Berlusconi: Speciale merita la solidarietà di tutti gli italiani

Il Cavaliere in difesa del generale rimosso dal comando delle Fiamme gialle: "È una persona perbene e tutta d’un pezzo. Ha dimostrato coerenza rifiutando l’incarico alla Corte dei conti"

Desenzano (Brescia) - «Il generale Roberto Speciale è un galantuomo e ha fatto bene a rifiutare l’incarico alla Corte dei conti offertogli dal governo». Silvio Berlusconi arriva con oltre un’ora di ritardo a Desenzano, la voce è poca «perché ho girato l’Italia come un matto» ma prima che gli vada via del tutto esprime solidarietà al generale della Guardia di finanza rimosso per aver rivelato le pressioni del viceministro Vincenzo Visco. «Quella di Speciale è stata una buona decisione. È una persona perbene, tutta d’un pezzo, che merita la solidarietà di tutti gli italiani. Credo che tutti debbano riconoscergli questa coerenza».
Il leader del centrodestra doveva essere sul Garda alle 17.30 ma un forte temporale ad Arcore ha ritardato la partenza dell’elicottero, che quando ha volteggiato sul lago è stato salutato da un’ovazione. Fedele al nuovo look privo di cravatta («Ne ho regalate tante e pago troppe tasse per poterne comprare una al giorno...»), il Cavaliere è venuto a sostenere il candidato del centrodestra al ballottaggio di domenica, Felice Anelli, «il signore degli Anelli» secondo Berlusconi. A Desenzano la Casa delle libertà ha già la maggioranza in consiglio comunale ma il suo candidato si è fermato a un soffio dalla vittoria: 48,5 per cento. «Se dovesse essere eletto il sindaco delle sinistre avrete una città ingovernabile - ha ricordato l’ex presidente del Consiglio -: sarebbe un peccato mortale». E allora, per evitare l’inferno ai desenzanesi, tappa elettorale anche nella cittadina della coordinatrice regionale azzurra Maristella Gelmini, «l’unica isola rossa sulla sponda bresciana del Garda». L’avversario di Anelli, Fiorenzo Pienazza (Margherita), capeggia una lista civica da cui ha voluto togliere tutti i simboli del centrosinistra: «Evidentemente se ne vergogna», dice la Gelmini.
Ma prima di salire sul palco, stretto nella «colluttazione amorosa» della folla che ormai accompagna ogni comizio preelettorale, Berlusconi si ferma con i cronisti. «Vedete? Ovunque vada c’è questo clima di festa, vengo accolto da un calore enorme, invece Prodi viene contestato dappertutto». Ancora un appello al voto: «Credo si debba andare verso una nuova consultazione elettorale. Non si può governare contro la gente. Gli italiani hanno manifestato chiaramente cosa pensano di questo governo: deve andare a casa. Noi non vogliamo le larghe intese, ma il voto anticipato perché è quello che chiede la maggioranza degli italiani». Tema ripreso ancora durante il comizio: «Queste non sono soltanto elezioni amministrative, non sono ballottaggi, ma elezioni politiche. Gli elettori hanno detto cosa pensano di un anno di questo governo. Anche il risultato di Desenzano farà opinione a livello nazionale e voi non potete gettare al vento l’occasione per dire basta a questo governo delle sinistre». Berlusconi si è anche augurato che non ci sia nessun incidente a Roma per la visita del presidente americano George Bush dopo i recenti disordini causati dai black bloc per il G8 in Germania: «Speriamo che gli italiani si ricordino quello che devono agli Stati Uniti per la nostra libertà, per quello che hanno fatto per noi in passato. Non si può dimenticare».
Ha un calo di voce, il Cavaliere: colpa dei troppi impegni. «Questa mattina, dopo tutti gli incontri di questi giorni mi sono svegliato con le corde vocali rovinate. Rischiavate un colpo di fortuna speciale, voi a Desenzano: sarei venuto per fare un discorso a gesti. Poi ho preso un po’ di cortisone. Mi hanno detto che ho un’autonomia di 10 minuti». Qualche colpo di tosse e un po’ di raucedine però non gli hanno impedito di parlare oltre mezz’ora in una piazza stracolma circondata di balconi fioriti e imbandierati.
Berlusconi rilancia i temi di questa tornata amministrativa. «Le sinistre sono due, quella cosiddetta riformista, disorientata perché ha perso la spinta ideale, e quella antagonista che impone la sua volontà al governo su ogni scelta. Gli uni pensano solo a gestire il potere, gli altri a riesumare l’utopia più disumana e criminale della storia dell’uomo. Sono quelli che hanno imposto la stretta fiscale della Finanziaria che ha tolto soldi all’80 per cento degli italiani, con nuove tasse che non vanno ai più deboli, ma al governo, cioè ai loro amici, e agli amici degli amici come le coop rosse. Sono quelli delle porte aperte a tutti gli immigrati. Quelli che vorrebbero che i vescovi parlassero soltanto dai pulpiti all’interno delle chiese. Conosciamo già questo fenomeno: si chiamava Chiesa del silenzio e stava in Unione sovietica».