Berlusconi risale sul predellino "Bugie sull’Ici, non tornerà più"

Il premier mette a tacere le voci
di un ritorno del tributo abolito
dal suo governo: "La casa
è un bene primario. Siamo
al festival della menzogna". Bagno di folla per il Cavaliere, che ripete il gesto di San Babila

da Roma

«La casa è un bene primario per ogni famiglia italiana. Abbiamo tolto l’Ici e non ci sarà nessun’altra imposizione». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha voluto fare definitivamente chiarezza sulla riforma federale del fisco spiegando che non ci sarà una reintroduzione in altre vesti dell’imposta comunale sugli immobili, appena abolita.
L’occasione per smentire le ipotesi apparse sugli organi di stampa è stata fornita dalla consueta passeggiata pomeridiana per lo shopping nelle vie del centro di Roma. «Siamo davvero al festival della menzogna», ha aggiunto il premier riferendosi alle interpretazioni giornalistiche della bozza messa a punto dal ministro della Semplificazione Calderoli insieme con il ministro per gli Affari regionali Fitto.
Come ha precisato lo stesso premier in un’intervista all’Unione Sarda in edicola oggi: «Se il 67% degli italiani approva l’operato del premier, è perché Silvio Berlusconi mantiene la parola data. Le promesse che avevo fatto durante la campagna elettorale sono state tutte mantenute». Analoga soddisfazione è stato espressa per il via libera Ue alla normativa sulle impronte digitali. «La sinistra ha fatto di tutto per ostacolarci - ha detto - ma alla fine tutte le menzogne sono state smascherate». A questo proposito, ha ripetuto che «la riforma della giustizia camminerà di pari passo con quella del federalismo fiscale, come abbiamo concordato con i nostri alleati».
Il federalismo, tuttavia, non è stato l’unico argomento sul quale il Cavaliere abbia cercato di dissipare qualsiasi dubbio. Berlusconi ha voluto puntualizzare anche quale sia lo stato dell’arte su un eventuale allargamento del costituendo Popolo della libertà alle forze che ne sono rimaste finora fuori come l’Udc e La Destra. «Semplicemente, il problema non è mai stato posto sul tavolo da nessuno», ha affermato riferendosi alla riunione tra i vertici di Forza Italia e di Alleanza Nazionale svoltasi giovedì sera a Palazzo Grazioli.
Secondo Berlusconi, pure nella questione dei rapporti tra Pdl e Udc la stampa sarebbe giunta a conclusioni affrettate. Chiusura? «Non è detto. Tutto quello che è stato scritto non corrisponde al vero perché io non ho mai partecipato a nessuna riunione in cui si sia parlato di questo», ha precisato il premier. L’inclusione dei centristi nel nuovo progetto, però, probabilmente resterà argomento di dibattito considerate le diverse sfumature che le parole dei leader Pdl hanno evidenziato.
D’altronde, lo stesso Berlusconi è fautore di una libera dialettica. «La libertà di pensiero e di opinione è un principio liberale che ho sempre considerato intangibile e per il quale mi sono sempre battuto e mi batterò», ha dichiarato ancora all’Unione Sarda. «Quelli che volevano la Chiesa del silenzio si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri», ha aggiunto.
«Nessun esponente del nostro schieramento politico - ha chiosato - si è mai sognato di mettere in discussione la libertà di espressione sui fatti politici da parte dei rappresentanti della Chiesa. Né mai lo farà». Il presidente del Consiglio, che oggi sarà a Cagliari per assistere alla visita pastorale di Papa Benedetto XVI ha espresso profonda gratitudine «al Pontefice e ai vescovi per i suggerimenti e l’incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del mandato di governo». Allo stesso modo, ha ribadito «che il G8 2009 si svolgerà alla Maddalena, ma tutto dipende dai lavori in corso». Non escluse per ora alternative.
La passeggiata romana di ieri pomeriggio ha riservato un’altra sorpresa. Berlusconi ha ripetuto il gesto di piazza San Babila a Milano dello scorso novembre salendo sul predellino della propria auto per salutare la folla di curiosi e simpatizzanti che lo attornia ad ogni uscita.