Berlusconi promette un Dpef «snello e asciutto»

da Roma

Ultime battute per il Dpef. Il documento di programmazione economica e finanziaria che contiene le previsioni macroeconomiche e gli obiettivi del governo per il quadriennio 2006-2009 sarà presentato domani al Cipe e al Consiglio dei ministri. Non ci sarà quindi il vertice tra i ministri annunciato da indiscrezioni nei giorni scorsi. Ieri il documento è stato illustrato ai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni mentre oggi toccherà alle parti sociali. Non resta tempo per un’altra riunione, magari con l’obiettivo di integrare il Dpef con le indicazioni provenienti dai dicasteri di spesa, come avevano auspicato alcuni ministri convinti che la bozza trasmessa dal ministero dell’Economia a Palazzo Chigi sia troppo snella.
Il governo ha deciso di optare per una versione minimale del documento, quella che contiene gli impegni presi con Bruxelles sulla diminuzione del deficit e poco più, come ha confermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrando i rappresentanti delle autonomie locali. Il Dpef «coincide con il programma di stabilità» europeo ed è per questo «snello e asciutto», ha detto il premier. Berlusconi ha ricordato che l’Ecofin ha accolto il piano di rientro del deficit in tre anni e ha sottolineato che tale percorso è considerato «fattibile» da parte del governo. A Regioni ed enti locali che hanno lamentato «la mancanza di un confronto reale» ha risposto Siniscalco precisando che il Dpef mira solo ai saldi. Il confronto vero riprenderà a settembre quando sarà presentato un documento sugli obiettivi di competitività fissati dalla strategia di Lisbona e poi durante l’iter della Finanziaria 2006.