Berlusconi si prepara all’attacco finale: a settembre torno col coltello fra i denti

Il Cavaliere, <strong><a href="/a.pic1?ID=199646" target="_blank">dopo la festa di Ferragosto</a></strong>, lancia la sfida: &quot;In autunno il momento decisivo per le sorti del governo e del Paese&quot;

Porto Rotondo - In privato ha usato più d'una volta un'espressione piuttosto colorita, arrivando a dire che a settembre si presenterà «con il coltello tra i denti». Parole ripetute pure ieri sera a Villa Certosa e due giorni fa a casa dell'amica Anna Betz, in occasione della sua prima uscita mondana da quando è arrivato nel buen retiro di Porto Rotondo. Sul concetto Silvio Berlusconi torna anche in pubblico, con toni ovviamente diversi ma pur sempre decisi: «In autunno arriverà il momento decisivo per le sorti del governo e, dunque, del Paese. Insomma, o si rifà l'Italia o si muore». Il segnale che il Cavaliere resta anche in questi giorni con la testa sulle cose della politica, al di là delle vacanze estive e delle condizioni di salute di mamma Rosa che continuano a tenerlo un po' in apprensione («senza di me non mangia, per convincerla la imbocco facendo l'aeroplanino», avrebbe scherzato qualche giorno fa con dei commensali e mimando con la mano un aereo che vola).

D'altra parte, non è una novità che tra un po' di relax nell'immenso giardino di Villa Certosa (qualche giorno fa, complice la sua precisione certosina, ha fatto spostare di pochi metri una fila di piante appena interrate) e qualche capatina tra le enormi farfalle appena arrivate dal Sud America, l'ex premier abbia continuato a seguire l'evolversi degli eventi. «A parte le attenzioni che dedico a mia madre e alla famiglia - spiega - sto lavorando tutti i giorni». E «vorrei che gli elettori del centrodestra sapessero che anche se sono qui, non sono in vacanza».

Il che, ovviamente, non significa che il Cavaliere non si conceda qualche svago. Alla festa della Betz martedì e a Villa Certosa la sera di Ferragosto. Ed è proprio dalla vicina di casa e amica di vecchia data di mamma Rosa che il leader di Forza Italia sfodera una mise anni Settanta che a molti ricorda il Tony Manero de «La febbre del sabato sera». E che in pochi secondi diventa uno dei principali argomenti di conversazione pure nelle serate esclusive del resto della Costa Smeralda, dalla festa dei coniugi Dompé che si svolgeva in contemporanea a Porto Cervo al privé del Billionaire. Berlusconi, infatti, si presenta con pantaloni scuri, camicia blu notte e giacca bianca e - questa davvero una novità - con un ciondolo di cuoio con alcuni smeraldi. L'ex premier però preferisce non prendere le redini della serata come suo solito e rimane fino alle tre di notte a chiacchierare con i commensali, tra cui i deputati di Forza Italia Guido Crosetto e Mara Carfagna, il sindaco di Olbia Giovannelli e la padrona di casa. Declinando con un cenno della mano pure l'invito pubblico della Betz che gli chiede di salutare i presenti dal microfono.

Poi, alle tre di notte passate, l'affondo su Romano Prodi. La sua apertura ad Hamas - attacca - è «un fatto gravissimo» che dimostra «una arroganza intellettuale» che rischia di «avere gravi conseguenze nelle relazioni tra Italia e Israele». D'altra parte, ricorda Berlusconi, «l'Unione europea ha inserito Hamas nella black list delle organizzazioni terroristiche». Insomma, aggiunge allargando le braccia, «non ho parole» e «credo che la pretesa di pensare che si possa mettere fine alla violenza di Hamas con il semplice invito di un premier italiano sia pura arroganza intellettuale».

Il Cavaliere, poi, non perde l'occasione per punzecchiare qualche alleato. Perché, spiega, «non solo nel centrosinistra ma anche nel centrodestra, ormai qualcuno ha perso il senso della realtà». Che si riferisca a Pier Ferdinando Casini e all'Udc è piuttosto chiaro, anche se il leader di Forza Italia ci tiene a dire di non avercela con «nessuno in particolare». E aggiunge: «Non voglio polemizzare con nessuno, né tanto meno con Casini». Ma anche se l'ex premier insiste a ripetere che la sua è la semplice «osservazione dei fatti» e ribadisce di ritenere «assolutamente impossibile» un passaggio dei centristi nel centrosinistra, nessuno ha dubbi sul destinatario del messaggio. Verso il quale ha da tempo elaborato una strategia di accerchiamento che ha come obiettivo ultimo quello dell'aggregazione dei diversi partiti che fanno capo alla Dc (da quella per le Autonomie di Gianfranco Rotondi alla Rifondazione di Publio Fiori) in un unico soggetto e sotto lo storico simbolo dello scudocrociato. Da presentare, ovviamente, con il centrodestra in modo da depotenziare l'Udc di Casini. Berlusconi, poi, oltre a concentrarsi sullo studio delle carte del processo Mills («voglio andare in aula a difendermi», avrebbe confidato) si sarebbe anche dedicato a curare i rapporti con i senatori delusi della maggioranza, una notizia trita e ritrita da mesi che nel tardo pomeriggio di ieri un'agenzia di stampa ha voluto rilanciare incassando la categorica smentita di Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere.

Nella notte di martedì, invece, prima di salire in macchina accompagnato dallo scorta, il Cavaliere parla anche del «modo di agire di alcuni pm» che ha creato «un abisso» fra la gente comune e la giustizia. Il pensiero di Berlusconi è in particolare alla vicenda di Luca Delfino, l'uomo arrestato per l'assassinio di Maria Antonietta Multari a Sanremo. E nel mirino c'è soprattutto quella parte della magistratura che per farsi pubblicità indaga su personaggi noti, lasciando fuori pericolosi criminali. «Un modo di comportarsi - dice - che crea sfiducia nelle persone perché da una parte si persegue chi non ha commesso reati gravi solo per finire sulle pagine dei giornali e dall'altra si dimostra un certo lassismo nei confronti di chi ha compiuto illeciti gravissimi». Una situazione che «rischia di creare una vera e propria trincea fra la gente di buon senso e la giustizia».