Berlusconi: «Sono in balia di estremisti»

«Ogni giorno che passa è un danno per il Paese Indegno il comportamento dei senatori a vita»

da Roma

È tarda sera quando Silvio Berlusconi, dopo aver atteso l’esito della disfida di Palazzo Madama sulla politica estera del governo Prodi, raggiunge l’Hotel de Russie. Nell’incantevole giardino all’aperto dell’albergo romano ci sono ad attenderlo i senatori e le senatrici di Forza Italia per una cena di fine stagione. Un appuntamento rituale preceduto dal commento a caldo del presidente di Forza Italia sull’esito del voto. «Anche questa sera la maggioranza è stata in difficoltà al Senato, come sempre» dice il leader dell’opposizione, facendo riferimento allo scarto ridotto ma anche allo scivolone della maggioranza sulla missione in Afghanistan. «Questo governo - dice Berlusconi - non può durare perché è in balia della sinistra estrema. Quando ci saranno le elezioni anticipate? Spero il più presto possibile perché ogni giorno che passa per questo Paese è un danno».
Se il ritorno alle urne è sempre il primo pensiero del presidente di Forza Italia, resta da sciogliere il nodo della legge elettorale. «È sempre meglio fare una nuova legge, abbiamo già depositato un ddl che apporta correzioni alla norma attuale che è una buona legge» ricorda. «La legge si può migliorare con una settimana di lavoro alla Camera e una al Senato. Poi si va alle elezioni». Poi nel corso della cena l’ex premier ritorna sull’argomento per dire «no al modello tedesco». «C’è un referendum il cui risultato ci irrobustirebbe come primo partito della coalizione anche se sono sempre convinto che sarebbe meglio arrivare a un accordo parlamentare. Noi non possiamo abbandonare il bipolarismo e prima di passare a un proporzionale che non ci dia garanzie dobbiamo pensarci non una ma cento volte. Ma anche se si dovesse andare al referendum questo certo non ci potrebbe fare paura».
Un pensiero Berlusconi lo riserva alla riforma delle pensioni. «L’accordo raggiunto è una cosa che non ha senso. In tutti i Paesi si va in pensione a 65 anni mentre soltanto da noi si è abbassata la soglia a 57. Qui si va contro l’evidenza di una vita che dura fino agli 80 anni e che va verso i 100 anni. Da noi, invece, si pensa ad andare in pensione a 57. È ovvio che i conti non tornano perché non ci sono abbastanza lavoratori per mantenere i pensionati. E Diliberto e Bertinotti che hanno fatto finta di essere contrari poi voteranno sì in Senato». C’è poi l’indicazione di una strategia d’attacco sul delicato nodo dei senatori a vita. «Voi incalzateli ogni giorno perché si ravvedano e sentano la mancanza di dignità del loro voto. Spesso si fanno trasportare votando su cose che non capiscono. Fateglielo notare continuamente affinché si ravvedano perché dovrebbero considerare la volontà popolare che ci ha dato una vittoria con più di 200mila voti. E corteggiate non solo le belle donne ma anche i moderati dell’Unione». C’è spazio poi per rivelare gli ultimi sondaggi: «Il governo è al 23,4%. La fiducia in Prodi è arrivata al 25,2% mentre quella nel sottoscritto è ormai al 60,3%». E poi ancora una battuta sullo stato di salute della Cdl: «Quando è arrivata la novità Veltroni qualche alleato ha cominciato a strapparsi i capelli chiedendo di fare convegni e altre iniziative ma non cambia assolutamente nulla per noi. È ora di tornare a collaborare con gli alleati e passare sopra a tanti errori del passato. Dobbiamo farlo con An e anche con l’Udc con cui condividiamo l’appartenenza al Ppe».