Berlusconi: «Stavolta, possiamo vincere davvero»

(...) la mia campagna elettorale e qui la concludo convinto che ce la possiamo fare dopo aver visto i sondaggi». Così Silvio Berlusconi ha salutato Genova durante il comizio di ieri sera in piazza Matteotti, una piazza gremita e colorata dalle bandiere dei partiti della Cdl. Berlusconi ha esordito con un grazie alla città: «Amo Genova da sempre, qui ho passato tanti anni della mia gioventù. e ho avuto anche una straordinaria fidanzata» ha aggiunto tra gli applausi della piazza.
Prima era toccato a Claudio Scajola, gran cerimoniere di questa straordinaria serata, rompere il ghiaccio: «Siamo qui in una piazza simbolo vicino all’arcivescovo Bagnasco al quale esprimiamo la nostra solidarietà. Nei prossimi giorni gliela porterà direttamente Silvio Berlusconi». Era toccato a Enrico Musso e Renata Oliveri parlare prima dell’arrivo del Cavaliere. «Lo ringraziamo per il coraggio che ha avuto a credere in noi» hanno detto i candidati della Cdl a Comune e Provincia. «Con questi due candidati possiamo farcela» ha detto Berlusconi sollevando le braccia di Musso e Oliveri in segno di vittoria e regalando loro una copia del primo discorso che ha fatto quando ha deciso di dedicarsi alla politica per non consegnare l’Italia alle sinistre: «É un credo laico nella libertà». «Ho fatto bene a mettere Genova davanti al Milan questa sera - ha aggiunto il Cavaliere - Non vi nascondo che è stato un sacrificio, Quella del Milan è stata una vittoria straordinaria. Ma, se vinciamo lunedì, regaleremo a Genova due governi di libertà e andremo da Napolitano a chiedere elezioni». Durante il comizio si è alzato qualche coro e qualche fischio e urlo di uno sparuto gruppo di contestatori zittito dagli applausi della piazza.
La Cdl, per il Cavaliere, è riuscita a strappare piazza Matteotti alla sinistra. Walter Veltroni, sindaco di Roma, ha concluso da poco il suo comizio al Porto antico (a sostegno di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto, candidati dell’Unione) quando la piazza dietro a De Ferrari inizia a riempirsi. L’umore fra i militanti della Cdl è alto: «Ce la possiamo fare» ripetono tutti. La signora Imma stringe fra le braccia un fascio di bandiere di Forza Italia: «Berlusconi non poteva non venire, per lui abbiamo conquistato le piazze migliori, lo aspettiamo da tanto» dice. Dal palco avvertono: «Durante il comizio non sventolate le bandiere tutti assieme». Si vedono quelle blu dei Pensionati, quelle bianche dell’Udc e di An, i palloncini arancione della Lista Biasotti e quelli gialli e blu allo stand di Musso. La Lega raccoglie firme contro la legge sull’immigrazione. Alle 19.30 inizia la musica: sul palco salgono prima i Menage à trois, poi tocca ai New Trolls. Passano i minuti e l’attesa per l’arrivo del leader di Forza Italia cresce. Berlusconi nel pomeriggio era a Olbia, dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Poi, si temeva che l’amore per il Milan finisse per stravolgere l'agenda elettorale del Cavaliere, atteso a Genova per chiudere la campagna elettorale della Cdl. A metà pomeriggio arriva l’annuncio che tutti, nella Cdl genovese, aspettavano: «Silvio Berlusconi non sarà a San Siro per la festa del Milan ma si recherà a Genova per il comizio conclusivo della campagna elettorale per il rinnovo del Comune e della Provincia» è il messaggio dettato alle agenzie di stampa dal suo portavoce, Paolo Bonaiuti. «Gli hanno telefonato tutti, a partire da Galliani, perché fosse in campo con i calciatori del Milan», fa sapere ancora Bonaiuti. Ma l’altra partita, quella politica, di Genova, assicura il portavoce del leader di Forza Italia, «è troppo importante e Berlusconi ha così confermato il comizio a Genova e la successiva passeggiata per le strade del centro della città». Fiduciosi si sono mostrati da subito tutti i responsabili locali di Forza Italia. «La sua presenza è un messaggio importante lanciato alla città» raccontava a inizio pomeriggio Michele Scandroglio, coordinatore regionale degli azzurri.
Messaggio ricevuto. Ora tutto può cambiare.