Berlusconi pronto al duello in tv con Prodi

Diaco e Floris: «Possono venire da noi»

Anna Maria Greco

da Roma

Silvio Berlusconi e Romano Prodi si sfideranno in un duello televisivo per le elezioni del 2006. Il premier annuncia a Panorama di essere pronto al confronto mediatico con il candidato dell’Unione a 10 anni da quello doppio, su Rai e Mediaset, cui seguì la vittoria dell’Ulivo. Un modo anche per far sapere ai centristi della Cdl e altri critici che la sua leadership del centrodestra non è in discussione.
«È un impegno che prendo fin da ora: se si adottano regole simili a quelle di Cernobbio, sono pronto ad affrontare Prodi in qualsiasi faccia a faccia televisivo».
«Finalmente! - risponde subito il Professore -. Sono mesi e mesi che lo sollecito».
Il Cavaliere accetta dunque il faccia a faccia con Prodi, sempre che le prossime primarie non mettano in crisi il Professore. Non si ritrae come nel 2001, quando aveva di fronte Francesco Rutelli, ma pone precise condizioni per garantire massima imparzialità allo show d’informazione politica. Berlusconi ha da poco visto in televisione il confronto tutto tedesco tra Gerard Schröder e Angela Merkel e ricorda quello in Usa tra George W. Bush e John Kerry dell’autunno scorso: sono i modelli da seguire. Un buon esempio può essere anche quello recentissimo al seminario economico di Villa d'Este, a Cernobbio, al termine del quale il capo del governo e il leader dell'opposizione hanno risposto alle domande dei giornalisti, ma in tempi sfalsati. È stata qualcosa di simile ad una prova generale, con tanto di stretta di mano finale e sorrisi ampi dei due contendenti. Stavolta, però, il Cavaliere accetta un vero e proprio botta e risposta. «A me basta - dice al settimanale in edicola oggi - che ci si attenga allo spirito di tutti i duelli elettorali seri: stesso tempo per entrambi, domande concrete, imparzialità del moderatore e nello studio. Vedrete che è un vantaggio per gli elettori che sono stufi delle risse e vogliono capirci qualcosa prima di dare il voto».
Il premier spiega che nel 2001 non è stato disponibile al confronto con Rutelli perché la situazione era diversa. «Quelli erano agguati organizzati con finti moderatori e pubblico lottizzato. Non confronti civili come in tutte le democrazie: penso al duello tra Schröder e la Merkel, nel quale i tedeschi hanno potuto valutare le ragioni del cancelliere e della sfidante. O ai confronti tra Bush e Kerry».
Anche Prodi sfoggia grande sicurezza e rilancia: «Berlusconi - commenta il leader del centrosinistra, da Perugia - si è dichiarato pronto. Spero a più confronti». Ma quando i giornalisti gli chiedono se è disponibile ad un faccia a faccia in qualsiasi trasmissione, Prodi risponde con un gesto che equivale ad un no. Poi traduce: «Sarà deciso nei modi dovuti».
Dove avverrà il duello mediatico è ora la domanda? Chi si aggiudicherà il succulento appuntamento che peserà sulla consultazione dell’anno prossimo? Le candidature non mancano e mentre Bruno Vespa ed Enrico Mentana per ora tacciono, si fanno avanti Giovanni Floris e Pierluigi Diaco. Il primo ha appena moderato l'incontro-intervista tra Prodi e i partecipanti all'Assemblea dell'Onu dei popoli, organizzata dal movimento pacifista e offre Ballarò di Rai3, fin dalla prima puntata del 20. «Sarebbe un onore - dice - ospitare un confronto che non può che essere un bene per la politica italiana». Propone quel che chiede Berlusconi: regole all’americana, sullo stile dei confronti tra Bush e Kerry, «chiare e trasparenti, parlando di tutto». Anche il conduttore di Rainews 24 ribadisce la sua disponibilità, spiegando che invece lui il confronto televisivo tra Prodi e Berlusconi lo farebbe su «un tema concreto, che incide profondamente sulla vita di milioni di giovani italiani: la flessibilità nel mondo del lavoro». Per Diaco la sua trasmissione Rai 21.15 sarebbe il luogo ideale per ospitare il duello. «Ma sarebbe utile - aggiunge - più di un dibattito su temi specifici, come avviene tradizionalmente negli Stati Uniti».