Berlusconi regala Abbiati e la Juve dribbla Preziosi

Giraudo: «Dal presidente del Consiglio un atto di grande lealtà». Ma il Genoa ha cercato di bloccare la trattativa

Alessandro Parini

da Torino

Uno che esordisce in serie A il giorno 17 non può non ritenersi fortunato. Gennaio 1999, Milan-Perugia, Sebastiano Rossi espulso e Christian Abbiati in campo, allenatore Zaccheroni: la storia comincia da lì e, per un po’, è stata una bella storia. Al punto che la fortuna sembrava volergli essere compagna di vita: pochi giorni dopo aver esordito nella massima serie, Abbiati giocò infatti al Lotto la data del debutto, quasi per sfidare la sorte: manco a dirlo, l'1 e il 17 uscirono sulla ruota di Milano e, con diecimila lire di puntata, il nuovo numero uno rossonero vinse due milioni e mezzo di lire. Non male, insomma, soprattutto per una ragazzino alle prime armi.
Quella stessa fortuna, dopo averlo abbandonato per un po’, sembra adesso essersi di nuovo ricordata di lui. Aveva deciso di lasciare il Milan, Abbiati, perché voleva giocare e non sentirsi più il secondo di nessuno. Di Dida in particolare. La piazza di Genova sembrava l’ideale: squadra appena promossa e ambiziosa, poca concorrenza interna, tifosi pronti a portarlo in trionfo. Poi però è successo il patatrac: Preziosi e Capozzucca, la combine con il Venezia, la squadra retrocessa in C1. Intanto Buffon, affrontando proprio il Milan, si lussa la spalla destra in uno scontro con Kakà e finisce sotto i ferri: operato ieri, il portiere della Nazionale starà fuori almeno tre mesi. Berlusconi, a quel punto, decide di fare anche la campagna acquisti della Juve, Abbiati drizza le antenne e il gioco è fatto: prestito per un anno, i bianconeri hanno un nuovo portiere. Giraudo gongola: «Un chiaro segnale del mondo del calcio, la sintesi di quei valori di amicizia e lealtà sportiva che dovrebbero sempre contraddistinguere lo sport a ogni livello pur in presenza di una forte e sana rivalità sul campo. Desidero pertanto ringraziare ufficialmente Silvio Berlusconi per un gesto che, da uomo di sport, considero di grande valore simbolico». Prosit, allora, anche se non risultano gesti di tale nobiltà per altri avversari: Buffon può guarire tranquillo, Abbiati si prende una maglia da titolare 32 (guarda caso ieri, 17 agosto...) e si prepara a esordire da campione d’Italia e a dare l’assalto all’Europa. Poi, a fine stagione, si vedrà. Ieri, per portarsi avanti con il lavoro, era già a Torino e ha pranzato con Moggi e Capello (il diggi juventino ha preso anche dal Toro Balzaretti, classe ’81, a parametro zero).
Classe 1977, figlio di portieri nel senso di portinai, Abbiati vive ad Abbiategrasso a una ventina di chilometri da Milano: Torino non è poi così distante, al punto che potrebbe anche fare avanti e indietro senza obbligare sua moglie e la piccola Giulia a trasferirsi. Carattere schivo, grande amico di Coco ma anche di Gattuso, Brocchi e Ambrosini, con i quali possiede una nota discoteca a Milano, sembrava dovesse essere il presente e il futuro del Milan: Ancelotti però, a partire dal 2002-03, gli preferì Dida e da quel momento in poi divenne quasi impossibile fargli cambiare idea fino a quando, al termine della passata stagione, lo stesso Abbiati decise di chiedere a Galliani la possibilità di andare altrove per giocare. Detto della parentesi del Genoa (Preziosi ha cercato di ostacolare il passaggio, una brevissima mossa subito rientrata), in suo «soccorso» è arrivato Buffon con l’infortunio alla spalla. Curiosamente, lo stesso Buffon gli aveva aperto le porte della Nazionale rompendosi un dito pochi giorni prima di partire per gli Europei del 2000: la chiamata di Zoff arrivò puntuale e lui si ritrovò vice-Toldo e vice-campione europeo. Poi, nel 2002, anche l’avventura ai Mondiali di Giappone-Corea prima di andare incontro, in maniera un po’ inaspettata, a tre stagioni difficili. Adesso, con la maglia numero 32, una nuova avventura ai massimi livelli: «Sono pronto, onorato di quello che andrò a fare. Affrontare il Milan non sarà un problema: è da tanto tempo che non vesto la maglia rossonera. Ho solo voglia di scendere in campo». Difficile lo faccia già sabato sera, nella Supercoppa contro l’Inter: probabile esordisca a Barcellona, il 24, quattro giorni prima dell’inizio del campionato. Altri numeri da giocare al Lotto: prego, si accomodi.