Berlusconi: dopo il sì degli alleati il partito unico è ormai una realtà

Fabrizio de Feo

da Roma

Il partito unitario? Un antidoto e un’áncora contro il rischio di «una deriva illiberale» ormai pronto a «diventare una realtà». Silvio Berlusconi, ospite di Ferdinando Adornato e del seminario organizzato dal Gruppo di Todi, dispensa entusiasmo a piene mani, apre all’ipotesi delle primarie per la scelta del leader del partito unico e rilancia il progetto politico della casa comune del centrodestra. «Credo che siamo sulla buona strada. Stiamo facendo dei passi in avanti. Ho davvero il cuore pieno di gioia nel sentire che i partiti importanti della Cdl hanno detto sì all’assemblea costituente del partito unitario».
Il presidente del Consiglio si rivolge ai suoi alleati muovendosi tra auspici e certezze e lanciando un invito preciso. «Io mi aspetto che anche il Nuovo Psi possa venire da noi», dice. «Davvero non riesco a credere che chi ha subito tante traversie nella sua storia recente causate dalla sinistra con il suo braccio operativo della giustizia, possa stare con loro». Poi il discorso si sposta verso i centristi di Follini: «Mi compiaccio anche per la comunicazione arrivata dall’Udc, che attraverso il suo inviato ufficiale, ha dichiarato di aderire alla Costituente. Il clima è molto migliorato tra tutte le componenti della Cdl. Questo è l’ultimo passo per dare il via a quel progetto unitario indicato questa mattina da Adornato».
Per quanto riguarda Forza Italia, Berlusconi non ha dubbi sull’investitura che verrà concessa al partito unico: «Il 28 luglio si terrà il Consiglio nazionale di Forza Italia. In questa occasione ci sarà l’adesione del nostro movimento al soggetto unitario e anticipo che sarà un’adesione certamente totalitaria. Questo progetto della Casa comune quindi comincerà a mettersi in moto. I tempi di attuazione ce li daremo via via che le cose procederanno». E, prendendo spunto da una frase di Aldo Moro sulla Dc che «apre le porte a chi vuole entrare», il presidente del Consiglio contrappone una battuta: «Da noi c’è un’altra regola - sorride - chi va via viene preso a botte...».
Sul suo ruolo futuro il premier ribadisce di essere solo «una risorsa» a disposizione dei moderati e dell’intero Paese. E apre all’ipotesi di convocare le primarie del centrodestra per scegliere il leader del nuovo partito unitario. «Lo ripeto anche oggi. Non c’è alcun problema di leadership. La nuova formazione politica si darà attraverso la costituente di luglio regole democratiche. Mi atterrò a queste regole e vedremo insieme cosa fare, anche consultando gli elettori. Si parla di primarie. Ci sono tanti sistemi per consultare gli elettori. Noi, in particolare, in questi due mesi che stanno alle nostre spalle, abbiamo fatto decine di riunioni nelle varie province».
Se lo sguardo del premier è tutto puntato alla futura casa comune del centrodestra, una parentesi affettuosa e orgogliosa è dedicata alla sua creatura politica. «Forza Italia resta ancora il primo partito italiano. E dico resta, ma con orgoglio, perché non è facile esserlo ancora con un clima come quello che la sinistra ha fatto scatenare contro di noi. Ma le elezioni andranno meglio di quello che si crede». Berlusconi (forte di alcuni sondaggi, viene sussurrato in ambienti di partito), rivendica, insomma, il ruolo da protagonista di Forza Italia sia nella Cdl che nella vita politica italiana. E lo fa sottolineando, ancora una volta, le mille difficoltà entro le quali si deve muovere. «Qualche giorno fa - ricorda il premier - è uscito un libro che si chiama “Berlusconi ti odio”... Vi consiglio di leggerlo, è molto istruttivo sull’atteggiamento psicologico di questi signori. Io, del resto, non sono altro che il bersaglio contro cui si esercitano in quanto rappresentativo di tutto il centrodestra».
Chiusa la parentesi, il presidente del Consiglio indica le prossime tappe di avvicinamento al traguardo del nuovo partito: «Sarà una Costituente composta da 100 protagonisti della vita politica e civile italiana con tutti i partiti che daranno in modo convinto la loro adesione. Cosa che potremo verificare entro la fine dell’estate». Il premier non ha dubbi: il nuovo soggetto dovrà essere un partito aperto a movimenti, associazioni, alla società civile e a tutti coloro che vorranno starci. Nella nuova Casa Comune del centrodestra ci sarà «spazio e gloria per tutti» promette il presidente del Consiglio, spiegando che l’utilizzo del termine gloria «non è esagerato». «La missione più bella per noi è infatti l’essere in campo a difendere la libertà delle nostre famiglia e dei nostri figli. E noi - scandisce - siamo in campo per difendere la libertà e per tenere l’Italia lontana da un futuro illiberale, antidemocratico e anche autoritario».
La ricetta per far funzionare al meglio la coalizione di centrodestra è quella consueta: più «regole democratiche», stop al potere di veto. Di questo necessita la Cdl, secondo Silvio Berlusconi. Per il premier occorre che «quando c’è da prendere una decisione si vota», mentre oggi nella Cdl «questo non avviene» e anzi «il voto del più piccolo mette la parola fine a ogni progetto». Occorre insomma evitare che «anche la piccola formazione possa avere un diritto di veto».
Sulla legge elettorale il premier si dimostra aperto a ogni ipotesi. «I sistemi elettorali - dice il Cavaliere - sono un mezzo, non un moloch che non si può cambiare. Inoltre, aggiunge, «anche sul sistema elettorale abbiamo tempo. Non è vero che siamo in dirittura di arrivo, c’è quasi un anno prima delle elezioni e c’è dunque tutto il tempo per poterne discutere». Quel che è certo, prosegue Berlusconi, è che «il sistema elettorale attuale certamente dovrà essere modificato, perché ha palesato diversi e gravi difetti». La chiusura del suo intervento, durato circa dieci minuti, il premier la dedica a un’offerta di disponibilità, a una promessa di impegno che dà la misura di quanto sia centrale nella sua mente il progetto del partito unico. «Sono a disposizione di tutti voi, anche nel mese di agosto, per lavorare a questo sogno di libertà».