglio del Capo dello Stato di avere un dibattito politico serio, finalmente, in questo Paese». E poi su Berlusconi che aveva «suggerito» al premier di chiedere scusa agli italiani, da Prodi arriva solo una battuta: «Mi sembra di aver risposto su chi deve chiedere scusa».
Ma ad attaccare il premier e il suo governo sulla politica economica non è stato solo Berlusconi. Quelle dell’ex presidente del Consiglio sono «parole sacrosante», commenta il portavoce di Alleanza nazionale, Andrea Ronchi. «Non serviva una manovra di tasse, che rischia di bloccare ogni positivo andamento dell’economia italiana», aggiunge Gianni Alemanno. Per Altero Matteoli, presidente dei senatori di An, «questa Finanziaria era e resta ingiustificabile; alla luce dei dati, Prodi e il suo ministro dell’Economia hanno mentito. Mi chiedo - aggiunge - come si possa immaginare di intraprendere con loro un serio dialogo sulla legge elettorale e le riforme istituzionali». Secondo il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, «Prodi raccoglie i frutti di ciò che ha ben seminato il precedente governo». Cesa si chiede inoltre se le «previsioni sballate» fornite nei mesi scorsi dal governo siano state strumentali o frutto di errori. Comunque sia, Fabrizio Cicchitto (Forza Italia) sollecita Padoa-Schioppa a porgere le scuse a Berlusconi e Tremonti.
Il pericolo ulteriore è che il centrosinistra - come dimostra il dibattito di maggioranza sulle pensioni - abbia ora la tentazione di aprire ancor più i cordoni della Borsa, dopo che il 2006 ha fatto segnare il record assoluto di spesa pubblica corrente (il 44,5% del pil). Lo sottolinea Maurizio Sacconi, intravedendo «una gran voglia di maggiori spese, tanto quanto l’economia avrebbe bisogno di minori tasse». Le previsioni sulla crescita economica del 2007 sono infatti decrescenti rispetto al 2006 a causa, rileva l’esponente azzurro, della maggiore pressione fiscale provocata dalla legge finanziaria.