Berlusconi al Quirinale: "Il governo va avanti" Bocchino: "Presto determinati anche al Senato"

Il premier sale al Quirinale insieme a Letta. Dopo un colloquio di 40 minuti rientra a Palazzo Grazioli: a Napolitano ha assicurato che la maggioranza ha i numeri per proseguire. Bocchino: "Nel tempo arriverà nel
nostro gruppo qualche altro senatore, il Cavaliere non attrae più"

Roma - Circa quaranta minuti di colloquio al Quirinale. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è salito al Colle insieme al sottosegretario Gianni Letta per incontrare il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Al termine dell'incontro il premier è subito rientrato a Palazzo Grazioli.

"Il governo va avanti" Il governo va avanti. Silvio Berlusconi sale in mattinata al Colle per fare il punto della situazione dopo la fiducia incassata nei due rami del parlamento. Il Cavaliere, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, avrebbe rassicurato il presidente della Repubblica che la maggioranza ha i numeri per completare la legislatura come dimostrato dal voto alla Camera e al Senato. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a quanto si apprende è presumibile che abbia riaffermato quanto sostenuto sin dall’inizio dell’estate, e cioè che la stabilità deve essere sempre coltivata e perseguita con convinzione e atteggiamenti responsabili. 

Bocchino: "Fli è al 7 per cento" "I sondaggi di cui siamo in possesso noi che sono di Mannheimer e Crespi ci danno sopra al 7% e ci soddisfano perché stiamo parlando di un soggetto politico che deve ancora nascere". Ai microfoni di Sky TG24 il presidente dei deputati di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, spiega che i finiani sono "determinanti alla Camera e lo saremo tra breve anche al Senato perché nel tempo arriverà nel nostro gruppo qualche altro senatore". "Il movimento di uscita dal Pdl andrà vanti per tutta la legislatura perché lo scontento all’interno di quel partito e dei gruppi parlamentari è altissimo", continua Bocchino secondo il quale "mentre Berlusconi fino al’altro ieri Berlusconi aveva una capacità attrattiva perché voleva far proseguire la legislatura". "Oggi il rischio è che Berlusconi e Bossi portino il paese al voto a marzo e molti parlamentari guardano con maggiore interesse chi come Fini e Casini vuol far durare la legislatura magari facendo degli interventi sulla legge elettorale".