Berlusconi rafforza il pacchetto anti-crisi Asse Sarkozy-Merkel: "Superare Maastricht"

Gli interventi di Palazzo Chigi: <strong><a href="/a.pic1?ID=308976">misure a sostegno delle imprese</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=308981">nuove infrastrutture e meno burocrazia</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=308982">aiuti alle famiglie</a></strong> e <strong><a href="/a.pic1?ID=308980">sostegno ai lavoratori</a></strong>. Bonanni: <strong><a href="/a.pic1?ID=308973">&quot;Il no di Epifani è politico&quot;</a></strong>. Oggi l'Ue vara i primi interventi: <strong><a href="/a.pic1?ID=308992">&quot;Abolire Maastricht per almeno due anni&quot;</a></strong>

Roma - Lo sciopero annunciato dalla Cgil resta «un errore», anche se nella riunione con le parti sociali di lunedì sera «ho avuto risposte positive» e «ho segnato alcuni suggerimenti da prendere in considerazione». Davanti all’assemblea degli industriali di Roma, Silvio Berlusconi sottolinea ancora una volta la necessità di affrontare la crisi con ottimismo perché «il coraggio, la volontà e la speranza possono farci uscire in fretta» dalla bufera economica. Ma cerca anche di tenere aperto un canale con i sindacati, consapevole che in un momento tanto delicato se davvero la Cgil decidesse di fare un passo indietro sulla mobilitazione del 12 dicembre ne verrebbe a guadagnare tutto il Paese.

D’altra parte, il Cavaliere è intenzionato a fare di tutto per cercare di rafforzare il pacchetto anti-crisi che arriverà venerdì in Consiglio dei ministri, ben conscio che le previsioni per il 2009 non sono affatto incoraggianti. La tentazione del premier, infatti, resta sempre quella della detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi che, spiegava ieri il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, «è attualmente allo studio». Anche se ieri sera, durante la riunione di maggioranza a Palazzo Chigi, il premier avrebbe definito «non sostenibile» l’intervento sulle tredicesime. E anche se, fanno sapere da via XX Settembre, difficilmente sarà possibile far tornare i conti con un rapporto tra deficit e Pil che viaggia verso il 3%. Sempre ieri sera a questo proposito Berlusconi ha annunciato che il governo non intende «approfittare» della maggiore flessibilità del patto di stabilità europeo: «Bisogna ridurre il debito indipendentemente da Maastricht. Dobbiamo scendere sotto il 100% del Pil per avere la certezza di collocare i nostri titoli del debito pubblico a tassi non superiori a quelli di altri Paesi».

Il punto ora sta nel verificare quali misure a favore di famiglie e imprese siano effettivamente fattibili e dove sia poi possibile reperire le risorse, visto che Giulio Tremonti non ha mai nascosto le difficoltà del momento. Non a caso, più d’un ministro teme brutte sorprese dal pacchetto anti-crisi.

Parlando agli industriali, Berlusconi indica in 16,6 miliardi le risorse che il Cipe di venerdì destinerà agli investimenti in infrastrutture, una delle misure per uscire dalla crisi. E spiega che il governo sta studiando la possibilità di «detrarre punti Irap dall’Ires». Ma, ribadisce il premier, tutti questi sforzi «non sono risolutivi» senza un «clima generale di ottimismo». «Se tutti mettessimo in campo lo stesso ottimismo - spiega - potremmo guardare con più sicurezza al futuro». Anche perché «l’Italia può essere più ottimista di altri Paesi» visto che nonostante il piano del governo in difesa del sistema bancario «non c’è stato un solo istituto che ha chiesto l’intervento dello Stato» a dimostrare che il nostro sistema di credito «è solido». Ma, aggiunge, «se le banche devono continuare a fare le banche» anche i cittadini devono fare la loro parte. Va mantenuta, insomma, «la stessa volontà di consumare» altrimenti «ci si avvita nella crisi». Perché se le imprese ridurranno la produzione, «una parte dei lavoratori sarà messa in cassa integrazione e le famiglie consumeranno ancora meno». Un «avvitamento negativo», ribadisce. Per questo sottolinea la necessità di avere «una visione positiva del futuro» e torna a raccontare la storia del vecchio e della montagna delle sventure che - è il senso della metafora - a furia di chiamarle alla fine arrivano.

Sempre sul fronte economico, il governo ha deciso di «rendere strutturale per le imprese la detassazione dei premi di produttività». L’esecutivo, poi, attende buoni risultati sul fronte della lotta all’evasione fiscale. «Grazie al sistema del federalismo fiscale - dice Berlusconi davanti alla platea dell’Unione industriali di Roma riunita a Cinecittà - i contribuenti presenteranno la dichiarazione direttamente al loro Comune di appartenenza, un luogo dove il loro stile di vita è bene conosciuto. Così speriamo che si facciano delle dichiarazioni dei redditi non lontane dalla verità».