Berlusconi: "Putin ha le sue ragioni"

Per l'ex premier il numero uno del Cremlino è impegnato nel tutelare il passaggio dal totalitarismo alla democrazia

Roma - Ventiquattro ore a San Pietroburgo. Per un incontro informale con l’«amico» Vladimir Putin, tra un torneo di full contact dal nome evocativo (Russia contro Stati Uniti) cui assistono insieme all’attore belga Jean-Claude Van Damme e una passeggiata a sera tardi nella capitale degli zar, con sosta all’italianissima Enoteca divina per un sorso di Brunello di Montalcino e qualche foto con un gruppo di turisti. Poi, notte nel suggestivo complesso del palazzo Kostantinovskij di Strelnya, sul golfo di Finlandia, e di nuovo in aereo con destinazione la Sardegna. Ventiquattro ore in cui Silvio Berlusconi e il presidente russo riprendono le fila di un rapporto che non si è mai incrinato da quando nel 2001 il Cavaliere contribuì all’argamento del G7 (da allora G8) all’ex Unione sovietica. Al punto che il giorno dopo la manifestazione di Mosca degli oppositori del Cremlino culminata nei violenti scontri tra polizia e oppositori, il leader di Forza Italia si fa ancora una volta «ambasciatore» di Putin, come già accadde nel 2003 al vertice di Roma quando lo difese dalle domande troppo incalzanti di un giornalista francese sulla guerra in Cecenia.
La Russia, spiega Berlusconi prima di lasciare San Pietroburgo, «crede nella democrazia». E «a chi vuole sostenere» che quella delle ex Repubbliche sovietiche sia «una democrazia minore», l’ex premier risponde di «non avvertirne francamente i sintomi». Inomma, l’idea che si è fatto il leader di Forza Italia dopo la serata passata con il dorogoj Vladimir è che «il caso si è gonfiato molto». «Io - dice Berlusconi - posso riferire quanto mi ha detto il presidente russo. E cioè che nell’approssimarsi delle elezioni l’opposizione tenta di farsi promozione». E ancora: il leader del Fronte civile Kasparov - che «nel suo schieramento accoglie anche il Partito Bolscevico che è ai limiti della legalità» - aveva promosso, «si dice con intenti provocatori», una manifestazione «in strade che il Comune non aveva concesso per ragioni di traffico», che probabilmente in altre zone della città sarebbe potuta essere «liberissima». E che comunque non ha coinvolto in totale «più di 700 persone». Mentre nella stessa Mosca «erano in 15mila a dimostrare a favore del governo». Poi, una battuta: «Gli ho dato il dvd con la manifestazione dell’opposizione italiana che il 2 dicembre ha radunato a Roma due milioni di persone. E gli ho detto: “Ecco, di questi dovresti preoccuparti...”». Secondo il Cavaliere, dunque, «la Russia ha in Putin una guida molto positiva» perché «bisogna interpretare il passaggio dal totalitarismo alla democrazia alla luce di quello che esiste».
Il Cavaliere torna poi sulla liberazione di Mastrogiacomo, questa volta con toni più critici del passato. Perché, dice, «è stata ottenuta con modalità che il nostro governo non ha mai praticato nei casi di ostaggi» stabilendo «un precedente negativo e pericoloso». Prima di prendere il volo, Berlusconi si sofferma sull’accoglienza all’incontro di full contact. «Quando hanno annunciato la mia presenza, ho avuto una standing ovation», dice ridendo. Per questo Putin «mi ha proposto la candidatura alla sua successione per il Cremlino». L’ha molto colpito anche palazzo Kostantinovskij. Al punto di volerci tenere «un prossimo vertice di Forza Italia». «Ha 20 dacie - scherza - 19 per i capi delle regioni italiane e una per la presidenza del Partito».
Poi, via sull’aereo privato. Con una promessa. A breve «vedrò» anche George Bush: o «a giugno» quando verrà in Italia per incontrare il Papa «oppure prima negli Stati Uniti».