Berlusconi: "Salvare Alitalia, gesto da patrioti"

Il Cavaliere agli azionisti Cai: "Avete mostrato coraggio ma sono convinto che sarà anche un buon investimento. Un settore vitale per il nostro Paese è il turismo, che con la crisi è destinato a crescere come la sanità"

Roma - Accoglie i «patrioti» con un sorriso e li accompagna in sala. Un aperitivo, un antipasto, prima della cena. Li ringrazia, uno per uno, poi calici in alto per brindare alla Cai. Insieme alla Cai. Con il giardino al di là della vetrata, Silvio Berlusconi chiama a raccolta, a Villa Madama, i sedici soci della cordata. Gli «imprenditori coraggiosi» che si avviano a guidare la Nuova Alitalia. Autori di un «buon investimento», che produrrà effetti positivi anche sul fronte occupazionale.

Roma - «Siete dei patrioti», esordisce il Cavaliere, pronto a ribadire un concetto a lui caro: «È necessario avere una compagnia di bandiera, perché un settore vitale per il nostro Paese è il turismo, che con la crisi è destinato a crescere come la sanità». «Ho posto il problema del salvataggio di Alitalia ai miei colleghi imprenditori - aggiunge, rivolgendosi proprio a chi ha risposto «sì» al suo appello - convinto di chiamarli a un gesto coraggioso e di amore verso l’Italia, ma anche di consentirgli l’ingresso in un settore in crescita». Ecco perché «sono convinto che alla fine si tratterà di un buon investimento».

E così, a poche settimane dal passaggio di proprietà definitivo, Berlusconi si confronta con industriali e finanzieri che hanno accettato di far parte della squadra, a cui si aggiunge il presidente dell’Enac Vito Riggio. E assieme ai rappresentanti del governo che hanno seguito per mesi la difficile trattativa sindacale (presenti, oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i ministri allo Sviluppo economico, Claudio Scajola e alle Infrastrutture, Altero Matteoli), brinda al nuovo corso.

Ma non solo. L’incontro con Roberto Colaninno e Rocco Sabelli - a tavola, tra gli altri, siedono Corrado Passera ed Enrico Salza (Intesa San Paolo), Carlo Toto (AirOne), Marco Tronchetti Provera, Salvatore Ligresti e Francesco Bellavista Caltagirone - serve a fare anche il punto sui passi futuri di Cai. Vedi la scelta del partner straniero, con in pole position sempre Air France/Klm e Lufthansa. Alla luce di eventuali fuoriuscite e nuovi ingressi (dovrebbero lasciare la cordata il Fondo Clessidra di Claudio Sposito e l’armatore Gianluigi Aponte, farebbe il suo ingresso la famiglia Angelucci, ieri infatti rappresentata). E ragionando sul valore complessivo dell’operazione, Berlusconi si dice convinto che possa cresce il volume d’affare. In tal modo, «salirà in futuro il numero dei dipendenti assunti, così come l’indotto».

Tra una portata e l’altra, restano a tu per tu per un paio d’ore Cai e governo (assente giustificato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti), presenti il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, il sottosegretario Paolo Bonaiuti, il segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi, e i due stretti collaboratori del premier, deputati del Pdl, Sestino Giacomoni e Valentino Valentini).

E se fuori dai cancelli si fa sentire il «fronte del no», guidato da Anpac e Up, tra applausi di protesta, lumini e slogan, Matteoli ribadisce di essere «fiducioso» sul futuro della nuova compagnia, che «subentrerà il 12 gennaio». «Lo sono dal primo momento - sottolineava già in giornata l’esponente di An - perché ho apprezzato il piano industriale, che oggi chiede sacrifici, ma tra un anno può dare frutti».