Berlusconi-Prodi, due sfide tv in prima serata

Nelle altre tre trasmissioni Fini, Casini e un leghista per il centrodestra, Fassino, Rutelli e Bertinotti per l’Unione

Gian Maria De Francesco

da Roma

Parità di condizioni, ma con giudizio. Ieri la Commissione di Vigilanza sulla Rai ha approvato il regolamento di attuazione della par condicio nella tv pubblica. Il centrodestra è riuscito a evitare derive autoritarie nell’applicazione delle normative che regolano le apparizioni televisive dei candidati premier e dei leader di partito. E, soprattutto, non ci sarà un «manuale del bravo presentatore» a bloccare le iniziative dei giornalisti. E sempre a proposito di anchormen: non ci sarà il ritorno in video di Michele Santoro come orchestratore dei dibattiti, ma anche il ruolo di Bruno Vespa, in queste prime ore, sembra a rischio. Ecco, in sintesi, le principali novità.
Faccia a faccia. L’articolo 10 del regolamento prevede che la Rai nelle ultime quattro settimane precedenti il voto «negli abituali programmi di approfondimento informativo» (Porta a porta, Ballarò, Alice) trasmetta cinque conferenze-dibattito. Il primo (tra il 12 e il 19 marzo) e l’ultimo appuntamento (dopo il 3 e prima del 7 aprile) saranno dedicati al confronto tra il candidato premier della Cdl, Silvio Berlusconi, e quello dell’Unione, Romano Prodi. Negli altri tre si confronteranno gli altri leader del centrodestra (Fini, Casini e la Lega) contro un trio probabilmente composto da Fassino, Rutelli e Bertinotti. Le coppie sono tutte da formare e saranno sorteggiate così come al caso sarà affidata la presenza di due giornalisti che saranno estratti da un elenco di tre nominativi presentato dai politici. Le conferenze dureranno un’ora e un quarto dalle 21 alle 22.30 e saranno trasmesse da Raiuno. Le tv private potranno trasmetterle in contemporanea a patto di riprendere l’intero ciclo.
Il caso Vespa. Il moderatore dei «faccia a faccia» dovrà essere un giornalista Rai che dovrà garantire un rigoroso rispetto dei tempi. Anche le domande non potranno durare più di 30 secondi, ma non ci sarà un confronto «all’americana» con domande uguali per tutti come previsto dal testo originario del presidente della Commissione Gentiloni. E non ci sarà neanche il divieto per appunti e schemi come auspicato dal senatore Falomi con un apposito emendamento. Sulla qualifica di «giornalista Rai» lo scontro sull’ideatore di Porta a porta si è acceso. Per Enzo Carra della Margherita dovrà essere il cda della Rai a esprimersi non essendo Vespa un interno, mentre per Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in commissione, il problema non si pone perché risulta che il giornalista «sia legato alla Rai da un contratto di esclusiva». Giovanni Floris e Anna La Rosa, intanto, puntano anche loro alla conduzione del big match.
Il caso Santoro. Nei programmi dedicati ai rappresentanti delle liste e delle coalizioni sono «escluse le persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti per il ruolo che ricoprono o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno». La norma esclude il giornalista Michele Santoro, dimessosi recentemente da europarlamentare, che vuole far valere la sentenza di reintegro nei ranghi Rai dove viene difeso dai consiglieri di centrosinistra.
Conferenze stampa. Il regolamento della Commissione prevede un ciclo di dodici conferenze stampa con i rappresentanti nazionali di lista a cura dei Servizi Parlamentari della Rai che sarà concluso dal presidente del Consiglio. «Il centrosinistra - ha detto al Giornale il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa - non ha avuto di che lamentarsi perché con questo ciclo di trasmissioni avrà una notevole visibilità. Con questa pace cimiteriale prevalgono gli apparati della sinistra».
L’Authority tlc. La Commissione servizi e prodotti dell’Autorità ha varato ieri un atto di indirizzo che regolamenta il periodo preelettorale: tg e programmi di approfondimento dovranno riequilibrare immediatamente le presenze dei leader politici prima della convocazione dei comizi elettorali. Nelle altre trasmissioni andrà evitata la presenza ingiustificata dei politici e non ci dovranno essere blitz video e audio, ossia interventi non preannunciati. Previste sanzioni pecuniarie fino a 250mila euro per le violazioni. Oggi l’Authority si esprimerà sull’applicazione del regolamento emanato ieri dalla Vigilanza Rai.
Cda Rai. Si è aggiornato a oggi il consiglio della Rai che deve deliberare sull’applicazione immediata della par condicio, caldeggiata dai consiglieri di centrosinistra. Sulla base del regolamento emanato dalla Vigilanza si prenderà una decisione e si valuterà la posizione di Vespa.