Berlusconi: «Ricardo esempio per i giovani»

da Milano

Il consenso è unanime, Kakà è il migliore e ha meritato il trofeo individuale più ambito. Ed è proprio il presidente rossonero Silvio Berlusconi a tessere l’elogio del «suo» ragazzo: «Kakà è un esempio soprattutto per i giovani, perchè siano non solo bravi e talentuosi, ma anche portatori di valori di rispetto verso gli avversari, di capacità, generosità e sacrificio per il gruppo. Il nostro prossimo obiettivo è avere altri campioni che nel campo rappresentino ciò che noi pensiamo debbano essere dei giocatori di calcio: un esempio per tutti».
«Il principe diventa re», titola l’home page del sito del Milan e il miglior riconoscimento dei compagni arriva proprio da uno che il Pallone d’oro lo conosce bene, Ronaldo: «È una soddisfazione incredibile, particolare. Lui deve festeggiare, celebrare, dedicare ai suoi colleghi, a chi l’ha aiutato, è una soddisfazione unica come vincere la Champions, come vincere il Mondiale. È un premio individuale, però noi compagni siamo orgogliosi di aver aiutato Kakà in questa conquista». Tra le tante voci di plauso, una leggermente stonata arriva da Roma ed è l’allenatore Luciano Spalletti ad evidenziarla: Kakà ha meritato, però... «Per quel che ha fatto Kakà, è un riconoscimento meritato», ha detto il tecnico giallorosso. «È un giocatore che segna e fa segnare, sempre disponibile. Per gli ultimi due anni, lo merita. Ma anche a Totti non manca nulla per vincere il Pallone d’oro. Il decimo posto nella classifica mi sembra ingeneroso: soprattutto guardando ai numeri dei gol di Francesco e alla loro qualità. Conta la Champions? Credo che alla fine si debba leggere la classifica per vedere il rendimento in tutta la stagione, soprattutto quando uno produce quantità e numeri».
Ma è chi gli è stato vicino tutta la giornata, Adriano Galliani che può a buon diritto dire la sua. «Ebbene sì, riesco ancora ad emozionarmi», afferma l’ad rossonero. «Dopo 22 anni di vittorie e ben 7 palloni d’oro rossoneri, mi venivano le lacrime agli occhi quando ho dovuto parlare di Kakà, esaltarne le doti, l’umiltà, la generosità, la fede e l’amore per la famiglia, il sentimento che è il suo cordone ombelicale con tutto quanto gli gira attorno. E stiano pur tranquilli i tifosi: Kakà non si muoverà dalla sponda rossonera di Milano. La sua è una storia fantastica, un’esperienza che ne fa il numero uno del mondo e, proprio per questo, resterà, spero a vita, nel Milan».\