Berlusconi scrive un libro sulle bugie di Prodi

da Roma

I conti pubblici si tingono di rosa. E il duello Berlusconi-Prodi sulla paternità del calo del fabbisogno 2006 sale di tono, con il centrodestra che abbandona la prudenza e si lancia all’attacco, respingendo al mittente il tentativo governativo di attribuirsi il merito della pioggia di risorse in più affluite nelle casse dello Stato. Non solo: Berlusconi pensa a una sorta di «libro bianco» sulle bugie di Prodi per smascherare il premier. Un elenco preciso e puntuale degli effetti positivi delle riforme volute dal centrodestra. Pare che il Cavaliere sia indaffaratissimo per studiare il modo di denunciare «l’appropriazione indebita da parte del premier di meriti non suoi».
«Per un politico mentire è un fatto grave ma quando mente al Paese che sta governando diventa imperdonabile» attacca il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani. «Nemmeno con la bacchetta magica Prodi avrebbe potuto in pochi mesi di governo ottenere una riduzione del 41% del fabbisogno e 40 miliardi di maggiori entrate fiscali. Entrambi i risultati sono merito esclusivo del governo Berlusconi, che ha anche aumentato l’occupazione, ridotto le tasse e controllato la spesa, in un periodo di difficile congiuntura».
Duro anche il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. «Non ci meraviglia la reazione tutta bugie di Prodi. Quando si reagisce negando l’evidenza e cercando di capovolgere persino i dati del Tesoro significa che si è disperati e in prossimità della fine della corsa. Il Professore fra l’altro fa finta di dimenticare che quando il centrodestra andò al governo trovò un extradeficit enorme, ben diversamente da quanto accaduto al suo governo». Per Fabrizio Cicchitto «Prodi pretende di avere una sorta di opposizione di sua maestà, subalterna e decerebralizzata» mentre per il segretario della Dc, Gianfranco Rotondi, «le bugie hanno le gambe corte, e le bugie hanno smentito già due volte il governo: sulle entrate e sul fabbisogno».
Si attesta sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Nucara. «Non è merito di questo governo se i conti sono migliorati, così come non sarebbe demerito di Prodi se fossero peggiorati» sostiene il segretario del Pri. «Berlusconi ha ragione e la “signorilità” di Visco sarebbe più evidente se dicesse la verità». Per Adolfo Urso di An «la grande menzogna sui conti pubblici ha giustificato una Finanziaria vessatoria e iniqua e ora rischia di diventare l’alibi per non fare le riforme necessarie».
Il leghista Roberto Calderoli, invece, apre un altro fronte. E pizzica le istituzioni internazionali accusate di un «intervento a orologeria. Indubbiamente ha reso a Prodi e Padoa-Schioppa l’aver frequentato i salotti buoni dell’Europa, infatti hanno trovato in Almunia e nell’Ocse i due migliori alleati, visto che quasi all’unisono sembrano intervenire dietro comando. Almunia, elogiando la riduzione del nostro fabbisogno, alza la palla per Prodi, mentre l’Ocse la schiaccia immediatamente a favore di Padoa-Schioppa con previsioni catastrofiche, aiutandolo così a stoppare quelli che non vorrebbero intervenire sulle pensioni».
Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali, fa invece notare un’altra variabile negativa della vicenda: «Sul miglioramento dei conti pubblici una cosa è certa: i provvedimenti dell’Unione non c’entrano nulla e il governo avrebbe dovuto fare una manovra più leggera per assecondare la crescita».